L’approdo di Lewis Hamilton a Maranello continua a far discutere: anche Damon Hill analizza le prime difficoltà del sette volte campione, paragonandolo ad Alonso.
L’approdo di Lewis Hamilton in Ferrari ha rappresentato una delle notizie più clamorose e discusse degli ultimi anni in Formula 1. Il suo passaggio alla Rossa non è stato solo un colpo di mercato, ma anche un evento carico di simbolismo: un sette volte campione del mondo che sceglie di indossare il rosso più iconico del motorsport ha inevitabilmente acceso l’entusiasmo attorno a Maranello.
Intorno al Cavallino si era quindi creato un clima di entusiasmo e festa, nell’attesa, mista a speranza, di vedere il sette volte campione del mondo gareggiare e vincere con la Rossa.
Le difficoltà con la SF-25:
Tuttavia, la realtà in pista si è rivelata più complessa. Dopo un finale di stagione molto promettente, in cui i Leclerc e Sainz hanno lottato fino all’ultima gara per agguantare il mondiale costruttori, quest’anno i molti cambiamenti hanno portato ad un allontanamento dalle buone prestazioni dello scorso anno.
Quest’anno infatti, nonostante la monoposto fosse stata sviluppata con largo anticipo, già dalla seconda metà della stagione precedente, le prestazioni di Hamilton non hanno finora soddisfatto le grandi attese.

Il pilota britannico, oggi quarantenne, sta incontrando difficoltà nell’adattarsi al nuovo contesto tecnico: problemi di assetto, bilanciamento instabile e una vettura ancora distante dalla perfezione lo hanno messo in difficoltà nel trovare il feeling ideale.
Nonostante queste difficoltà e i risultati in pista che tardano ad arrivare (manca ancora il podio, fatta eccezione per la vittoria nella Sprint Race in Cina), “The Hammer” è parso sempre combattivo, determinato e collaborativo, sia con la squadra che nel confronto con il compagno di squadra.
La scelta giusta?:
In molti dunque si stanno chiedendo se questa scelta sia stata quella giusta, tanto per il sette volte iridato quanto per la Scuderia italiana.
In una recente intervista a British GQ in occasione dell’uscita in Regno Unito del documentario “Hill” che ripercorre la sua vita e quella di suo padre Graham, Damon Hill ha voluto affrontare proprio il discorso relativo ad Hamilton in Rosso.

“Penso che andare in Ferrari sia stata la decisione giusta, per continuare a correre. Se riusciranno a dargli una vettura competitiva, allora credo che rivedremo il Lewis di una volta, almeno per un po’“.
Il confronto con Alonso:
Inoltre Hill ha sottolineato quanto il fattore relativo all’età anagrafica sia incisivo, in modo particolare quando si tratta di un cambiamento così significativo.
“Invecchiando, diventa più difficile guidare una macchina non competitiva. Quando sente il profumo della vittoria è di nuovo se stesso, ma è difficile quando si continua ad arrancare“.
In questo senso Hill ha spiegato di ammirare Fernando Alonso, classe 1981, che negli ultimi anni si è trovato alle prese con una Aston Martin poco performante e spesso lontana dalle zone importanti della classifica.

“Ecco perché sono così impressionato da Fernando, che ha continuato ad ottenere buoni risultati. Lo fa perché sente che gli manca qualcosa per coronare la sua carriera. Lewis al contrario non sono sicuro che senta che gli manchi qualcosa. So che non ha vinto l’ottavo mondiale, ma può essere soddisfatto di quel che ha ottenuto”.
Il matrimonio tra il pilota più vincente ed il Cavallino Rampante è ancora nelle sue fasi iniziali, ma ha già mostrato quanto possa essere complicato unire due icone del motorsport. Se da un lato resta vivo il fascino di vedere un campione leggendario al volante della Rossa, dall’altro la realtà in pista impone tempo, lavoro e pazienza.
Solo il futuro dirà se questa scommessa si trasformerà in un trionfo o resterà una solo un’avventura, una speranza. Ma una cosa è certa: quando si parla di Hamilton e Ferrari, le aspettative non saranno mai basse.

