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ERC | Il Post-Europeo – Rally Hungary 2025: Korhonen corsaro! Mabellini tradito da un ammortizzatore

Un rally durissimo tra polvere, forature e ritiri eccellenti: Korhonen vince approfittando del ritiro di Mabellini, mentre Marczyk balza in testa al campionato ERC.

Dopo l’asfalto tecnico della Sierra Morena, il secondo round dell’ERC 2025 ha catapultato i piloti nel caos dello sterrato abrasivo di Veszprém. Il Rally d’Ungheria si è rivelato durissimo, selettivo e pieno di colpi di scena. Ecco i principali spunti che ci portiamo a casa da un weekend che ha rimesso in discussione molte gerarchie.

Korhonen vince nonostante la penalità

La Toyota GR Yaris Rally2 vestita MRF è finalmente tornata sul gradino più alto del podio europeo, ma con un nuovo volto: Roope Korhonen. Il finlandese, passato quest’anno al team SRT, ha sfruttato al meglio il ritiro di Mabellini nelle battute finali per assicurarsi la sua prima vittoria assoluta nell’ERC.

Non è stato un weekend facile: Korhonen ha ricevuto una penalità di 10 secondi per aver tagliato una chicane, e nella SS6 ha anche perso circa 30” restando nella polvere di Armstrong fermo per foratura. Ma la direzione gara ha riassegnato il tempo, tenendolo in lotta fino al drammatico epilogo.

L’ultima prova sembrava infinita,” ha detto sul podio, “ma ce l’abbiamo fatta!”

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Marczyk nuovo leader del campionato

Con il terzo posto finale (dopo il quinto in Spagna), Miko Marczyk torna finalmente sul podio di una gara europea dopo due anni, prendendosi anche la testa della classifica generale ERC, approfittando dell’assenza di Gryazin e dell’uscita di scena di Mabellini. Il polacco ha costruito il risultato con regolarità e intelligenza, mantenendosi fuori dai guai su un fondo dove sbagliare significava pagare caro.

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Il sogno infranto di Mabellini

Fino alla SS11, Andrea Mabellini era il dominatore assoluto: partito forte sin dal sabato, aveva resistito agli attacchi di Korhonen e gestito con autorità anche la domenica. Ma una foratura nella SS11 lo ha fatto scivolare di 0.7 secondi dietro al finlandese. Poi, il colpo di grazia: sospensione rotta nella SS12 e ritiro doloroso a due prove dal traguardo.

Ora è sesto in classifica generale, a 21 punti da Marczyk.

Østberg torna sul podio!

Il norvegese non aveva mai corso nel Rally d’Ungheria in versione sterrato eppure, nonostante le mille insidie, il buon Mads ha fatto valere la sua esperienza, prendendosi una meritata piazza d’onore, alle spalle solo dell’inarrivabile Korhonen. Un grande sollievo per il pilota nordico, dopo un periodo estremamente difficile.

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Armstrong veloce ma sfortunato

Jon Armstrong, come in Spagna, ha confermato di avere il passo per stare tra i migliori anche su terra. Tuttavia, due forature nella SS6 lo hanno relegato a un amaro decimo posto finale. L’irlandese ha comunque chiuso secondo nella Power Stage, portando a casa qualche punto e lasciando una nota positiva: “La Fiesta c’è, e Malcolm [Wilson] sarà contento,” ha scherzato. Ma con 34 punti di distacco dalla vetta, la sua rincorsa al titolo si fa sempre più complicata.

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Isak Reiersen: una prestazione solida e promettente

Il giovane svedese Isak Reiersen, al volante della sua Škoda Fabia RS Rally2 gommata Hankook, ha ottenuto un eccellente quarto posto assoluto al Rally d’Ungheria 2025, con un distacco di +2:41.5 dal vincitore Roope Korhonen .

Nonostante una doppia foratura nella SS11 , Reiersen ha mantenuto un ritmo costante e privo di errori, dimostrando maturità e determinazione su un fondo sterrato estremamente selettivo. La sua prestazione è stata particolarmente notevole nella giornata di domenica, dove ha consolidato la sua posizione nella top 5, approfittando anche dei ritiri e delle difficoltà incontrate da altri concorrenti.

