Vettel: “Se non si cambia, la F1 morirà”

Vettel: “Se non si cambia, la F1 morirà”

13 Ottobre 2021 0 Di Daniele Donzelli

Il 4 volte campione del mondo ha reso pubblici i suoi pensieri riguardo alle difficoltà che potrà incontrare la F1 nei prossimi anni.

Come è ormai noto a moltissimi fans, Sebastian non ha mai avuto paura di dire la sua davanti ai microfoni riguardo a temi di tutti i tipi. Ad esempio, prima del Gran Premio di Ungheria, il tedesco si è presentato con una maglia LGBT.

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La questione ha suscitato delle polemiche, viste le prese di posizione nette del governo ungherese al riguardo. Il politico ungherese Fidesz l’ha addirittura paragonato ad un nazista per le sue azioni.

Ma nonostante tutto, Sebastian non si tira certo indietro a difendere le cause per cui lotta, e ha affermato:

“Quando mi viene posta una domanda rispondo, non ho problemi a dire quello che penso. È la mia opinione, non mi aspetto che tutti siano d’accordo. Però ritengo sia utile anche ascoltare opinioni diverse, fanno sempre crescere.”

In un’intervista rilasciata a motorsport.com, Vettel ha parlato di tantissimi temi, soffermandosi, oltre alla comunità LGBT, anche sui problemi ambientali. La tematica non è estranea al mondo della Formula 1, che sta cercando di introdurre i biocarburanti.

I biocarburanti

Il Circus ha pubblicamente dichiarato di essere intenzionato ad effettuare un cambio di regolamento radicale nel 2025, che dovrebbe portare, tra le altre cose, all’utilizzo dei biocarburanti per alimentare le Power Unit. Ma, dal 2025 che doveva essere, sembra che la tendenza sia quelli di introdurre questa rivoluzione nel 2026.

La proposta dovrebbe essere gradita a Vettel, sempre molto attento alle problematiche ambientali, ma crede che “con i biocarburanti sia un po’ complicato”.

Nello specifico, a Seb sembra che si stia facendo troppo poco:

L’anno prossimo avremo un contenuto del 10% di biocarburante, ma non è una rivoluzione visto che si può già acquistare quel carburante nelle stazioni di servizio dai clienti in tutto il mondo.”

“I motori saranno congelati fino al 2025 o 2026 – ha aggiunto – quindi vuol dire che non ci saranno grandi progressi per cinque anni, ma sento dire che qualcosa potrebbe cambiare prima. Non credo che questo corrisponda al tipo di ambizioni che la Formula 1 dovrebbe avere, ovvero essere un riferimento sul fronte tecnologico”.

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Quando gli è stato chiesto cosa si sarebbe potuto fare per migliorare la situazione, Vettel ha risposto dicendo che “non bisogna dimenticare quanto è stato speso in quasi dieci anni su un motore che sostanzialmente non ha alcuna rilevanza per le prossime generazioni di auto stradali. Ogni Costruttore ha speso più di un miliardo per sviluppare il motore attuale nel corso negli anni, questi soldi possono essere stanziati per un nuovo progetto in linea con una giusta causa.”

Dobbiamo iniziare a fare qualcosa piuttosto che discutere per altri cinque anni, un periodo nel quale di fatto non avverrà nulla di concreto”.

Il calendario

Infine, Vettel non poteva non esprimersi su una che è tra le tematiche più calde degli ultimi tempi nel paddock: il calendario. Il tedesco ha gareggiato con tipi di calendario molto diversi tra loro, sperimentando una stagione di 18 tappe nel 2008, ma anche di 21/22 in queste ultime stagioni.

“Quando sono arrivato in Formula 1 eravamo in una sorta di fase di transizione. I test erano stati ridotti rispetto alle stagioni precedenti, e iniziavano ad esserci più Gran Premi. Ora, questa è solo la mia opinione e non vale niente, ma penso che non dovremmo disputare così tante gare per una serie di ragioni”.

Le ragioni, per Vettel, sono principalmente l’attesa attorno al singolo evento di F1. Infatti “offrire al pubblico un così elevato numero di Gran Premi finisce col renderli un po’ meno speciali, meno attesi“.

Il secondo motivo riguarda tutte le persone che lavorano all’interno delle squadre per permettere che la gara possa essere svolta al meglio:

“Una grossa percentuale del personale delle squadre arriva in pista il lunedì mattina, per allestire i box, preparare le monoposto e tanti altri lavori. Terminata la gara inizia il lavoro di imballaggio di tutto il materiale che deve essere riportato nelle sedi, quindi per molti diventa quasi un’attività da sette giorni a settimana, e non hai davvero tempo per te stesso”.

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Per concludere, ha dichiarato:

“Oggi alcune persone stanno discutendo del futuro del nostro sport in termini di regolamenti tecnici e potrebbero decidere ed avvallare un cambiamento rilevante, una cosa vitale per la F1. Se non sarà così, non sarò ottimista, penso che la Formula 1 scomparirà.

Dichiarazioni forti da parte di Sebastian Vettel, che come sempre ha detto ciò che pensa senza troppi giri di parole. Spesso si parla troppo poco di questi problemi. Forse i piani alti dovrebbero pensare più a questo che a introdurre nuovi format al sabato…

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