Il pilota inglese della Ferrari, in questo inizio di stagione, sta trovando alcune difficoltà a livello comunicativo con il suo ingegnere di pista: eclatanti, in tal senso, i weekend di Melbourne e Miami.
Si sa, entrare in un nuovo ambito lavorativo non è mai semplice, spesso dopo che passi ben dodici anni in Gran Bretagna e poi, di punto in bianco, inizi un nuovo progetto, con nuove modalità e, soprattutto, nuove persone. E questo Lewis Hamilton lo sa bene.
Nelle ultime settimane, tra le tante novità a cui si è dovuto abituare ci sono anche quelle comunicative con il suo nuovo ingegnere di pista, l’italiano Riccardo Adami, dopo settimane in cui ci si domandava se “Bono” seguisse Hamilton in Rosso. In Ferrari da ormai dieci anni ha collaborato con altri importanti piloti, Vettel prima e Sainz negli ultimi quattro anni.
Tra Hamilton e Adami c’è bisogno di migliorare:
In queste prime cinque gare abbiamo infatti assistito a diversi episodi che hanno sottolineato come l’intesa tra ingegnere e pilota sia ancora in fase di miglioramento.
Ad esempio durante il Gran Premio del Giappone il sette volte campione del mondo ha chiesto, con un tono un po’ spazientito, aggiornamenti più specifici ad Adami: “Gradirei davvero qualche informazione su dove sono lento, amico”.

Al termine della gara “The Hammer” ha spiegato che il suo nervosismo fosse dovuto alle difficili condizioni della SF-25 e quindi legate alla pista, non a questioni personali con Adami.
L’episodio di Miami:
Tuttavia questi episodi sono continuati, fino a sfociare nel complicatissimo Gran Premio di Miami. Fin dalle prime fasi di gara, in cui entrambi gli alfieri del Cavallino hanno trovato difficoltà a trovare un feeling positivo con la monoposto, Hamilton si è aperto via radio per “rimproverare” l’ingegnere italiano. Preso dall’intensa sfida con Esteban Ocon, il britannico ha tuonato: “Smettila di parlarmi mentre sono in battaglia, cavolo!”. Poco dopo però la situazione si è ripetuta, questa volta mentre Hamilton stava gestendo le fasi di frenata: “Sono in zona di frenata e tu mi parli”, ha esclamato il pilota #44.

La prestazione, così come la gestione delle comunicazioni con il muretto box, non è andata migliorando con le incomprensioni ed indecisioni relative allo swap position che ha fatto infuriare entrambi i piloti della Rossa.
“Fai una pausa tè già che ci sei”, ha esclamato Hamilton ironizzando sull’attesa del sorpasso su Leclerc. Con Carlos Sainz in rimonta, la tensione è ulteriormente aumentata ed il britannico ha di nuovo ribattuto chiedendo se il muretto box volesse lasciar passare (anche) Sainz.
Il precedente con Sainz:
Come già detto, quella tra Hamilton e Adami è un’intesa da costruire. Il pilota inglese, nonostante l’evidente frustrazione dopo il GP di Miami, ha dichiarato di non avere alcun tipo di problema con la squadra o con il suo ingegnere di pista.
Prima di essere ingegnere di pista del sette volte campione del mondo, in Ferrari Adami è stato ingegnere di pista di Sebastian Vettel e Carlos Sainz jr. Anche con lo spagnolo non sono mancati alcuni momenti di difficoltà a livello comunicativo. Basti pensare al GP di Monaco del 2023 quando Adami, secondo lo spagnolo, lo richiama troppo presto ai box nonostante il buon passo del numero 55. Oppure nel GP di Francia del 2022 quando Adami chiede a Sainz di confermare la sosta nel momento in cui lo spagnolo si trova in lotta con Perez (con tanto di “non ora, non ora” dello stesso Sainz).
Diversi approcci ingegnere-pilota:
E’ opportuno dire, inoltre, come sia l’ingegnere a doversi adattare alle caratteristiche del pilota stesso: c’è chi non ama le comunicazioni troppo lunghe (come Verstappen), chi ha un approccio più analitico (come Carlos Sainz) o ancora chi ha un rapporto strettamente collaborativo con il proprio ingegnere (Leclerc). Di certo conoscersi e conoscere le esigenze della persona con cui si lavora è quanto mai fondamentale.

Tuttavia è anche importante sottolineare che tra i due non sono mancati momenti di intesa, come il famoso team radio San Diago/San Diego
Il rapporto tra un ingegnere di pista e il proprio pilota, dunque, è un aspetto chiave nel mondo della F1. Una buona comunicazione tra le due parti è fondamentale se si vogliono raggiungere ottimi risultati in pista: a tutto ciò vanno ad aggiungersi aspetti come la fiducia e la conoscenza reciproca che con il passare degli anni diventano sempre più solidi ed efficienti.

