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F1 | Test Barcellona – Chi ha fatto più giri? Mercedes e Ferrari promosse, ma con un dubbio sulle benzine

Mercedes e Ferrari iniziano col piede giusto, accumulando molti km con le nuove PU. Avvio in salita invece per Honda e Audi. Occhio però al “fattore benzine”, che potrebbe alterare le prestazioni e l’affidabilità dei motori.

Si è chiusa ieri, con la Ferrari di Hamilton davanti a tutti – per quanto i tempi ancora non siano minimamente indicativi -, la prima fase di test della nuova era della F1, con le inedite vetture 2026 che sono profondamente diverse da quelle precedenti in ogni aspetto e per questo necessitano di parecchie prove in pista. In questi cinque giorni di shakedown a Barcellona i team si sono dunque concentrati sul macinare quanti più chilometri per raccogliere dati, in modo da iniziare a capire tutto ciò che è cambiato rispetto al passato, e per verificare che le macchine funzionino a dovere, con un’attenzione particolare alle Power Unit.

Difatti, i propulsori (ibridi) hanno mantenuto una potenza massima di oltre 1000 CV, ma la ottengono ora con una ripartizione quasi 50-50 tra il motore termico – che pur essendo rimasto un V6 1.6 turbo non è comunque stato esente da modifiche – e quello elettrico, il cui contributo è quasi triplicato in confronto alla vecchia generazione di monoposto e si basa sul solo MGU-K, data la rimozione del complesso MGU-H.

F1 Test - Mercedes e Ferrari iniziano col piede giusto, accumulando molti km con le nuove PU. Avvio in salita invece per Honda e Audi. Occhio però al "fattore benzine", che potrebbe alterare le prestazioni e l'affidabilità dei motori.

Alla luce di questa rivoluzione regolamentare, appare chiaro che sarebbe stato sfidante per tutti progettare una PU solida sin dal primo momento, motivo per cui in Spagna non si è minimamente cercata la prestazione – basti pensare che la Ferrari, per esempio, sta usando una veste aerodinamica “basica” perché avallata diversi mesi fa e che a Melbourne dovrebbe debuttarne una ampiamente rinnovata – ma ci si è piuttosto focalizzati sul percorrere giri per avere delle conferme in chiave affidabilità e risolvere eventuali problemi tecnici prima di iniziare a lavorare sulla messa a punto e sul laptime.

I dati

In questo contesto il dato più rilevante non sono perciò i tempi sul giro – in cui nessuno ha fatto il vuoto sugli inseguitori, suggerendo che nessuno era nettamente più avanti degli altri da potersi permettersi di cominciare a spingere -, ma il numero di giri percorsi, che è un primo indice della resistenza dei nuovi propulsori. Per dovere di cronaca e per curiosità, più che per reale interesse, vengono comunque riportati i tempi dei 10 piloti più veloci questa settimana a Barcellona, con Hamilton che precede Russell di 1 decimo e Norris di 2 e mezzo.

Pos.PilotaTeamTempoGiorno
HamiltonFerrari1:16.3485-PM
RussellMercedes1:16.4454-PM
NorrisMcLaren1:16.5945-PM
LeclercFerrari1:16.6535-AM
AntonelliMercedes1:17.0814-AM
PiastriMcLaren1:17.4465-AM
VerstappenRed Bull1:17.5865-PM
GaslyAlpine1:17.7075-PM
HadjarRed Bull1:18.1591-PM
10°OconHaas1:18.3935-PM

Tornando a parlare di ciò che conta realmente, ossia il chilometraggio, tra le squadre svetta Mercedes, che tra lunedì, mercoledì e giovedì ha accumulato ben 500 giri, cioè oltre 7 GP e mezzo, grazie a un’attività instancabile in pista. Molto bene anche Ferrari, unica altra scuderia a superare quota 400 giri e a girare senza intoppi e il cui lavoro è stato un po’ ostacolato dalla pioggia di martedì. Segue Haas, che conferma la solidità della PU Ferrari e che ha patito solo un guasto ai sensori nella sessione mattutina del mercoledì con Bearman.

