Nuovi pneumatici per il 2024: parla Mario Isola

Nuovi pneumatici per il 2024: parla Mario Isola

24 Agosto 2022 0 Di Ivan Mancini

L’addio alle termocoperte in Formula 1 sarà una delle più grandi sfide che team e piloti dovranno affrontare nel prossimo futuro, a partire dal 2024. Ma non è tutto oro ciò che luccica…
 

Storia delle termocoperte in Formula 1

La storia delle termocoperte in Formula 1 affonda le proprie radici nel lontano 1982, quando la scuderia Brabham, da sempre foriera di innovazioni, letteralmente inventò i moderni pit stop introducendo i rifornimenti di carburante e la sostituzione degli pneumatici usurati. Una mossa che, in un certo senso, rivoluzionò il mondo delle corse, consentendo alle scuderie di migliorare le prestazioni della vettura a gara in corso.

Per fare ciò, tuttavia, gli ingegneri inglesi necessitavano di portare in temperatura i nuovi pneumatici ben prima di montarli sulla vettura, pena la mancanza di grip della vettura stessa una volta rientrata in pista. Nei box della scuderia di Bernie Ecclestone comparve quindi un dispositivo rudimentale, costituito da una stufa a gas ed una serie di condotti, il cui scopo era quello di scaldare in maniera omogenea le gomme in vista di un’imminente sosta. Con questo stratagemma, attuato per la prima volta nel corso del GP d’Austria 1982, i meccanici Brabham furono in grado di portare gli pneumatici in una finestra di utilizzo favorevole, consegnando a Patrese una vettura pressoché perfetta a metà gara.

Brabham BT50 GP Austria 1982
GP Austria 1982: il “primo” pit stop ad opera della Brabham

L’idea di scaldare le gomme venne poi ripresa nel 1985 dagli ingegneri Williams, che perfezionarono gli strumenti adottati in tale pratica creando il primo modello di termocoperte nel senso moderno del termine. Da quel momento in poi, le termocoperte hanno attraversato quasi 40 anni di storia arrivando fino alla Formula 1 dei nostri giorni, ma a partire dal 2024 saranno destinate a scomparire in seguito alla loro definitiva abolizione.

 

Addio termocoperte dal 2024

Quella di vietare le termocoperte non è un’idea recente, ma una proposta che va avanti da almeno otto stagioni. Già nel 2015, agli albori dell’era turbo-ibrida, filtrava la volontà di sbarazzarsi delle termocoperte per via degli alti costi delle nuove Power Unit; l’idea, tuttavia, cadde ben presto nel dimenticatoio per ovvi motivi di sicurezza. L’intenzione, poi, era quella di abolirle durante il passaggio ai cerchi da 18 pollici, ma ancora una volta la proposta si concluse con un nulla di fatto.

Attualmente, il piano approvato dalla maggioranza delle scuderie di Formula 1 è quello di abbassare gradualmente la temperatura delle termocoperte per abituare i piloti a gestire gomme più fredde. Si è quindi passati dai 100°C delle stagioni passate agli attuali 70°C, per poi ulteriormente decrementare la temperatura di 20 gradi in vista del prossimo anno. Il piano ha avuto origine questa stagione ed avrà fine nel 2024, anno in cui in Formula 1 è programmato il definitvo abbandono dei dispositivi elettronici, nonché l’introduzione dei nuovi pneumatici.

Termocoperte Alfa Romeo GP Monaco 2022
Termocoperte Alfa Romeo durante il GP Monaco 2022

Sebbene ci sia ancora tempo per eliminare il divieto, allo stato attuale non c’è alcun segno che ciò possa accadere. Nessun ripensamento in merito a quello che, nel 2024, sarà uno dei cambiamenti più drastici negli ultimi decenni di Formula 1, terzo solo all’introduzione delle Power Unit e al ritorno dell’effetto suolo. Pirelli ha infatti già programmato lo sviluppo della gomma 2024 ed ha più volte sottolineato come il graduale abbassamento delle temperature sia una mossa sensata per prevenire i rischi dovuti ad una mancanza di aderenza durante la fase di riscaldamento. “Era una nostra esplicita richiesta di farlo passo dopo passo perché [il divieto delle termocoperte, ndr] sarà un grande cambiamento per la struttura delle gomme” ha sottolineato Mario Isola ai microfoni di The Race.

 

Nuovi pneumatici e nuove pressioni nel 2024

Presso la testata giornalistica inglese, il manager Pirelli ha poi spiegato le difficoltà che i tecnici dovranno affrontare nello sviluppo del nuovo modello di pneumatici in vista del 2024. “L’idea comune è che bisogna solo progettare diverse mescole ed è tutto risolto. Non è così, perché con queste auto e le loro prestazioni, stimiamo un aumento della pressione da pneumatico freddo a pneumatico caldo che potrebbe essere superiore a 12 psi [0.827 bar circa, ndr]. Questo ovviamente ci mette in difficoltà, perché non possiamo partire con una pressione eccessivamente bassa altrimenti le gomme si distruggerebbero in poche curve. […] Ciò significa che probabilmente dovremmo iniziare a 20 psi [1.379 bar, ndr], o qualcosa del genere, e poi salire a più di 30 psi [2.068 bar, ndr]. Quindi è una situazione completamente diversa da quella attuale“.

