Il weekend di Aston Martin in Messico è stato disastroso e Alonso sta lottando per rimanere motivato dopo due ritiri per motivi tecnici nello stesso weekend
Il Gran Premio del Messico si è concluso con l’ennesimo disastro per Aston Martin e Honda. Dopo aver mostrato un ritmo incoraggiante nelle prove libere, infatti, Alonso è stato costretto al ritiro in Q1. Le cose non sono andate meglio in gara: al giro 5 di 71 entrambe le monoposto sono state costrette al ritiro.
Il pilota spagnolo è riuscito almeno a riportare l’auto nel garage. Il compagno di squadra Lance Stroll, invece, ha dovuto fermare la propria monoposto in pista, causando una Virtual Safety Car.

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Le frustrazione di Alonso
Alonso ha espresso la propria frustrazione per l’occasione mancata in Messico. Aston Martin aveva mostrato, infatti, un passo promettente e sembrava poter competere con le altre venture del centro gruppo. Il suo ritiro in Q1 aveva, però, spento le speranze di ottenere un buon risultato, vista la difficoltà nei sorpassi all’Autódromo Hermanos Rodríguez.
“Vado direttamente in Brasile” aveva dichiarato lo spagnolo sabato, appena rientrato ai box dopo il ritiro in qualifica. Poi aveva aggiunto: “Ero ottimista. Abbiamo perso una grande opportunità, quindi la frustrazione è inimmaginabile. Ma questa è la storia della stagione. Ero a cento metri dal box, ma il problema era probabilmente più grave e non si sarebbe risolto lì“.
Dopo la gara ha spiegato: “È stata molto frustrante perché le tre prove libere erano andate bene: abbiamo fatto molti giri in FP1, FP2 e FP3. E poi, quando siamo arrivati al momento della verità in qualifica e in gara, non siamo riusciti a fare abbastanza giri. Ma questo fa parte del processo di apprendimento, e speriamo di poter imparare lezioni dure e trarre insegnamenti da [questo fine settimana]“.
La sfida dell’altitudine
Il circuito di Città del Messico si trova ad un altitudine elevata (circa 2250 m slm), quindi l’aria è molto rarefatta (la densità dell’aria è inferiore del 20% rispetto al livello del mare). Questo provoca difficoltà nel raffreddamento di gomme, freni e motore che rendono quasi impossibile restare in scia senza perdere prestazione e mettono a dura prova l’affidabilità delle vetture.
Sono proprio queste condizioni difficili che hanno messo in crisi la (già non brillante) PU Honda e, a proposito dei problemi tecnici, Alonso, dopo la gara, ha detto: “Abbiamo fatto tutto il possibile [per cercare di proteggere la power unit], ma il Messico rappresenta sempre una grande sfida per le power unit, e anche così, a quanto pare non è bastato, quindi abbiamo dovuto ritirare la vettura“.

Il problema tecnico
Alonso, nel comunicato post-gara ha dichiarato: “Lo stesso problema dell’MGU-K che ci aveva fermato in qualifica si è ripresentato, costringendoci a fermarci“. Non solo, lo stesso problema ha portato al ritiro di Stroll (per proteggere la batteria). Secondo il pilota spagnolo, l’errore fatale del weekend è stato quello di sottovalutare l’impatto dell’altitudine sulla Power Unit.
Questo trova conferma nelle dichiarazioni di Shintaro Orihara. Il Trackside General Manager e Chief Engineer di Honda Racing, infatti, ha spiegato che l’altitudine insolita di Città del Messico ha sottoposto il sistema di recupero dell’energia (ERS) a sollecitazioni aggiuntive.
La causa dei problemi riscontrati durante le qualifiche e la gara sembrerebbe essere, in particolare, il circuito di raffreddamento dell’ERS, che stava operando sotto uno stress maggiore del previsto. Honda dovrà, quindi, analizzare i dati per sviluppare soluzioni per le prossime gare.
Fernando Alonso, dal canto suo, ha chiarito che continuerà a dare il massimo, anche se le difficoltà tecniche rendono sempre più difficile mantenere alta la motivazione.