F1 Test - Mercedes e Ferrari iniziano col piede giusto, accumulando molti km con le nuove PU. Avvio in salita invece per Honda e Audi. Occhio però al "fattore benzine", che potrebbe alterare le prestazioni e l'affidabilità dei motori.

Medaglia di legno per Alpine, che da quest’anno ha smesso di farsi i motori in casa e col propulsore Mercedes è incappata solo in un problema lunedì mattina nelle primissime ore. Il team anglo-francese precede le due motorizzate Red Bull Ford, che non hanno sfigurato, considerando che era il loro debutto da costruttori, ma hanno comunque avuto qualche imprevisto: la Racing Bulls si è fermata in pista due volte, mentre la Red Bull ha dovuto riparare la sua vettura dopo che Hadjar è finito a muro martedì pomeriggio. 7° posto per McLaren, che è stata limitata da un problema al sistema di alimentazione che ha fatto impedito a Piastri di scendere in pista nella sessione pomeridiana del giovedì.

Chiudono la classifica Audi, che alla prima uscita col suo motore ha avuto diverse noie, essendosi fermata in pista sia lunedì mattina, saltando anche il pomeriggio, sia mercoledì, Cadillac e Aston Martin, che è arrivata in Spagna mercoledì sera per dei ritardi in fabbrica ed è scesa in pista solo giovedì pomeriggio, effettuando pochissimi giri prima di fermarsi precauzionalmente, e venerdì. Williams è invece la grande assente dello shakedown di Barcellona e si vocifera che non avesse superato il crash test per ben 3 volte e che sia sovrappeso di 20-30 kg.

Pos.TeamPower UnitN° di giri percorsiDistacco dal 1°
MercedesMercedes500 (≈wAAACH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAICRAEAOw==7,6 GP)/
FerrariFerrari437 (≈6,6 GP)-63
HaasFerrari390 (≈5,9 GP)-110
AlpineMercedes347 (≈5,3 GP)-153
Racing BullsRed Bull Ford321 (≈4,9 GP)-179
Red BullRed Bull Ford303 (≈4,6 GP)-197
McLarenMercedes287 (≈4,3 GP)-213
AudiAudi240 (≈3,6 GP)-260
CadillacFerrari164 (≈2,5 GP)-336
10°Aston MartinHonda66 (=1 GP)-434
11°WilliamsMercedes0-500
Fonte: SoyMotor.com / Tra parentesi è riportato l’equivalente del numero di giri percorsi in GP, in modo da avere un termine di paragone forse più concreto e immediato. Tutti i Gran Premi (tranne quello di Monaco) si disputano su una distanza complessiva di circa 300 km e quello di Barcellona è lungo 66 giri. Per regolamento ogni team può usare nel corso della stagione stagione fino a 4 unità per ciascun componente principale della Power Unit (motore endotermico, turbo e MGU-K) – per batteria e centralina sono invece previste massimo 2 unità – prima di incappare in una penalità. Ne consegue che un propulsore dovrebbe garantire un chilometraggio sufficiente a coprire mediamente almeno sei weekend di gara completi.

Dando uno sguardo ai dati sui motoristi, non ci sono sorprese rispetto alla tabella precedente. La Power Unit Mercedes, montata su Mercedes, McLaren e Alpine – anche la Williams, ma come già detto non ha girato -, è saldamente al comando ed è l’unica che ha superato quota 1000 giri. La Ferrari si conferma al secondo posto con un distacco di quasi 150 giri, pagando il chilometraggio ridotto della Cadillac, che è la new-entry del campionato, mentre Red Bull Ford è sul podio grazie a un’affidabilità discreta. Audi e Honda sono di nuovo in fondo, sia per i tanti problemi avuti da entrambi sia per il fatto che forniscono un solo team.

