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F1 | Ecco quali decisioni della FIA hanno fatto discutere in Messico

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La FIA ha voluto dare spiegazioni in merito alle decisioni prese durante il Gran Premio del Messico. Da una parte un commissario che ha rischiato di essere investito da Lawson, dall’altra la Virtual Safety Car per il ritiro di Sainz, anche se lo spagnolo si era già tolto dalla pista.

Il Gran Premio del Messico ha fatto discutere molto in merito alle decisioni prese dalla FIA in due situazioni. Al via della gara, a causa di un contatto in curva 1, dei detriti si sono depositati sul tracciato rendendo pericoloso il tratto. Al secondo giro, la direzione gara ha informato ai commissari di prepararsi ad entrare in pista e rimuovere i detriti dopo il passaggio di tutte le vetture, ancora molto compatte tra di loro.

Ciò che ha un po’ scombussolato il piano è stata la sosta anticipata di Liam Lawson, necessaria per cambiare l’ala anteriore a causa di un contatto. Al rientro in pista, il neozelandese era staccato dal resto del gruppo di circa 40 secondi, per questo motivo la direzione gara ha poi revocato l’ordine di entrare in pista, chiedendo invece l’esposizione di una doppia bandiera gialla nel primo settore. La richiesta, però, non è stata ascoltata o ricevuta dai commissari che al terzo giro sono entrati in pista a rimuovere i detriti poco prima del passaggio di Lawson in quel punto.

La FIA ha voluto dare spiegazioni in merito alle decisioni prese durante il Gran Premio del Messico. Da una parte un commissario che ha rischiato di essere investito da Lawson, dall’altra la Virtual Safety Car per il ritiro di Sainz, anche se lo spagnolo si era già tolto dalla pista.

La FIA ha ammesso che sta indagando riguardo all’accaduto per capire bene cosa sia successo, dal momento che una vita è stata messa in pericolo. Lawson, passando poi in curva 1, si è spaventato vedendo i due marshal nel bel mezzo della pista, ammettendo in radio che avrebbe potuto ucciderli.

“Non potevo credere a quello che stavo vedendo”, ha commentato il pilota di Racing
Bulls nelle interviste post gara. “Ero appena tornato in pista e quando sono arrivato alla prima curva mi sono trovato davanti due persone che attraversavano la pista. Ne ho quasi colpita una, è stato davvero molto, molto pericoloso. Ovviamente credo che sia stato tutto dovuto ad un malinteso, ma si tratta di una circostanza inaccettabile“.

L’altro accaduto che ha alzato diverse polemiche è stata la chiamata della Virtual Safety Car al penultimo giro del Gran Premio del Messico. Il regime di VSC ha impedito così l’attacco di Verstappen a Leclerc e quello di Piastri su Bearman, privando la gara di un finale ad alta tensione. La Virtual è stata causata da un testacoda di Sainz che ha sbattuto all’uscita di curva 14. Lo spagnolo, però, subito dopo aver battuto, ha diretto la sua monoposto verso la via di fuga, evitando qualsiasi pericolo.

Per molti la decisione presa dalla direzione gara è stata eccessivamente prudente, dal momento che la vettura di Sainz non era così esposta e per di più si trovava in un tratto molto lento del circuito. La FIA, al termine del Gran Premio, ha comunque voluto dare spiegazioni, rilasciando una dichiarazione ufficiale.

Dalla vettura (di Sainz) è iniziato a fuoriuscire del fumo. La direzione gara ha ricevuto la richiesta di consentire l’intervento dei commissari di gara sia per mettere in sicurezza la monoposto che per il suo recupero. Come da procedura standard, quando i commissari di gara intervengono per recuperare una vettura, la corsa viene neutralizzata; in questo caso specifico è stato attivato il regime di Virtual Safety Car (VSC), rimasto attivo fino a quando la vettura non è stata spostata in una posizione sicura dietro le barriere di protezione. Il regime di VSC si è concluso non appena la vettura era in una posizione protetta, consentendo alla gara di concludersi in regime di bandiera verde”. Ha spiegato un portavoce della FIA.

La FIA ha voluto dare spiegazioni in merito alle decisioni prese durante il Gran Premio del Messico. Da una parte un commissario che ha rischiato di essere investito da Lawson, dall’altra la Virtual Safety Car per il ritiro di Sainz, anche se lo spagnolo si era già tolto dalla pista.

Se da una parte Leclerc era “contento” dell’uscita della Virtual, dal momento che non sarebbe riuscito a tenere dietro Max, soprattutto a causa della differenza di mescola; dall’altra parte Verstappen era dispiaciuto di non aver potuto lottare con Charles per la seconda posizione.

“A volte la Safety Car ti aiuta, a volte no. Mi spiace solo perché credo che sarebbe stato un finale di gara divertente, forse un po’ più per me che per Charles, ma credo che al pubblico sarebbe piaciuto. Ero davvero emozionato all’idea di lottare con Leclerc. Abbiamo sempre avuto delle belle battaglie”. Ha commentato così Verstappen al termine della gara.

La FIA ha voluto dare spiegazioni in merito alle decisioni prese durante il Gran Premio del Messico. Da una parte un commissario che ha rischiato di essere investito da Lawson, dall’altra la Virtual Safety Car per il ritiro di Sainz, anche se lo spagnolo si era già tolto dalla pista.

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