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WRC | Shakedown – Rally del Portogallo 2025 – primi test nella vibrante arena di Baltár: Sesks si mette tutti dietro

L’attesa è finita: motori accesi per il primo assaggio del fondo sterrato del WRC Vodafone Rally de Portugal 2025. Mārtiņs Sesks è in forma!

Giovedì mattina, come da tradizione ormai consolidata, il Rally del Portogallo 2025 si apre ufficialmente con lo shakedown, una sessione fondamentale per testare assetti, gomme e sensazioni su fondo simile a quello delle vere prove speciali. È il primo contatto concreto tra piloti, vetture e la terra portoghese, che anche quest’anno si preannuncia asciutta, compatta e veloce, ma con le classiche insidie nascoste dietro ogni dosso.

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Il tratto scelto per lo shakedown si trova nei pressi del circuito di Baltar, nel comune di Paredes, ed è lo stesso impiegato nel 2023 e 2024, con una lunghezza di circa 4,6 km. Si tratta di una strada rappresentativa del rally vero e proprio: curva a media velocità, leggera salita iniziale, un tratto centrale più tecnico con passaggi tra alberi e una discesa finale in cui i piloti possono spingere per “sentire” la macchina prima dell’inizio della gara.

La Cronaca dello Shakedown

Primo run

Dopo i primi passaggi sul tratto da 5,72 km di Baltar, lo shakedown del Rally del Portogallo 2025 comincia a delineare una gerarchia interessante, anche se ancora molto fluida. Il miglior tempo provvisorio è stato fatto segnare da Kalle Rovanperä con la Toyota GR Yaris Rally1, che nel suo secondo run ha abbassato il crono iniziale di 3:54.7 fino a un solido 3:52.9, mandando un primo segnale ai rivali.

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Subito dietro, staccato di appena tre decimi, c’è Thierry Neuville, che ha completato due passaggi sulla Hyundai i20 N Rally1. Il suo 3:53.2 conferma l’ottimo feeling iniziale con le condizioni del tratto di Paredes e l’approccio determinato del team coreano. Terzo tempo per Elfyn Evans (3:54.9), che dopo un primo run più conservativo (3:57.8) ha mostrato di voler gradualmente salire di tono.

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Completano la top 5 i compagni di squadra Sébastien Ogier (3:55.5) e Sami Pajari, che si conferma tra i più incisivi tra i giovani con un 3:56.0 davvero promettente, sempre su Toyota. Subito dietro, a pari tempo (3:57.0), troviamo Adrien Fourmaux e Takamoto Katsuta, entrambi già a due passaggi: il francese dimostra una buona progressione con la Hyundai, mentre il giapponese non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale.

Il tempo di Ott Tänak, attualmente in 3:57.3, è stato registrato al primo tentativo, segno che ci si attende almeno un secondo run per capire il reale passo dell’estone. Chiudono la top 10 i giovani Josh McErlean (3:58.7) e Mārtiņš Sesks (3:59.1), entrambi con le Ford Puma Rally1 di M-Sport.

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Da segnalare che molti equipaggi Rally2 hanno effettuato un solo passaggio, come Oliver Solberg, Kris Meeke e Gus Greensmith, ancora lontani dai riferimenti assoluti ma probabilmente in attesa di trovare il momento ideale per tornare in prova con una scelta di gomme o assetto rivista.

Ultimo Run: Sesks sorprende tutti!

La sessione di shakedown sul tratto di Baltar (5,72 km) si è conclusa con una sorpresa assoluta in cima alla classifica: è stato Mārtiņš Sesks, al volante della Ford Puma Rally1, a firmare il miglior tempo assoluto in 3:52.3 nel suo quart passaggio, unico pilota Rally1 a svolgerlo 4 volte. Un risultato inatteso ma indicativo del potenziale espresso dal giovane lettone, che ha sfruttato al meglio le condizioni ideali del fondo e una vettura ben bilanciata fin dai primi chilometri.

Alle sue spalle, conferma la sua solidità Kalle Rovanperä, autore di un 3:52.9 nel secondo run, a dimostrazione di quanto la GR Yaris Rally1 sia efficace fin dal primo approccio al fondo portoghese. Terzo tempo per Thierry Neuville con 3:53.2, identico al tempo registrato nel run precedente, segno che Hyundai ha puntato su un approccio misurato e coerente.

Ottima progressione anche per Sébastien Ogier, che ha limato il suo tempo fino a 3:54.0, mentre Ott Tänak e Elfyn Evans hanno chiuso con un solido 3:54.1 e 3:54.3 rispettivamente, confermando un equilibrio totale tra le tre squadre di punta.