Pos.MotoristaN° di giri percorsiDistacco dal 1°
Mercedes1134 (378 per team)/
Ferrari991 (330 per team)-143
Red Bull Ford624 (312 per team)-510
Audi240-894
Honda66-1068
Fonte: SoyMotor.com

Qualche considerazione

A questo punto si possono trarre alcune conclusioni sui primi test di Barcellona. Chi ha iniziato al meglio è chiaramente Mercedes: prima per chilometraggio sia come team che come motorista e con una buona affidabilità complessiva. Anche Ferrari esce col sorriso da questo shakedown, grazie a una Power Unit che si è confermata solida sia sulla SF-26 che sulla Haas. Tra i team di vertice è tutto sommato un buon avvio anche per Red Bull, che con il propulsore fatto in casa non ha accusato problemi rilevanti, mentre McLaren – così come Williams – può godere dei dati raccolti dagli altri motorizzati Mercedes, ma non è riuscita ad accumulare molti km, utili anche per la comprensione della vettura.

F1 Test - Mercedes e Ferrari iniziano col piede giusto, accumulando molti km con le nuove PU. Avvio in salita invece per Honda e Audi. Occhio però al "fattore benzine", che potrebbe alterare le prestazioni e l'affidabilità dei motori.

È invece una partenza più complicata per Audi, che è forse la compagine alle prese coi guasti più gravi, avendo saltato quasi tutto il lunedì per un problema nella mattinata, e Honda, che con l’arrivo tardivo di Aston Martin – che, col contributo di Newey, è comunque riuscita a prendersi la scena grazie a delle soluzioni aerodinamiche e meccaniche estreme – ha potuto scendere in pista per neanche un giorno e mezzo, contro i 3 di tutti gli altri, e peraltro ha girato a velocità volutamente limitata – ma era una scelta pianificata prima dei test -.

Il “fattore benzine”

A ogni modo, i riscontri sull’affidabilità di questi primi test non sono totalmente indicativi e vanno presi con le pinze, in quanto tutti i team hanno usato delle benzine diverse da quelle che dovranno poi usare nel corso della stagione. Le nuove vetture devono infatti utilizzare carburanti sostenibili al 100%, potendo scegliere la via degli e-fuel (combustibili sintetici ottenuti combinando idrogeno e anidride carbonica) o dei biofuel (derivanti invece dalle biomasse), ma, a causa dei loro costi elevatissimi e della loro scarsa disponibilità dovuta alle difficoltà nella produzione di grandi quantità, la FIA aveva concesso una deroga per i test sia in Spagna che in Bahrain, permettendo alle squadre di utilizzare ancora delle benzine simili a quelle impiegate nel 2025.

Pare che a Barcellona nessuno abbia usato le nuove benzine ecologiche e ciò potrebbe aver avuto un impatto sulla resistenza e sulle prestazioni di ogni propulsore. Difatti, i motori sono stati progettati anche in base al carburante – il lavoro di sviluppo di motore e benzine è proseguito in parallelo negli scorsi anni – che avrebbero poi usato durante il campionato. Usando un combustibile diverso (con possibilmente un diverso potere calorifico, un diverso numero di ottani, caratteristiche fisico-chimiche diverse, ecc) da quello per cui è progettato il motore, il funzionamento della Power Unit risulterebbe alterato, con effetti potenzialmente positivi e/o negativi.

F1 Test - Mercedes e Ferrari iniziano col piede giusto, accumulando molti km con le nuove PU. Avvio in salita invece per Honda e Audi. Occhio però al "fattore benzine", che potrebbe alterare le prestazioni e l'affidabilità dei motori.

Per questo nelle due sessioni da 3 giorni in Bahrain si prevede che tutte le squadre scenderanno in pista con le nuove benzine 2026, con l’obiettivo di valutare in condizioni reali l’effettiva affidabilità e la potenza dei motori termici. A questo proposito, non è da escludere che ci possa essere un aumento di guasti e problemi tecnici, a seconda anche della bontà di ogni carburante. Con questi nuovi regolamenti, infatti, anche le diverse benzine potrebbero diventare un fattore discriminante tra le varie squadre, incidendo in maniera tangibile sugli equilibri del campionato.

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