Kalle Rovanperä riesce a scacciare la maledizione della Finlandia e vince, finalmente, a casa sua. E per il mondiale WRC ci sono ora 4 piloti in 13 punti!
Si chiude il weekend del Rally di Finlandia, che ci ha regalato veramente tante emozioni e tanto di cui parlare, concludendo l’estate europea con una lotta al campionato più serrata che mai, come non se ne vedevano da un po’. Ora la posta in palio si alza. Vediamo tutto nel nostro Post-Rally del 9° round del WRC.
Indice
Kalle scaccia la maledizione
Ci sono quelle maledizioni che, quando corri in casa, sembrano perseguitarti. Ayrton Senna in Brasile, per esempio, oppure più recentemente quella di Charles Leclerc a Monaco. A volte, anche quando sei un campione, a casa tua sembra sempre andare tutto storto. Poi, a fatica, arriva il momento di trionfare anche nel tuo giardino.

È quello che è successo anche a Kalle Rovanperä, che negli ultimi due anni era stato costretto al ritiro pur essendo nettamente il favorito. La gara di Jyväskylä, per il due volte campione del mondo che è nato proprio qui, era diventata un vero e proprio tarlo. E con l’obiettivo ben chiaro di trionfare davanti alla sua gente, Kalle si è lanciato full gas in questo weekend, stando davanti a tutti e vincendo con determinazione e con una performance veramente top.
Non solo, il finlandese ora detiene il record per la gara più veloce di sempre in termini di velocità media, con un record di 129,95 Km/h. Oltre a questo dato, le speciali vinte sono state 10, il 50% delle prove, e si è preso pure Super Sunday e Power Stage. Un weekend da 10 e lode dove finalmente ha guidato da Kalle Rovanperä e ha ricordato a tutti il perché è un due volte campione del mondo. Ora è a soli 3 punti da Elfyn Evans in campionato, rilanciandosi quindi per la corsa al titolo.
Un titolo per quattro
Corsa al titolo che, adesso, si accende più che mai. Come già detto, Evans riprende il comando del campionato ma è seguito a ruota soli 3 punti da Rovanperä, che sembrava dovesse dire addio al sogno mondiale ed invece è in pienissima corsa. Occhio però perché a 13 punti c’è Sébastien Ogier, che ha ufficializzato la sua partecipazione ai rimanenti round del mondiale nel tentativo di vincere il titolo.

Il francese, pur avendo iniziato l’anno senza voler replicare quanto fatto l’anno scorso, si è ritrovato un’altra volta catapultato nella lotta, e dopo il risultato della Finlandia ha deciso di provarci ancora. Troppo forte il richiamo di un possibile nono titolo. Alla vigilia della gara aveva detto che ci avrebbe pensato se i risultati fossero stati abbastanza soddisfacenti, e bisogna dire che un 3° posto davanti a due dei contendenti è un’occasione ghiotta.
E poi, a giudicare da come ha guidato sulle strade finlandesi, c’è poco da fare: il manico c’è ancora, così come la mentalità da campione che lo porta spesso a fare un passo indietro per massimizzare il risultato. Così ha fatto, con intelligenza, spingendo dove c’era bisogno e non andando oltre quando il rischio era troppo.
Il quarto contendente al titolo, sempre a 13 punti da Evans, ha invece avuto un weekend da dimenticare. Parliamo di Ott Tänak, che si è presentato ai nastri di partenza come nuovo leader del campionato ed invece ha fatto cilecca. Costretto ad aprire la strada il venerdì, è forse andato troppo oltre colpendo un albero e danneggiando l’anteriore della sua i20 con annessi problemi di raffreddamento. Ma, come se non bastasse, in uno scrutinio da parte del personale FIA, forse proprio per la fretta di risolvere il problema, ha investito uno scrutineer, fatto che gli è costato 5 minuti di penalità e 35 punti in meno in campionato ma con condizionale.

