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ERC | Il post-europeo – Rally di Roma Capitale 2025: Basso imperatore per la terza volta in un weekend leggendario

Cala il sipario sulla tredicesima edizione del Rally di Roma Capitale, quinto appuntamento dell’ERC 2025! Tre giorni di gara intensi e spettacolari sui temibili ed affascinanti asfalti capitolini che si sono conclusi con la splendida vittoria di Giandomenico Basso, al suo terzo sigillo in carriera nella gara romana. Chiudono il podio un monumentale Mabellini ed un solidissimo Miko Marczyk, l’unico non italiano in top-6.

Roma non delude, MAI! La gara capitolina – vero e proprio feticcio per ogni appassionato che si rispetti – si conferma un fiore all’occhiello del panorama rallistico internzionale; una corsa lunga, massacrante, con temperature estreme, panorami mozzafiato, location uniche ed asfalti molto tecnici. Il Rally di Roma Capitale è grinta, rispetto, passione ed identità e la sua tredicesima edizione ha, ulteriormente, rafforzato questi suoi ideali con l’ennesima battaglia all’ultimo sangue tra i migliori gladiatori rallistici d’Italia e d’Europa. A spuntarla, è nuovamente il leggendario Giandomenico Basso che, per la terza volta in carriera, esce dall’arena romana con la corona del vincitore in testa.

Il veneto ha preceduto al traguardo l’altro italiano volante, Andrea Mabellini, che ha chiuso a soli 3.7 secondi da Basso. Sul gradino più basso del podio, invece, si è sistemato il valente Miko Marczyk che piazza la sua Skoda in terza posizione, rafforzando la sua leadership nell’ERC. Dietro il polacco è pressoché un monologo italiano con un grande Daprà quarto assoluto; Crugnola, solo quinto e protagonista di un clamoroso suicidio sportivo mentre era in testa; Campedelli, sesto, sempre veloce e spettacolare.

Interrompono l’egemonia italiana uno splendido Llarena, settimo ed un contratto, Mads Ostberg, ottavo. La nona piazza è nuovamente sotto giurisdizione italiana con Bostjan Avbelj mentre a chiudere la top 10 troviamo il veloce asfaltista ceco, Dominik Stritesky. Molti i tifosi cechi accorsi a Roma e dintorni per sostenere lui ed il suo copilota, Ondrej Krajca.

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Il recap del Rally di Roma Capitale 2025

Crugnola arriva tardi, Basso ne approfitta!

La situazione dopo 10 PS non lasciava spazio a troppe interpretazioni: Dopo un iniziale acuto di Marczyk all’alba del sabato, Crugnola e Basso sono saliti in cattedra a suon di scratch in prova, con il varesino sempre leggermente avanti al veneto di Skoda, fatta eccezione per la PS 9, dove Basso ha conquistato la leadership per soli due decimi di secondo. Crugnola però risponde sulla PS10 (ultimo tratto del loop mattutino della giornata conclusiva, riprendendosi la testa della corsa per 2.5 secondi a tre speciali dal termine.

Il tutto lasciava presagire un finale thrilling, ma poi alla partenza della PS11, la famosa “Guarcino – Altipiani” arriva una notizia totalmente inattesa: Crugnola ha timbrato due minuti più tardi al CO della PS, facendosi addirittura superare nella starting list dal finlandese Roope Korhonen. Il varesino guadagna 2 decimi a Basso in questa crono, ma su di lui pende la spada di Damocle della timbratura ritardataria e davanti alle telecamere dello stop control degli Altipiani di Arcinazzo, Crugnola appare nervoso.

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Uno stato d’animo che verrà di li a breve, legittimato dalla decisione degli steward: 2 minuti di ritardo che si tramutano in 20 secondi di penalità aggiunti al suo tempo totale. Il varesino di Citroen si ritrova, così, da leader e principale favorito per la vittoria a quinto a quindici secondi dalla vetta e sotto attacco di Campedelli che con la penalità del rivale, si avvicina pericolosamente a Crugnola.

In tutto questo Basso ne approfitta per issarsi in testa alla gara. Succede, però, che nella penultima PS del rally, la lunghissima “Canterano-Subiaco 2” da oltre 30km, Andrea Mabellini, ora promosso secondo dopo la retrocessione di Crugnola, fa segnare un tempo monstre, rifilando a Basso ben 5.7 secondi ed avvicinandosi alla vetta, ora distante 5.1 secondi, uno svantaggio, tuttavia, difficile da colmare nei restanti 7km finali della Power Stage “Jenne-Monastero”.

Mabellini da il 150% di se stesso nella crono conclusiva, ma non riesce ad andare oltre il quarto posto in prova (+0.9 da Marczyk) che comunque gli frutta 2 punticini d’oro per la sua classifica nell’ERC. Nonostante il margine risicato e la buona prestazione del bresciano nella discesa al Monastero di San Benedetto, Basso se la prende relativamente comoda, perdendo solo 1.4 secondi dal “Mabe”, un distacco che ha consentito così all’alfiere veneto di Skoda e del suo co-pilota, il grande Lorenzo Granai, di centrare il suo terzo successo sulle strade di Roma, nessuno come lui finora. L’ennesima “masterclass” di un pilota straordinario, capace di imporsi ancora in Europa all’età di 51 anni suonati.

