Il Gran Premio d’Ungheria ha rappresentato uno dei momenti più difficili della stagione 2025 per Max Verstappen e la Red Bull.
Dopo aver tagliato il traguardo in nona posizione, con un distacco pesantissimo di 72 secondi dal vincitore Lando Norris, il team principal Laurent Mekies ha voluto porgere direttamente le sue scuse al pilota olandese via radio: “Scusa Max, non ti abbiamo dato la macchina che meritavi, ma grazie per averci provato con tutto te stesso.”
Un gesto che riassume perfettamente la frustrazione accumulata durante un fine settimana che Mekies stesso ha definito “molto difficile sin dal primo giro di FP1”. Nonostante gli sforzi del team, la monoposto non ha mai trovato la finestra di prestazione ideale. Anche l’altro pilota Red Bull, Yuki Tsunoda, ha vissuto un weekend complicato, partendo dalla pit lane e chiudendo in diciassettesima posizione, ben lontano dalla zona punti.

La situazione tecnica della Red Bull non ha lasciato margini di manovra. “Abbiamo cercato diverse soluzioni sia con Yuki che con Max, ma la prestazione di base non era sufficiente per competere nelle posizioni di vertice”, ha ammesso Mekies, sottolineando come la mancanza di ritmo abbia impedito qualsiasi strategia efficace.
Durante la gara, Verstappen ha anche espresso perplessità sulla strategia adottata dal muretto, ma per Mekies non ci sarebbero stati grandi margini di miglioramento nemmeno con un approccio diverso: “La verità è che ci mancava la prestazione. Il momento del pit stop di Max non avrebbe comunque cambiato l’esito finale della sua corsa.”
Nonostante le difficoltà, Verstappen resta terzo in classifica mondiale, seppur con un distacco significativo di 108 punti dal leader Oscar Piastri. Il suo margine su George Russell, quarto, è di soli 15 punti. Un equilibrio sottile che potrebbe rivelarsi decisivo nella seconda parte della stagione.

Proprio alla vigilia del weekend ungherese, Verstappen aveva ufficialmente messo fine alle voci sul suo futuro, confermando la permanenza in Red Bull anche nel 2026. Secondo diverse fonti, il suo contratto includeva una clausola d’uscita attivabile in caso di uscita dalla top 3 della classifica piloti entro la pausa estiva. Clausola che, al momento, non è stata esercitabile.
Il bilancio resta amaro, ma lo scenario è ancora aperto. Con nove gare rimanenti, Verstappen e la Red Bull dovranno sfruttare la pausa estiva per ritrovare la competitività smarrita e capire come evitare altri fine settimana come quello di Budapest. I segnali, però, parlano chiaro: serve un cambio di passo, e serve in fretta.
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