La Ferrari è in crisi e ormai non è più possibile nasconderlo.

Crisi Ferrari, Arnoux affonda il colpo: “Differenza imbarazzante tra F1 e WEC”

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La Ferrari è in crisi e ormai non è più possibile nasconderlo.

Mentre la Scuderia brilla nel Mondiale endurance con la terza vittoria consecutiva alla 24 Ore di Le Mans, in Formula 1 il bilancio è drammatico: solo tre podi in dieci gare e nessuna reale lotta per la vittoria. A pochi giorni dal Gran Premio d’Austria, che si correrà sul Red Bull Ring, il team diretto da Fred Vasseur è finito al centro di pesanti critiche, alcune delle quali arrivate da chi Maranello lo conosce molto bene.

La Ferrari è in crisi e ormai non è più possibile nasconderlo.

A infiammare il dibattito ci ha pensato René Arnoux. L’ex pilota francese, intervistato da Autosprint, ha usato parole durissime per descrivere la situazione della Ferrari in F1, sottolineando il clamoroso divario con i successi ottenuti nel WEC. “Siamo di fronte a una cosa strana, quasi imbarazzante – ha detto – lo stesso giorno la Ferrari vince a Le Mans con trecento persone, mentre a Montreal, in Formula 1, con 1200 persone e un budget enormemente superiore, non è nemmeno protagonista. Non ci siamo proprio”.

Arnoux ha poi puntato il dito sulla gestione Vasseur, criticando non solo l’assenza di risultati, ma anche l’approccio comunicativo: “Mi piacciono quelli che prima ottengono risultati e poi parlano. Qui invece si parla tanto, si cercano colpevoli, ma l’unico giudice resta il cronometro. E il cronometro, questa Ferrari, non la salva”. Secondo il francese, se il team principal non riesce a guidare la squadra verso la vittoria, dovrebbe almeno assumersi pienamente le responsabilità.

La Ferrari è in crisi e ormai non è più possibile nasconderlo.

In Canada, Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno chiuso in quinta e sesta posizione, senza mai essere realmente in lotta con Red Bull, McLaren o Mercedes. E proprio Hamilton, l’ingaggio di punta dell’inverno, non è ancora riuscito a trovare il feeling con la monoposto. Una situazione che sta facendo storcere il naso anche a chi, da fuori, osserva con preoccupazione le scelte strategiche del team.

Uno degli errori più gravi, secondo molti, è stato il mancato arrivo di Adrian Newey. Il geniale progettista inglese, corteggiato a lungo da Maranello, ha preferito firmare con Aston Martin dopo aver capito che in Ferrari non avrebbe avuto la libertà operativa desiderata. Una decisione che, per l’ex motorista del Cavallino Modesto Menabue, è paragonabile a un clamoroso autogol: “È come se nel Napoli degli anni ’80 non avessero preso Maradona. Come sarebbero arrivati gli scudetti?”, ha dichiarato, aggiungendo una stoccata al reparto tecnico attuale: “La macchina la fanno sempre gli stessi. Se continui a sbagliarla, come puoi pensare di azzeccarla domani?”

La Ferrari è in crisi e ormai non è più possibile nasconderlo.

Un confronto, quello tra la Ferrari delle Hypercar e quella di F1, che diventa sempre più difficile da sopportare per i tifosi. Da un lato l’efficienza, l’organizzazione e le vittorie; dall’altro, errori strategici, monoposto poco competitive e leadership contestata. Il Cavallino, oggi, sembra correre a due velocità. E mentre a Le Mans si scrive la storia, in Formula 1 si rincorre un passato che appare sempre più lontano.


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