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Mabellini mantiene la promessa

La sorpresa del Rally è senz’altro la performance poderosa del duo Mabellini-Lenzi, velocissimi sin dal principio con il miglior tempo in QS e capaci di mettersi dietro tutto il gruppo e di andare ad impensierire addirittura Basso con un finale ad alta tensione. Il bresciano torna, dunque, sul podio di una gara ERC e lo fa in grande stile, mantenendo così la promessa fatta alla sua famiglia alla vigilia della gara che prevedeva un piazzamento a podio. Un secondo posto dedicato anche al suo amico, Matteo Doretto, tragicamente scomparso nei test pre Rally di Polonia il mese scorso.

Andrea Mabellini sulla SS7 Santopadre 2 🎥 Edoardo Scialanga

Marczyk, Daprà e Campedelli: Velocità, qualità e talento

Nel corso del weekend del Rally di Roma si è assistito ad un Miko Marczyk in formato “Terminator” come quasi mai si era visto. La prestazione del polacco è stata sontuosa: terzo assoluto ed unico non italiano presente in top 6. Il buon Mikolaj parte fortissimo; stravince la maratona da 34km della “Torre di Cicerone 1” nonostante un momento ad alta tensione con un lungo in una destra media. e – se non fosse stato per un lungo ad un incrocio nella “Santopadre 1” – avrebbe concluso almeno il loop di sabato mattina in testa. Leadership che, purtroppo, non riuscirà più a riacciuffare, con Basso e Crugnola che dalla PS5 iniziano a martellare pesantemente.

Marczyk, tuttavia, tiene il passo brillantemente chiudendo il sabato a 8.7 dalla vetta. Alla domenica il polacco cede sotto i colpi di un inarrestabile Mabellini che gli soffia la terza posizione (entrambi poi promossi a secondo e terzo) all’alba della domenica. Il leader del campionato ERC, però, fa la differenza nel momento più oppurtuno andando a prendersi la vittoria in Power Stage e con essa i 5 punti supplementari che la crono assegna. Un weekend perfetto quello di Marczyk che sa di ipoteca sull’esito del campionato.

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Dietro al pilota dell’est si piazza un funambolico Roberto Daprà, autore di un sabato pomeriggio scintillante con 2 PS su 3 vinte e di una Power Stage quasi perfetta con 4 punti bonus messi in saccoccia.

Dietro lo sfortunato Crugnola si piazza un sempre brillante, Simone Campedelli. Il romagnolo si è distinto per la sua consueta velocità. Per lui due vittorie di tappa in entrambi passaggi sulla sua “Guarcino-Altipiani” che tanto ama.

I rimandati del Rally di Roma Capitale 2025

Tanti i delusi nel weekend romano. Su tutti spicca il nome di Jon Armstrong. L’irlandese, presentatosi a Roma nelle vesti di principale antagonista degli italiani, sparisce dai radar sin da subito sprofondando nelle retrovie riuscendo ad affacciarsi fuori dalla mediocrità solo nella Power Stage conclusiva dove ha ottenuto il terzo tempo e con esso 3 punti in più nel gabellino risultati che prima di quel momento era fermo a quota 5, in virtù dell’undicesimo posto ottenuto.

Jon Armstrong sulla SS7 Santopadre 2 🎥 Edoardo Scialanga

Tra i bocciati della rassegna rallistica romana c’è anche Roope Korhonen. Da buon finlandese non ama l’asfalto, ma si è presentato al via desideroso di iniziare ad imparare a domarlo. Il finnico si è attestato su una perdità di tempo media di 1.5 secondi al km, cifre che certificano un apprendistato svolto, comunque, ad alto livello. A macchiare la sua prestazione, però, una banale toccata secca contro un rail, sulla penultima crono del rally, che lo ha costretto al ritiro.

A completare la lista dei rimandati abbiamo:

  • Simon Wagner – già protagonista di un’uscita di strada nel test pre evento a Pico – che si è dovuto ritirare sulla PS3 per noie al motore
  • Simone Tempestini: l’italo-rumeno termina con un altro ritiro un weekend complicatissimo: squalificato dalla QS, il trevigiano si riscatta all’ombra del Colosseo con un gran terzo tempo in prova. Quello, però, sarà l’ultimo acuto di Tempestini che verrà via via risucchiato nelle retrovie prima di ritirarsi la domenica mattina per un problema meccanico
  • Max McRae – uscito di strada sulla prova 6 e ritirato
  • Jakub Matulka – Anche lui caduto vittima della sesta crono dopo un inizio spumeggiante
  • Philip Allen – Habitué ormai della classifica dei flop: Il weekend dell’inglese inizia male sin dalle ricognizioni, con una multa per eccesso di velocità. Successivamente rimane incolpevole vittima di un incidente con una vettura civile nel trasferimento verso la QS. Archiviati i problemi iniziali, Allen inizia a martellare come solo lui sa fare salvo poi finire out anche lui nella SS6, venendo poi definitivamente escluso dalla gara alla domenica, per non aver raggiunto il regroup finale di Fiuggi, stavolta non per colpa sua, ma per un’avaria meccanica.
  • Fabio Andolfi – Forse il più sfortunato di tutti. Tartassato dalle forature e definitivamente escluso dal rally quasi allo stesso modo di Allen, con il differenziale K.O. nel trasferimento verso Fiuggi.

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