Il futuro di Leonardo Fornaroli è ancora molto incerto, e nonostante i risultati ottenuti la chiamata in Formula 1 tarda ad arrivare.
Leonardo Fornaroli è uno dei prospetti più interessanti della Formula 2 del 2025. L’italiano, che lo scorso anno ha trionfato in Formula 3, sta sfruttando al massimo la sua occasione con il team Invicta, e si trova in testa al campionato con un vantaggio di 21 punti su Browning dopo il solido weekend casalingo disputato a Monza (vittoria nella Sprint Race, quinto posto nella gara principale).

Nonostante questi interessanti risultati, però, nessuna scuderia di Formula 1 sembra interessata al pilota di Piacenza per il 2026. Come mai?
L’importanza delle Academy in Formula 1
Da qualche tempo a questa parte, il principale portone di accesso al mondo della Formula 1 sono diventati i programmi per giovani piloti, le cosiddette driver academy. Quasi tutte le scuderie ne hanno una (Ferrari, Mercedes, Red Bull, McLaren, Aston Martin, Sauber, Williams), e sempre più spesso il percorso è tracciato sin dalle categorie minori: basti pensare ai vari piloti (Verstappen, Leclerc, Russell, Antonelli, Norris) cresciuti all’interno delle Academy dei top team per i quali guidano in questo momento.
A differenza di altri suoi contendenti al titolo Formula 2 (Browning, Dunne, Crawford, Lindblad), Fornaroli non fa (e non ha mai fatto) parte di alcun programma per giovani piloti. Questa mancanza potrebbe costargli molto caro, in quanto la maggior parte delle squadre hanno già ufficializzato le proprie line-up per il 2026: di fatto, il pilota italiano rischia concretamente di vincere il campionato di Formula 2 ma di essere capitato nel “momento sbagliato” e di non avere la sua chance nella massima categoria.
Un’altra delle motivazioni si potrebbe trovare nelle caratteristiche sportive di Fornaroli: l’alfiere Invicta ha sempre fatto della costanza di rendimento e della solidità i suoi punti di forza, tanto che nonostante il successo in campionato non aveva ottenuto alcuna vittoria in Formula 3. Si tratta di doti che particolarmente importanti e non semplici da migliorare per un pilota, ma potrebbero aver fatto meno impressione rispetto alla velocità pura di altri giovani.

I precedenti
Come ben sappiamo per una lunga lista di motivi, il motorsport sa essere spietato. Per questo motivo, non sono rari i precedenti di campioni della massima categoria cadetta che nell’anno successivo al titolo non sono approdati in Formula 1. Tornando qualche anno indietro nel tempo troviamo un altro italiano (Davide Valsecchi, vincitore della GP2 nel 2012), ma non ne mancano di più recenti: da Drugovich a Pourchaire, passando per de Vries ma anche Piastri, che nel 2022 fu costretto ad accomodarsi all’interno del box Alpine.
Proprio questi ultimi due esempi, però, ci ricordano come possano esserci delle possibilità di effettuare il salto di categoria anche aspettando l’occasione giusta, a prescindere dal risultato in Formula 2.
L’opzione Alpine
Attualmente, Fornaroli ha una sola reale possibilità per guidare una monoposto di Formula 1 nel 2026: Alpine. La scuderia francese, che ha da poco annunciato il rinnovo di Pierre Gasly, è ancora alla ricerca di un secondo pilota, considerando anche i risultati non brillantissimi di Colapinto. Oltre all’argentino, però, il leader della classifica F2 dovrà giocarsi il posto con Aron, che punta al sedile da quando ha firmato il contratto di terzo pilota lo scorso anno.
Insomma, sebbene sia arrivato ai vertici della Formula 3 e della Formula 2, il percorso di Fornaroli verso la Formula 1 sembra essere ancora lungo e tortuoso.

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