Per Pirelli, si prospetta quindi una nuova sfida all’orizzonte. “Si tratta di progettare una nuova struttura e nuove mescole con un range di lavoro molto più ampio. Servirà garantire il giusto grip da 20-30°C fino a 120-130°C, perché immagino che le temperature si stabilizzeranno ad un livello simile a quello che abbiamo ora. Il rischio è che dovremo trovare un compromesso, magari sacrificando la fase di riscaldamento, oppure accettando che ad un certo punto la gomma si surriscaldi. Ecco perché vogliamo farlo passo dopo passo [abolire le termocoperte, ndr]. Ora abbiamo un buon prodotto in grado di fornire ciò che stiamo cercando. Dà l’opportunità ai piloti di attaccare e spingere e non vogliamo tornare a una situazione in cui i piloti si lamentano a causa del surriscaldamento o del riscaldamento più lento” ha ammesso Isola.

 

L’importanza degli pneumatici 2023

Se le parole di Isola riguardo le nuove gomme suonano un po’ vaghe, è perché in effetti lo sono. Pirelli, in qualità di fornitore ufficiale di pneumatici, ha diritto ad un numero limitato di test, quindi finora il marchio lombrado si è concentrato prevalentemente sullo sviluppo delle gomme per il 2023. Gli pneumatici della prossima stagione hanno superato quasi tutti i test previsti dal regolamento e saranno un tassello rilevante per poter comprendere il comportmento degli pneumatici del 2024, ma è altrettanto vero che gran parte dello studio sarà svolto solamente il prossimo anno. È quindi presto per stabilire giudizi certi sulle gomme che le dieci scuderie di Formula 1 utilizzeranno a partire dal 2024.

L’unica cosa certa è che i tecnici Pirelli cercheranno di raggiungere le caratteristiche necessarie attraverso una nuova struttura e attraverso nuove mescole. “Lavoreremo principalmente sui materiali e sulla geometria più che sul profilo, perché quando si cambia il profilo si ha un grande impatto sul carico aerodinamico della vettura. È chiaro però che quando si modificano alcuni elementi si ha un leggero cambiamento nella gomma stessa. Ma di solito questo è limitato. L’obiettivo ideale è avere una distribuzione della pressione e della temperatura che sia il più uniforme possibile e non cambi eccessivamente in base alla temperatura” ha asserito Isola.

Test gomma Pirelli F1
Uno dei tanti test cui uno pneumatico di Formula 1 viene sottoposto in fase di sperimentazione

Ovviamente questo è un mondo ideale. Avere esattamente la stessa impronta, la stessa distribuzione della pressione, la stessa distribuzione della temperatura quando si passa da 20°C a 120°C, è quasi impossibile. Quindi stiamo lavorando con alcuni nuovi concetti per ridurre al minimo questi cambiamenti. Evitare qualsiasi cambiamento è impossibile, minimizzarlo è ciò che in Pirelli stiamo cercando di fare”.

Su richiesta dell’intervistatore, Isola ha poi spiegato il perché è impossibile fare una previsione veritiera. “Fare una previsione corretta non è facile, ma posso immaginare che avremmo una fase di riscaldamento più lunga. Già quest’anno la riduzione delle temperature ha reso la fase di riscaldamento leggermente più complicata. Ma a seconda delle caratteristiche dei nuovi pneumatici, l’impatto sulla strategia potrebbe essere qualsiasi cosa, da minore a profondo. È ancora presto per parlare“.

 

Nuove regole

In quello che al giorno d’oggi è ancora un cantiere in costruzione, l’unica certezza di Mario Isola è quella riguardante la necessità di nuove norme. Il manager italiano ha infatti precisato che sarà compito della Federazione stabilire esattamente ciò che le squadre potranno o non potranno fare con i loro pneumatici, istituendo nuove regole più intransigenti.

Attualmente, il regolamento ammette le termocoperte come unico dispositivo per il riscaldamento degli pneumatici – a differenza di qualche anno fa, dove si usava anche il calore dei freni per portare in temperatura le gomme. Isola ritiene che nel regolamento del 2024 sarà necessario stabilire alcune linee guida aggiuntive su cosa si potrà e non si potrà fare, introducendo altri mezzi per testare e monitorare i parametri delle gomme, come la differenza di temperatura tra pneumatici ed ambiente. Le nuove norme, dunque, potrebbero richiamare il “delta” di temperatura che già attualmente i team sono chiamati a rispettare nei rifornimenti di carburante prima della gara.

 

Qualche considerazione

Una delle principali motivazioni dietro l’abolizione delle termocoperte è il budget cap. Diversi team dalle finanze non di certo pingue, Haas in primis, hanno fatto pressione affinché le termocoperte venissero abolite, con quello che si prospetterebbe un ingente risparmio di fondi.

In realtà la situazione è ben diversa da come sembra. Il costo medio di una fornitura di termocoperte, che comprende 40 pezzi con relative centraline di controllo, è di circa 280mila euro per due anni di utilizzo. I prezzi ovviamente variano in base alla ditta che fornisce i dispositivi, tant’è vero che Franz Tost, Team Principal AlphaTauri, ha dichiarato di aver inevestito ben 375mila euro su questo fronte. Tra alti e bassi, però, quel che è certo è che la spesa media delle termocoperte è di poco superiore al costo di un alettone posteriore. Non di certo una cifra insostenibile per un team che milita nella massima serie automobilistica.

E allora la domanda sorge spontanea: è davvero necessario rinunciare alle termocoperte? Qualora i nuovi pneumatici per il 2024 non dovessero funzionare, varrebbe davvero la pena rischiare la sicurezza in pista dei piloti in nome di una spesa irrisoria, approssimabile ad un alettone ogni due stagioni? Ai posteri l’ardua sentenza.

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