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Sainz si racconta: “Williams progetto di vita ma se fossi in McLaren lotterei per il mondiale”

Il pilota spagnolo riflette sul momento complicato in Williams, rievoca i duelli con Verstappen agli esordi e rivendica i successi ottenuti con la McLaren: “Lì ho vissuto i miei anni migliori”.

Carlos Sainz sta vivendo una stagione particolarmente altalenante. Approdato in Williams questo inverno, dopo numerose traversie e speculazioni circa il suo prossimo team, il pilota madrileno deve ancora trovare il giusto feeling con una monoposto in evoluzione e grande miglioramento rispetto alla scorsa stagione.

Nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Antonio Lobato per Dazn Spagna, il pilota classe 1994 ha ripercorso alcune tappe fondamentali della sua carriera in Formula 1, soffermandosi in particolare sul difficile momento vissuto in Toro Rosso e sul periodo in McLaren.

Il difficile inizio di stagione:

Quello in Italia è stato il sesto Gran Premio consecutivo chiuso senza aver ottenuto risultati utili; undicesimo e quindi appena fuori dalla zona punti. L’alfiere spagnolo è stato protagonista di un problema con la batteria prima e di un contatto con la Haas di Bearman poi, che hanno condizionato la sua gara.

“Mai prima d’ora, nella mia carriera sportiva, avevo attraversato una fase tanto lunga di sfortuna e cattivi risultati” ha dichiarato Sainz al termine della gara nel Tempio della Velocità, a Monza.

Nonostante il contesto tutt’altro che semplice, Sainz ha voluto sottolineare il proprio entusiasmo per il futuro e la forte motivazione che lo spinge a credere nel progetto dello storico team britannico.

Sainz ripercorre le tappe della sua carriera e guarda avanti con ambizione: "Williams è il mio progetto di vita". Ma c'è nostalgia per l'addio a McLaren

“Mi trovo molto bene e credo sia il posto giusto per i prossimi anni. Se riuscissimo a riportare la Williams ai vertici, conquistando un podio o magari una vittoria, sarebbe la cosa più emozionante per me. È il mio progetto di vita”, ha spiegato.

Gli inizi in Toro Rosso:

Nel corso dell’intervista, Sainz ha anche ricordato con emozione e sincerità gli esordi in Formula 1, avvenuti nel team Toro Rosso tra il 2015 e il 2017. Un periodo intenso, fatto di crescita ma anche di incertezze.

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“Mi resi conto che forse non ce l’avrei fatta… fu uno scossone tremendo. A 17 o 18 anni, pensare di non realizzare il mio sogno fu durissimo. Ma il duello con Verstappen ha temprato il mio carattere: sfidare un talento come lui, con l’intero ambiente Red Bull alle spalle, mi ha costretto a tirare fuori il meglio”.

L’esperienza in McLaren:

Infine il madrileno si è soffermato sul periodo McLaren; a seguito di un’esperienza non eccezionale con Renault, Sainz era approdato nel team di Woking per il biennio 2019-2020.

“È stato il primo team dove mi sono sentito davvero voluto e sostenuto. Mi ha dato fiducia e mi ha fatto crescere come pilota. Li ho forse passato i due anni migliori della mia carriera”.

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Tra i momenti più significativi, spicca il podio ottenuto al Gran Premio d’Italia del 2020, concluso con uno splendido secondo posto: “Ho ottenuto il massimo dal mezzo a disposizione. Se fossi rimasto, oggi starei lottando per il Mondiale”.

Con la consueta lucidità e una punta di nostalgia, Carlos Sainz ha quindi tracciato un bilancio sincero della sua carriera: un percorso fatto di ostacoli, decisioni coraggiose e momenti di svolta. Ma il suo sguardo è rivolto al futuro, con l’ambizione di scrivere una nuova pagina gloriosa nella storia della Williams.

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