Poi, non ha fatto altro che veleggiare fino alla domenica per sperare in qualche punticino. Ma un testacoda e una ruota delaminata in Power Stage lo hanno messo fuori dai giochi. Prende un punto per il ritiro all’ultimo di Fourmaux, ma ne esce abbastanza male, anche in termini di ritmo visto che non ha fatto faville. 13 punti non sono tanti da recuperare, e lo abbiamo visto nelle scorse gare, quindi non bisogna disperare. Ora testa bassa e ricominciare a martellare.
E Evans? Beh, weekend buono sotto certi aspetti, anche se in Finlandia forse ci si sarebbe aspettato qualcosa in più. Qualche segnale positivo c’è, però, visto che nel finale è cresciuto ed ha quasi portato via il 3° posto ad Ogier. La quarta piazza va più che bene considerato il risultato di Tänak. Certo che ora con tutti questi squali attorno, bisogna dare una scossa.
Hyundai sprofonda

Di Tänak ne abbiamo già parlato, ma mancano gli altri due compagni. Thierry Neuville e Adrien Fourmaux hanno chiuso il rally uno in 6a posizione, e l’altro ritirato negli ultimi km mentre era in 7a posizione, forse per ordine di squadra per aiutare Tänak in termini di punti.
Un peccato perché sia l’uno che l’altro fino al fattaccio della SS16 sono stati molto convincenti, gli unici in grado di impensierire Rovanperä come passo. Soprattutto Neuville, è sembrato potesse avere in serbo la zampata per avvicinarsi al Finlandese, in un weekend finalmente da uno che ha vinto un titolo mondiale, seppur si sia lamentato che questo tipo di eventi per lui “Non sono rally“.
Poco male, perché è andato veramente forte. Lo ha tradito una Slow Puncture, problema che ha afflitto anche Fourmaux, un altro che è andato molto bene e che era lanciato verso un ottimo podio non troppo distante da Kalle. Per lui, oltre al danno anche la beffa, visto che un’altra foratura lo ha visto protagonista nella Power Stage, dove appunto si è ritirato.
Un vero peccato perché si stavano finalmente vedendo delle belle prestazioni da parte dei due, che avrebbero sicuramente meritato di essere premiati. Con questo risultato Neuville, a detta, sua, è ormai fuori dalla lotta al titolo. Paga più di 50 punti di distacco da Evans, e probabilmente è vero che non c’è più nulla da fare. Rimane però da sollevare la stagione almeno con qualche vittoria.
Taka e Sami, a casa, ci sono!

Se c’è un rally nel quale bene o male si sa che Takamoto Katsuta non va piano, oltre al Safari, è la Finlandia. Il giapponese, che con la famiglia si è stabilito proprio in terra finnica, ha approfittato dei problemi delle Hyundai e ha agguantato un bel 2° posto che porta una ventata di aria fresca. Quando ci vuole ci vuole: ha fatto proprio un bel weekend. Perché, se da una parte il 2° posto lo ha ereditato, è anche vero che bisogna trovarsi comunque al posto giusto nel momento giusto. E su 5 Toyota, dopo quella di Kalle che era su un altro pianeta, c’era la sua. Non Ogier, non Evans. Katsuta. E quindi chapeau.
Bene anche Sami Pajari, che nonostante il 5° posto non dica molto ha finalmente fatto vedere cose buone. Certo, essere a casa potrebbe aver pesato, però 3 speciali le ha vinte, il migliore dopo Rovanperä, e ha comunque tenuto un ritmo migliore di quanto visto negli scorsi rally. Anche per lui ci voleva un risultato così per scacciare i fantasmi di un Oliver Solberg che tiene d’occhio il sedile del secondo team Toyota.
Pumabr-NO-s

Ormai si è capito che le Puma di M-Sport non ne hanno per stare al passo con gli altri. Questione di macchina? Può essere. Questione di piloti? Molto probabile. Il migliore è stato Josh McErlean, 7° al traguardo. Il rookie irlandese, pur con un ritmo non velocissimo, è stato bravo ad evitare qualsiasi tipo di problema e a portare casa la vettura senza danni. Il che, per un rookie su una Rally1 in Finlandia, è già di per sé una buonissima cosa. Aggiungiamoci il fatto che ha rifilato un minuto al più esperto compagno Grégoire Munster e il quadro che ne esce è che bisogna fargli i complimenti perché ha fatto proprio un bel weekend.
Dietro di lui Mārtinš Sesks, che non è andato troppo male, questa volta, ma ha pagato il parabrezza appannato nella SS15 che gli è costata la posizione come miglior Puma del weekend. Però, qualche segnale di ripresa almeno nella costanza e nel portare la macchina alla fine c’è. In più, anche lui si è preso gioco di Munster passandolo alla Power Stage, pur avendo perso più di due minuti al sabato, sempre per il parabrezza.
E parlando di Munster…non ci siamo. Bravissimo e simpaticissimo come ragazzo, ma al momento le sta prendendo a destra e a manca sia da McErlean che da Sesks. Weekend a dir poco orribile, e passi il fatto che sabato ha pulito la strada, ma era già dietro agli altri due.
Che lotta nel WRC-2! E Oliver…
Bellissima la lotta nel WRC-2 che ha visto Roope Korhonen e Jari-Matti Latvala combattere per la vittoria fino all’ultimo km di Ouninpohja. Da una parte un promettente giovane, dall’altra un ex pilota WRC (gran pilota) e ora team principal di Toyota. Entrambi hanno entusiasmato per velocità e ritmo, a cui nessun altro è riuscito a tenere testa. A spuntarla è stato Korhonen, che dopo la prima vittoria nell’ERC quest’anno ha agguantato anche la prima nel WRC-2, a casa e dopo due passaggi pazzeschi su Ouninpohja.

