Un giro di pista: il Bahrain International Circuit (GP del Bahrain)

Un giro di pista: il Bahrain International Circuit (GP del Bahrain)

17 Marzo 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

Torna la F1 e torna anche il format di analisi dei circuiti del Circus. Questa volta si va in Bahrain. Salta a bordo e fatti un giro di pista.

Dal momento che l’anno scorso è partito dal GP di Imola, torna per il GP inaugurale del Bahrain il format che la scorsa stagione ci ha visti analizzare uno ad uno i tracciati del calendario, per scoprirne i segreti e gli aspetti tecnici più reconditi. Oggi si va tra le dune del deserto della periferia di Manama, la capitale del paese, per il GP, appunto, del Bahrain. Prima di cominciare, una precisazione: il giro di pista non uscirà per ogni weekend di gara, visto che tanti circuiti sono già stati trattati. Quest’anno verranno analizzati solamente i tracciati non analizzati durante la stagione 2021.

Il circuito

Il Bahrain International Circuit, che tra l’altro ha appena visto concludersi i test pre-stagione, ospita il GP del Bahrain dal lontano 2004. La costruzione del tracciato fu voluta dal principe bahrainita Salman bin Hamad Al Khalifa, presidente onorario della Bahrain Motor Federation, nonché figlio del re del paese. La realizzazione della venue venne affidata alla ditta Cebarco-WCT, mentre il disegno della pista è opera dell’intramontabile Hermann Tilke. Fu dunque realizzato, con una spesa di 150 milioni di dollari, un complesso comprendente sei circuiti diversi, incluso un ovale e una pista per drag race.

La prima edizione del gran premio si tenne con il circuito non ancora completato nelle sue strutture, in una corsa contro il tempo simile a quella del circuito di Jeddah l’anno scorso. Nel 2007 quello del Bahrain divenne il primo circuito ad ottenere il premio FIA Institute Centre of Excellence per gli alti standard di sicurezza. Nel 2009 venne annunciata una collaborazione tra il circuito e @bahrain, una parte del gruppo Mumtalakat, per realizzare attorno al tracciato una serie di strutture comprendenti spazi di intrattenimento, business ed educativi. Per l’edizione 2010 del GP venne utilizzato il layout endurance, quello più lungo.

Il circuito del Bahrain, oltre ad ospirare annualmente il gran premio di F1 e, da qualche anno, i test pre-stagionali, ospita anche le gare della F2 e del WEC, la Chevrolet Lumina Series, la Thunder Arabia e la Gulf Radical Cup. Ospita inoltre la famosa 24 Ore del Bahrain. Inoltre, il GP di F1 si svolge la sera, grazie al potente impianto di illuminazione.

I numeri

Il circuito è lungo, nella configurazione utilizzata dalla F1, 5,4 km e comprende 15 curve, 9 a destra e 6 a sinistra. Le tribune possono ospitare al massimo 70.000 persone e, come già detto, il circuito conta ben 6 configurazioni. La configurazione outer, è quella che è stata utilizzata per il GP del Sakhir del 2020, secondo dei 2 appuntamenti corsi tra le dune di Manama.

Il pilota più vincente in Bahrain è Lewis Hamilton, che vanta ben 5 vittorie (2014, 2015, 2019, 2020 e 2021). A seguire vi è Sebastian Vettel con 4 successi (2012, 2013, 2017 e 2018). 3 vittorie per Fernando Alonso (2005, 2006 e 2010), mentre sono 2 quelle per Felipe Massa (2007 e 2008). 1 vittoria a testa per Michael Schumacher (2004), Jenson Button (2009) e Nico Rosberg (2016). Da menzionare anche il vincitore del GP di Sakhir del 2020, Sergio Perez, alla prima vittoria in carriera. 6 vittorie per Ferrari e per Mercedes, 2 per Renault e Red Bull e 1 per la BrawnGP. 1 anche per la Racing Point.

