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F1 | No, nessun errore della FIA. La spiegazione sulla penalità di Piastri e il caso Russell.

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La penalità di 10 secondi inflitta ad Oscar Piastri nel corso del Gran Premio F1 di Silverstone sta facendo discutere, prendendo di mira anche la mancata penalità a Russell in Canada per una dinamica simile. Ma siamo così sicuri che la FIA abbia usato due pesi per due misure?

Il Gran Premio di Silverstone ha preso una svolta decisiva a favore di Lando Norris nel momento della ripartenza dalla Safety Car richiamata in pista per il violento incidente di Isack Hadjar. Oscar Piastri, una volta che la vettura di sicurezza ha spento le luci per far ripartire la gara, ha rallentato pesantemente sull’Hangar Straight, causando l’avanzamento di Verstappen in prima posizione per un momento.

Il pilota olandese di Red Bull ha fin da subito invocato una penalità per la McLaren #81, segnalando la manovra pericolosa che lo ha costretto a schivare la vettura di Piastri solo all’ultimo. Poco dopo infatti arriva la decisione della Federazione: 10 secondi da scontare per il pilota australiano al successivo pit stop oltre a due punti sulla Superlicenza per guida pericolosa una volta spente le luci della Safety Car.

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La penalità è parsa giusta fin da subito viste le possibili conseguenze che una manovra simile poteva avere su un tracciato ancora molto scivoloso, anche se Piastri non l’ha presa alla leggera, lamentandosi chiaramente una volta finita la gara. Inoltre il tutto ha riportato alla mente un altro episodio simile: la gestione del regime di Safety Car da parte di George Russell in Canada.

Anche in quel caso, Verstappen è stato la “vittima” del leader, trovandosi ad affiancare il pilota inglese di Mercedes prima dell’ultima chicane, ma la Federazione decise di lasciar correre l’accaduto nonostante la protesta avanzata da Red Bull. Siamo però così sicuri che la FIA abbia utilizzato metodi diversi tra loro per giudicare le situazioni?

L’analisi della ripartenza a Silverstone

Come si legge nel documento ufficiale numero 39 rilasciato alla fine del Gran Premio di Silverstone, Oscar Piastri rallenta da 218 a soli 52 chilometri orari, applicando una pressione di quasi 60 psi sul pedale del freno (circa 4 bar).

La Federazione ha contestato al pilota australiano la violazione dell’articolo 55.15 del Regolamento Sportivo, che vieta esplicitamente accelerazioni o frenate improvvise per evitare incidenti alla ripartenza.

“Per evitare il rischio di incidenti prima del rientro della safety car ai box, dal momento in cui vengono spente le luci della vettura, i piloti devono procedere a un ritmo che non comporti accelerazioni o frenate irregolari né altre manovre che possano mettere in pericolo gli altri piloti o impedire la ripartenza”, questo recita il Regolamento.

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Le difficili condizioni della pista, unite alla scarsa visibilità per l’acqua sollevata dalle vetture, hanno fatto da aggravante ad una manovra già di per sé pericolosa per i piloti in coda, arrivando quindi alla decisione di penalizzare Piastri con 10 secondi in gara e 2 punti sulla Superlicenza.

Come si può vedere dall’onboard di Verstappen, le luci lampeggianti di Oscar Piastri “si sono avvicinate” con velocità esponenziale alla RB21 dell’olandese, rendendo ancora più evidente la frenata improvvisa, fatta forse per far raffreddare gomme e freni ai rivali o, se vogliamo vederla con un occhio più malizioso, per richiamare una penalità a Max Verstappen per sorpasso sotto Safety Car.

Quello che però tanti dimenticano è che, secondo le linee guida per le penalità emanate dalla FIA, se un pilota sorpassa sotto regime di Safety Car per qualsiasi motivo ma restituisce la posizione negli istanti immediatamente successivi, la Federazione decide di lasciar correre l’accaduto come se nulla fosse successo.

Perché non è stato penalizzato Russell in Canada per una manovra simile?

La domanda è lecita, soprattutto dopo quanto visto a Silverstone, ma tutto va ricercato nei dati dei piloti, negli onboard disponibili e nelle spiegazioni rilasciate dalla Federazione nei documenti ufficiali.

A Montreal abbiamo visto una situazione leggermente diversa rispetto a quella del Northamptonshire: la Safety Car era ancora in pista e si scoprirà poi che la gara finirà con il trenino dietro la vettura di sicurezza. Russell ha poi spesso lamentato una velocità eccessivamente bassa della Safety, trovandosi in difficoltà a tenere il ritmo costante in testa alla corsa.

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Nel momento in cui George Russell rallenta per prendere distanza dalla vettura di sicurezza, mantenendo comunque il divario sotto i 50 metri imposti da regolamento, Max Verstappen si affianca alla Mercedes #63 e per poco la sorpassa, richiamando l’attenzione dei commissari di gara.

Dall’onboard si vede come il pilota olandese di Red Bull mantenga la velocità pressoché costante, mentre la Mercedes di Russell prende distanza dalla Safety Car. Red Bull ha quindi basato la sua protesta sulla frenata improvvisa dell’inglese e sull’inutilità di mantenere in temperatura le gomme e i freni dato che, a detta dei rappresentanti della scuderia austriaca, era ovvio che la gara sarebbe finita con la neutralizzazione.

Mercedes, in sua difesa, ha considerato non eccessiva la pressione di 30 psi sul pedale del freno della vettura #63, spiegando inoltre che il pilota si è preso la responsabilità di controllare se la vettura dietro di sé fosse troppo vicina per causare possibili incidenti, frenando così in sicurezza.

F1 | GP canada - Russell vs Verstappen

I commissari di gara, trovandosi di fronte a un’ottimo quantitativo di prove che scagionassero Russell e a un’accusa debole di Red Bull, hanno deciso di lasciar correre l’accaduto, notando inoltre come sia stata rispettata la distanza di 10 macchine e le frenata rientri nei limiti di sicurezza decisi.

Le condizioni della pista erano poi ideali per correre, senza tracce di bagnato o ostacoli che potessero mettere a rischio la sicurezza dei piloti, attenuando notevolmente la dinamica rispetto a quanto visto a Silverstone.

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