Sébastien Ogier vince in Giappone e si riattacca ad Elfyn Evans. Kalle Rovanperä scivola e Hyundai sprofonda, con Tänak che annuncia il ritiro dal WRC. Ecco il Post-Rally del Rally del Giappone.
Va in archivio anche il Rally del Giappone, penultimo round del mondiale WRC, che non si è ancora chiuso e che vedrà l’atto finale svolgersi nel nuovissimo evento dell’Arabia Saudita, con due contendenti principali ed un altro sullo sfondo. Vediamo tutto nel Post-Rally.
E rimasero in due (e mezzo)
Riprendo il titolo dell’intero articolo perché, ovviamente, il focus è sulla serratissima lotta per il titolo. Sébastien Ogier ha la meglio su Elfyn Evans e si porta a casa tutti i 35 punti a disposizione, con una prestazione di altissimo livello che gli permette di rosicchiare punti al compagno di squadra e a presentarsi in Arabia Saudita praticamente alla pari. Séb ha fatto tutto perfettamente, e assieme ad Evans hanno messo in piedi una bellissima lotta senza esclusione di colpi che per gli amanti di questo sport è stata pura goduria.

Alla fine, anche grazie ad una performance super sotto la pioggia, l’ha spuntata il francese, ma la sensazione è che l’ago della bilancia avrebbe potuto spostarsi senza troppo sforzo anche dalla parte di Elfyn, che chiude ancora una volta sul podio continuendo a mostrare una grandissima velocità e una grandissima consistenza. Questo titolo lo meriterebbe quasi lui, se non altro perché a differenza degli altri anni, non è calato mentalmente e sta reggendo la pressione in maniera ottima. Dovrà continuare a farlo anche in Arabia, visto che è sempre primo in classifica ma con un distacco di soli 3 punti. Manca poco, ma il fiato sul collo di Ogier inizia a sentirsi e non poco.
Saranno quindi loro due a giocarsela per il titolo, anche se – e qui veniamo al “mezzo” – Kalle Rovanperä non è ancora matematicamente fuori dai giochi. Il finlandese, partito forte nelle primissime fasi di gara, è stato sfortunato ad andare a sbattere quel tanto che è bastato per rompere la sospensione posteriore sinistra e scivolare nelle retrovie, precluendosi di fatto la possibilità di lottare con gli altri due compagni. Con delle buone prestazioni, è riuscito a risalire fino al 6° posto finale, che gli regala comunque qualche punticino e la speranza di poter continuare a sperare nel miracolo. Il distacco è di 24 punti, ben al di sotto della soglia dei 35 punti che si possono far segnare in un weekend, quindi è ancora tutto aperto. Deve però sperare in un passo falso, anzi falsissimo, degli altri due in quel che sarà il suo ultimo rally in carriera.
Buio Hyundai, Tänak si ritira

Quello dell’Arabia Saudita sarà l’ultimo rally in carriera, per ora, anche per Ott Tänak, che proprio al termine del Rally del Giappone ha annunciato la sua dipartita dalle corse per focalizzarsi sulla famiglia e prendersi una pausa. Va detto che l’estone non ha chiuso totalmente le porte ad un ritorno, anzi, dalle sue parole emerge quasi un voler dire “tornerò”, almeno part-time. Certo è che per un po’ non lo vedremo. Ai margini dell’annuncio, c’è anche la notizia che Ott è ufficialmente fuori dalla lotta per il titolo.
Il 4° posto del rally potrebbe sembrare un discreto risultato, ma è arrivato con un distacco di più di 3 minuti dai primi. La Hyundai quindi è sprofondata quasi ufficialmente, e questo weekend non ha fatto segnare nessun punto per il mondiale costruttori (ricordiamo che Tänak è stato escluso in questo senso a partire dal CER) da Monte-Carlo 2014, ovvero dal debutto del progetto i20.
Non parliamo poi di Thierry Neuville, che continua nel suo lunghissimo periodo no e che è costretto a ritirarsi la domenica mattina per i tergicristalli non funzionanti, sotto la pioggia battente, non prima però di aver avuto altri problemi come un differenziale rotto e una perdita d’olio. Quest’anno va così, meglio focalizzarsi sul 2026. Entrambi Ott e Thierry, comunque, hanno tenuto un passo non all’altezza delle Toyota, segno che la i20 proprio in questo momento non va.
O meglio, a volte sembra andare ma tra le mani di Adrien Fourmaux, che questo weekend è stato nettamente il migliore del team e ha bastonato e non poco i suoi compagni. Il francese, per non saper né leggere né scrivere, ha cercato di andare il più forte possibile e gli è anche riuscito, visto che ha vinto anche due prove del sabato. Era sul podio, fino a quando un errore non lo ha visto andare fuori strada e danneggiare pesantemente la vettura sul fianco destro, portandolo a ritiro per questioni di sicurezza. Sfortunatissimo in un weekend in cui stava raddrizzando da solo la nave inclinata e pronta ad affondare di Hyundai. Purtroppo il timone gli è scivolato dalle mani e con lui tutta la prestazione del team.
Dalle stelle alle stalle