Tra i giovani da segnalare, Josh McErlean si è piazzato settimo assoluto con un 3:54.9 che lo proietta tra i migliori privati in Rally1, mentre Takamoto Katsuta (3:55.0) e Adrien Fourmaux (3:55.5) chiudono la top ten con margini ridottissimi.

Nel gruppo WRC2, spicca la prestazione di Gus Greensmith su Škoda, capace di scendere fino a 3:56.3, precedendo di pochi decimi Solberg, Cachón e Rossel, tutti già in ritmo gara.

Lo shakedown ha quindi confermato quanto già si sospettava: la lotta al vertice sarà tiratissima, con almeno sei piloti in grado di giocarsi la vittoria, ma anche con un gruppo di outsider pronti ad approfittare di ogni errore. Il fondo asciutto e compatto ha premiato il coraggio nei run successivi, e chi ha saputo trovare grip e bilanciamento con più chilometri ha raccolto i frutti.

L’appuntamento ora è con la SS1 di Figueira da Foz: il Rally del Portogallo 2025 è ufficialmente partito. E il primo segnale è chiaro: sarà una battaglia dura, equilibrata e spettacolare.

Rally del Portogallo

Classifica combinata Shakedown:

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Perché il collaudo conta davvero?

Nonostante non assegni punti e non faccia classifica, lo shakedown ha un’importanza cruciale. È il momento in cui:

i piloti prendono ritmo e feeling dopo le ricognizioni; gli ingegneri testano modifiche di set-up in tempo reale; le squadre provano le scelte di pneumatici in condizioni di gara simulate; i giovani equipaggi WRC2 e WRC3 si confrontano con i riferimenti assoluti della categoria Rally1; e soprattutto… si inizia a leggere il linguaggio del weekend: chi ha fiducia, chi è teso, chi nasconde il gioco.

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Lo shakedown è anche l’unica occasione pre-evento in cui i fan possono vedere tutti i protagonisti in azione prima che cominci la vera battaglia. Le vetture escono dai box, completano il primo run e poi rientrano per apportare cambiamenti. Alcuni tornano sul tratto anche 3-4 volte, altri preferiscono non “scoprirsi”. La gestione del tempo e del chilometraggio fa già parte della strategia.

Il tratto di Baltar: una mini-prova completa

Il tratto di shakedown di Paredes/Baltar è lungo meno di 5 km, ma ha tutto:

Un rettilineo iniziale per testare le accelerazioni e i rapporti del cambio; Un settore in leggera salita con curve cieche e cambi di ritmo ideali per verificare le note; Un tratto centrale più stretto e guidato, dove la risposta del telaio e dei freni viene messa alla prova; Una discesa conclusiva dove i piloti possono staccare forte e sentire il bilanciamento aerodinamico.

Proprio per la sua varietà, è stato confermato dagli organizzatori anche per il 2025, e si presta bene a simulare condizioni miste. È anche vicino alla base operativa di Matosinhos, il che rende logisticamente semplice ogni intervento tecnico.

Rally del Portogallo
Rally del Portogallo 2025

Le strategie dei team: tra bluff, esperimenti e reali indizi

Durante lo shakedown, ogni team ha un piano. C’è chi cerca prestazione pura per mandare un messaggio agli avversari, chi si concentra su test comparativi di gomme, chi preferisce non mostrare troppo.

Toyota, ad esempio, ha spesso diviso i compiti tra i suoi piloti: uno prova gomme dure, l’altro morbide. Hyundai invece punta sulla fiducia nel primo run, chiedendo ai piloti di spingere subito. M-Sport storicamente usa lo shakedown anche per rodare nuovi componenti su auto meno testate.

Nel 2024, ad esempio, fu proprio durante lo shakedown che vennero intercettati problemi elettrici sulla Puma Rally1 di Fourmaux, poi risolti in extremis.

Aspetti tecnici: assetti, pressione gomme e feeling

Lo shakedown consente di testare:

le pressioni ideali per il primo giro vero; il comportamento dell’auto su fondi ancora non scavati; il bilanciamento tra assale anteriore e posteriore su curve a media velocità; le mappe motore in partenza e rilascio; e anche il comportamento su fondi ombreggiati dove l’umidità può cambiare l’aderenza.

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Il feedback raccolto oggi può valere secondi veri già dalla SS2, quando si comincerà a fare sul serio con le PS di Lousã, Góis e Arganil.

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