Veramente un rally ben corso, e come già detto con una velocità quasi imprendibile. Ce l’ha quasi fatta Latvala, che quando si tratta di correre in Finlandia è sempre una garanzia. Non ha iniziato il weekend con l’idea di vincere, ma quando si comincia a vedere che il ritmo c’è si fa in un attimo a calarsi nella lotta. E infatti, pur ammettendo che era da anni che non lottava seriamente per una vittoria, quel vecchio volpone di Jari-Matti l’ha quasi portata a casa, chiudendo ad un solo secondo da Korhonen.
Anche qui tanto di cappello perché vederlo guidare così alla sua età è veramente una goduria. E poi, per chi mastica un po’ di storia del WRC, è bello vedere riconosciuto il suo talento, visto che negli anni da pilota ha probabilmente raccolto meno di quanto avrebbe potuto.
Che dire degli altri? Robert Virves 3°, ma sorprende invece un bel Yuki Yamamoto che, probabilmente aiutato dal fatto che i giovani giapponesi di Toyota di strade finlandesi ne masticano, ha chiuso al 5° posto in classifica WRC-2. Ci si potrebbe soffermare anche su chi non faceva punti, ma snocciolare le prestazioni di chi fa il fantasma e non corre per qualcosa di serio, sinceramente, non mi va.
Piuttosto, bisogna parlare di Oliver Solberg. Dopo la favola dell’Estonia, Oliver si è ritrovato a dover fare i conti con un riadattamento alla Rally2 più duro del previsto, e già venerdì è uscito di strada mettendo fine al suo Rally di Finlandia e alle speranze di allungare su Yohan Rossel. Si potrebbe dire che comunque, durante il weekend, è stato veloce. Ma ormai lo sappiamo e non è una novità.
Certo è che l’occasione per provare ad ipotecare il campionato era ghiottissima e Oliver l’ha sprecata. Le regole permettono fortunatamente di scartare il peggior risultato delle 7 gare in cui si fanno punti, visto che per il mondiale si fa il conto su 6 round. Ma ora non si può più sbagliare.

Buona prestazione per Romet Jürgenson, mentre ci si aspettava sicuramente qualcosa in più da Emil Lindholm, che sembra ancora pagare lo scotto della Sardegna. Certo, ha fatto 4°, ma in casa si poteva fare obiettivamente di più. Non si può chiudere un rally con un secondo e mezzo di vantaggio su Yamamoto, con tutto il rispetto per Yuki che come detto prima ha fatto bene.
Menzione anche per Giovanni Trentin. Il giovane italiano ha chiuso a punti un rally sicuramente difficile, e quindi bisogna fargli i complimenti perché per un italiano non è mai facile, pur se Trentin si è allenato tanto su questi fondi. Bravo!
Taylor Gill ipoteca il titolo
Nel penultimo round del Junior WRC, a spuntarla è un ottimo Eamonn Kelly che non incappa in errori e approfitta della foratura dell’australiano Taylor Gill, che ha rischiato comunque di finirgli davanti, visto che ha terminato a meno di 10 secondi dall’irlandese.
Poco male, perché con il 2° posto e 5 speciali vinte, Gill si porta a 100 punti ad un round dalla fine, con un vantaggio di 14 punti su un Mille Johansson che, obiettivamente, data anche l’esperienza di quest’anno nell’ERC, poteva fare sicuramente di più del 6° posto. Come spiegava il rappresentante della categoria ai microfoni di WRC.com, la differenza tra i due è che Gill sta guidando con maturità ed evita gli errori, mentre Johansson ne ha già fatto qualcuno che ne ha pregiudicato i risultati.
È ancora tutto da scrivere, ma il titolo sembra già alla portata di Gill che, onestamente, per come ha guidato quest’anno lo meriterebbe.
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