Ad approfittare degli errori e delle sfortune degli altri, è stato Sami Pajari che qui dove l’anno scorso ha vinto il titolo WRC-2, è riuscito a conquistare il primo podio in carriera in classe regina. Il finlandese, che come detto nella preview era chiamato a dare quantomeno un segnale in casa dei vertici del team, non ha sbagliato nulla e anzi, è stato veloce per tutto il weekend. Non rapido come i primi due davanti, ma non è andato lontano e, non avendo sbagliato nulla nemmeno sotto la pioggia battente, è stato giustamente premiato. Si conclude quindi, si spera, il percorso di crescita di quest’anno che non ha nascosto insidie e momenti molto bassi e che però sembra aver portato Pajari sulla giusta strada. Con i piloti più esperti che pian piano escono di scena, lui e Solberg rappresentano il futuro del WRC.
Niente da fare invece per Takamoto Katsuta. Anche questa volta, Taka non è riuscito a concretizzare il sogno di vincere in casa e, addirittura, ha chiuso fuori dai punti e lontanissimo dagli altri. Il motivo? Un errore, abbastanza banale, che però nella SS11 lo ha privato del servosterzo e lo ha costretto a varie penalità, e poi alla fine al ritiro. Peccato perché Taka era partito bene e sembrava essere in lizza almeno per il podio, se non addirittura per la vittoria visto il poco distacco che aveva nei confronti del primo. Ancora una volta il fato gli ha voltato le spalle, proprio nel rally in cui non ci voleva. Significative le lacrime dopo l’incidente, dal sapore di uno che ha perso l’occasione, forse, della vita. E, probabilmente, di chi sa che nel WRC ha ormai i giorni contati.
Bene Grégoire Munster, che come Pajari non ha commesso errori e ha terminato il rally in una buonissima 5a posizione. Ovviamente, a differenza di Sami, guida una Puma e quindi non si può pretendere troppo, anzi, bisogna fargli i complimenti perchè non era facile, soprattutto la domenica mattina. Greg però ha tenuto i nervi saldi e ha ripetuto il risultato dell’anno scorso. Il Giappone gli è sempre piaciuto (qui ha vinto la gara nella categoria WRC-2 nel 2022) e questo weekend ne è la dimostrazione. In più, è tornato davanti a Josh McErlean in classifica generale. L’irlandese è invece senza voto, visto che dopo l’incidente nella SS3 non ha più potuto continuare.
WRC-2

Alejandro Cachón vince nel WRC-2, anche se forse sarebbe più corretto dire che, al di là dei punti o meno, Oliver Solberg ha di nuovo sbaragliato tutti i compagni con vetture Rally2. Però, lui ormai non fa più testo in termini di classifica, e quindi bravo Alejandro a primeggiare davanti ad uno che sull’asfalto proprio piano non va, ovvero Nikolay Gryazin, che ora è prepotentemente salito alla ribalta come possibile futuro pilota Hyundai al posto di Tänak.
3° Jan Solans, che sorpassa Daprà in classifica mondiale, seguito da un buonissimo Heikki Kovalainen che ripete il risultato del 2022 e chiude in 4a posizione, in quella che per ora, come annunciato è stata l’ultima gara assieme alla navigatrice Sae Kitagawa. A punti anche Diego Dominguez, 8°.
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