3 sono le pole position per Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, mentre 2 per Michael Schumacher e Nico Rosberg. 1 per Fernando Alonso, Felipe Massa, Robert Kubica, Jarno Trulli, Valtteri Bottas, Charles Leclerc e Max Verstappen. Bottas, inoltre ha conquistato anche la pole del GP di Sakhir. Infine, il giro veloce in gara per il layout attuale è di Pedro de la Rosa su McLaren nel 2005, in 1.31.447.

Analisi e disclaimer

Andiamo ora ad analizzare il circuito, salendo a bordo della nuovissima AT03 di Pierre Gasly. Come di consueto, non è un’analisi professionale ma amatoriale, quindi puramente indicativa. I crediti per l’onboard vanno al canale ufficiale della F1.

Primo settore

Dopo il lungo rettilineo, che comprende la prima zona DRS, si arriva a gran velocità (circa 320 km/h) in curva 1, detta Michael Schumacher Turn. Si frena forte al cartello dei 100m e si scala fino in 2 marcia. Curve 2 e 3 vanno affrontate full gas, per guadagnare la miglior uscita possibile per il lungo rettilineo, che comprende la seconda zona DRS, prima di curva 4. Anche qui si frena forte al cartello dei 100m e si cerca di andare subito alla corda per non perdere troppa velocità.

Secondo settore

Il secondo settore è quello più guidato. Comincia poco prima di curva che si affronta full gas per poi andare subito a buttarsi in curva 6 e poi in curva 7. La precisione qui è molto importante. Bisogna saper calcolare al millimetro il proprio passaggio sui cordoli interni. È un attimo infatti perdere il posteriore e andare in testacoda.

Si arriva molto veloci in curva 8 e si scala fino in seconda, tenendosi molto stretti e vicini al cordolo. Si va poi a sfruttare il cordolo esterno in uscita e si scarta nuovamente verso destra per arrivare in curva 9. Qui è importante tenersi totalmente a destra e lontani dal cordolo, per non pregiudicare la complicatissima curva 10. Quest’ultima va affrontata cercando di andare alla corda il prima possibile senza tagliare però il cordolo. È importante non bloccare gli pneumatici anteriori per non finire lunghi e cercare di far voltare bene la vettura per poter uscire il più veloce possibile. Attenzione anche all’uso del gas in uscita di curva, dove è importante dosare bene per non girarsi.

Si affronta il lungo rettilineo prima di curva 11, terza zona DRS, e si frena tra il cartello dei 100m e quello dei 50m. Si affronta la lunga curva 11 cercando di far scorrere il più possibile la monoposto, senza scomporla. Così facendo si può andare sul gas prima. Sempre importante tenere la corda. Si va poi in salita verso curva 12, da affrontare full gas e con una precisione millimetrica, per non ritrovarsi troppo larghi o stretti e perdere secondi oppure addirittura andare in testacoda.

Terzo settore

Si scalano poi due marce per entrare in curva 13 dove è importante far scorrere bene la vettura e andare subito bene alla corda, puntando verso il cordolo interno. Un altro, lungo rettilineo separa curva 13 da curva 14. Si esce larghi prendendosi tutto il cordolo e si frena poi al cartello dei 100m. Anche qui è importante andare subito alla corda e tenersi ben incollati al cordolo. Curva 15 è da affrontare full gas per poi immettersi nuovamente sul rettilineo principale.

Incognita 2022

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico delle monoposto, è veramente troppo presto per parlare dei giusti setup da utilizzare durante il weekend di gara, essendo le vetture completamente nuove. In maniera molto sintetica possiamo dire che è molto importante la power unit, visti i tanti lunghi rettilinei presenti sul circuito. Occhio anche a far funzionare bene i sistemi di raffreddamento, viste le alte temperature che si possono raggiungere a Manama. Lato aerodinamica, ovviamente non bisogna utilizzare una configurazione troppo carica per non pregiudicare la velocità di punta, anche se il tratto guidato nel 2 settore e curve 11-12 obbligano i team a cercare comunque un buon bilanciamento per avere carico nelle curve veloci. Il grip meccanico non sembra essere così importante mentre occhio a far funzionare bene gli pneumatici e il loro degrado, viste le temperature.

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