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Isak Reiersen

Questa performance rappresenta un passo significativo nella carriera di Reiersen, evidenziando il suo potenziale come uno dei giovani talenti emergenti nel panorama del rally europeo.

Jos Verstappen entra nella top 10 ERC

Nel suo secondo evento su terra, l’ex pilota F1 Jos Verstappen ha ottenuto l’ottavo posto assoluto: primo piazzamento in top 10 per lui nel campionato europeo e seconda piazza nella speciale classifica Masters, preceduto solo dall’eroe locale Sasa Ollé. Le prestazioni non sono state spettacolari, ma ha evitato errori gravi e ha gestito due forature senza compromettere la gara. Un progresso importante sulla sua curva di apprendimento rallistica.

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Jos Verstappen (sx) e Sasa Ollé (dx)

Philip Allen, l’uomo della domenica

A livello di velocità pura e di talento, è probabilmente tra i migliori piloti del lotto, ma a livello di costanza di rendimento, Philip Allen, ha medie che rasentano l’orrido. Crash pesantissimo in Sierra Morena a cui ha fatto seguito l’infausta comparsa nel WRC2 alle Canarie, dove il britannico è nuovamente uscito di strada.

Ed anche il weekend in Ungheria non fa eccezione, almeno per i primi due giorni: jolly incredibile in qualifica dove nel tentativo di tagliare una curva colpisce una roccia che lo manda su due ruote. Nella super speciale d’apertura arriva lungo e stalla mentre al sabato si ritira, stavolta non per colpa sua, dopo aver perso il power steering.

Torna in gara la domenica e sorprendentemente inizia a manifestare tutta la sua classe in colpo solo: secondo sulla SS10 a cui fa seguito il suo primo scratch in carriera nell’ERC sulla speciale successiva. Il britannico, però, non ha finito di stupire e chiude il weekend prendendosi il successo anche in Power Stage che gli vale 5 punti tondi tondi nel suo score sheet finale.

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Philip Allen

Battesimo di fuoco per Max McRae

Il 2025 doveva essere l’anno della consacrazione per Max McRae dopo il passaggio definitivo al Rally2, ma il veloce figlio d’arte non riesce ancora a ingranare. In Ungheria si è presentato debilitato da problemi fisici durante la settimana, ha toccato una barriera nella superspeciale rompendo la sospensione posteriore, ha incassato penalità e si è poi ritirato domenica per danni alla stessa sospensione. Il potenziale c’è, ma d’ora in poi serve costanza.

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Max McRae

Junior ERC: Calle Carlberg allunga

Tra gli Junior, la vittoria è andata a Calle Carlberg, che ha riscattato il secondo posto della Sierra Morena dominando il rally già dalla prima prova. Con questa vittoria, lo svedese prende il comando del campionato Junior ERC 2025, dimostrando grande maturità in condizioni difficili.

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Calle Carlberg

Sfida tra i costruttori di pneumatici: Michelin resta in testa

Se sull’asfalto di Sierra Morena la Michelin aveva dominato l’intero podio, in Ungheria il fondo sterrato ha rimescolato le carte. A vincere è stata MRF con Korhonen e la Toyota GR Yaris Rally2, ma alle sue spalle si sono piazzati Østberg e Marczyk, entrambi con gomme Michelin. Questo ha permesso al marchio francese di consolidare il proprio vantaggio nella classifica tra fornitori.

ERC

MRF sembrava destinata a fare bottino pieno grazie anche a Simone Tempestini, vincitore nel 2024 e inizialmente terzo prima di essere costretto al ritiro per una foratura e una sospensione danneggiata.

Curiosamente, Pirelli, pur senza piazzare piloti nei primi cinque, ha comunque rafforzato la propria seconda posizione nella classifica costruttori: il miglior classificato è stato Gábor Németh, sesto, ma l’assenza di errori e ritiri multipli ha premiato la costanza.

La battaglia tra fornitori si fa quindi sempre più interessante, con Michelin ancora al comando, MRF che guadagna terreno, e Pirelli che si difende con efficacia nonostante i pochi nomi di vertice.

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