Un problema allo pneumatico posteriore destro ha vanificato le chances di vittoria del danese di Arrow McLaren in Alabama, lasciando un tappeto di velluto rosso ad Alex Palou e a CGR. Lundgaard nel post gara ha apertamente mostrato la delusione per un’altra occasione sprecata dal team papaya.
Dopo una qualifica in cui lui ed il compagno di squadra Pato O’Ward non erano riusciti a fare meglio della decima e dodicesima casella in griglia, era necessario riscattarsi nella gara domenicale al Barber Motorsports Park.
Lundgaard è riuscito a mettersi sulle spalle l’intero muretto Arrow McLaren, grazie anche al weekend no del messicano, andando veramente vicino al suo secondo successo in terra americana, andata perduta a causa di un problema riscontrato al terzo pit stop, dove il danese aveva la grande occasione di sorpassare il leader incontrastato di quella gara (fino a quel momento), Alex Palou, il quale era rimasto bloccato nel traffico.
Tendenzialmente un pit stop rapido dura all’incirca 7 secondi, ma nell’ultimo passaggio in pit lane, il danese è stato fermo nella sua piazzola per oltre 17 secondi, uscendo dalla corsia box con un ritardo, ormai irrecuperabile, di 13 secondi da Palou.

La vettura numero 7 era stata abbassata dal cric prima che lo pneumatico posteriore destro fosse fissato e successivamente il dado di fissaggio era stato momentaneamente allentato dal dispositivo del cambio. Oltre al danno pure la beffa per lo scandinavo, dato che il suo ex compagno di squadra in RLL, Graham Rahal, aveva messo le proprie ruote davanti alle sue.
Nonostante il drammatico epilogo che gli ha negato l’arrivo in Victory lane, Lundgaard non ha mai smesso di lottare, prendendosi la piazza d’onore a 3 giri dalla fine. La reazione immediata in seguito all’errore era stata: “Cerchiamo di ottenere lo stesso risultato e non peggiore” ed in seguito “Avevamo il passo giusto e abbiamo superato Graham. E’ stato positivo”.
“Tutto sembra fantastico, tranne essere arrivati secondi. Penso che oggi avessimo una macchina per vincere, per cui è ovviamente frustrante. Siamo arrivati secondi, per cui non dovremmo essere delusi, ma quando ti ritrovi a competere con una vettura che è stata la più competitiva e la migliore degli ultimi anni in IndyCar (riferito a Palou e Chip Ganassi), avere la possibilità di batterla in modo leale, fa male“.
Così il secondo classificato nella gara di ieri ha commentato la sua gara, non tralasciando la delusione per un successo che a Lundgaard manca dal 2023, quando si impose sulle strade di Toronto: “E’ la posizione che abbiamo cercato di raggiungere negli ultimi 3 anni. Credo che oggi ci siamo riusciti, è davvero un peccato averla mancata per una roba del genere. Possiamo trarre diversi insegnamenti per il futuro da questa esperienza”.

Nelle montagne russe di Birmingham, al di là dei vari fattori che hanno condizionato la sua gara, il 24enne ha confermato la sua velocità, bissando il podio ottenuto nella scorsa stagione. Inoltre, questo piazzamento ha rivitalizzato le speranze dell’ex Formula 2 in classifica generale, dato che attualmente si trova terzo in classifica a meno 35 lunghezze da Kirkwood.
“E’ ancora presto per pensare al titolo e Palou si trova ancora davanti a noi. Ritengo che oggi avessimo la possibilità di fare la differenza, ma non possiamo essere scontenti di essere partiti decimi e di aver terminato in seconda posizione”.
In questi primi 4 appuntamenti Lundgaard era salito sul podio anche nel round di apertura a St. Petersburg, ed ora il pilota della #7 ha bisogno di certezze e costanza se vuole invitarsi alla lotta per il titolo, in cui per ora si sono iscritti soltanto Kirkwood e Palou.

Già il weekend di Long Beach sarà fondamentale per il campionato dell’ex RLL, in un circuito in qui nel 2025 era riuscito a terminare sul podio, grazie ad una fantastica rimonta ed una impeccabile strategia da parte del muretto McLaren.
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