Scuderie dimenticate: Toleman

Scuderie dimenticate: Toleman

8 Dicembre 2022 0 Di Martina La Camera

Da azienda per il trasporto di autovetture a squadra di Formula 1, la storia della piccola e folle Scuderia Toleman che cambiò le sorti di questo sport.

Il britannico Gruppo Toleman venne fondato da Edward Toleman nel 1926 e allora si occupava esclusivamente del trasporto di vetture Ford. Negli anni la società crebbe molto e, avendo i fondi necessari, la famiglia Toleman decise di entrare nelle competizioni automobilistiche. Negli anni ‘50 Albert Toleman, figlio del fondatore, partecipò come pilota a diversi rally locali, aggiudicandosi qualche vittoria. A metà anni sessanta Albert morì.

I suoi figli Ted e Bob Toleman ereditarono così l’azienda e conobbero Alex Hawkridge. I tre avevano grandi progetti e iniziarono a sponsorizzare il pilota Rad Dougall in Formula Ford. È proprio correndo in questa categoria che perse la vita Bob Toleman. Ted e Alex decisero, allora, di andare avanti con le corse con più impegno e con Rory Byrne. Nel 1977 fondarono un team per gareggiare in Formula Ford, ma questo non bastò ad accontentare il desiderio di competizioni dei due.

La F2 europea                                                                                                                     

La faccenda si fece infatti seria nel 1978, anno del passaggio alla F2 europea. Alex e Ted avevano formato un team che vedeva il già noto Rad Dougall al volante, poi affiancato da Brian Henton, e Rory Byrne capo progetto.

Nel 1979, le vetture, motorizzate Hart, passarono dai telai March a quelli Ralt. I piloti Henton e Dougall conseguirono il secondo e quinto posto nel Campionato, con tre vittorie. Henton mancò il titolo a causa di una squalifica per un taglio di chicane, e fu Marc Surer ad aggiudicarselo su March-Bmw ufficiale. L’occasione sembrava sfumata ma di lì a poco le cose sarebbero cambiate.

Fu proprio il 1980 l’anno della svolta. Il team decise di divenire Costruttore, affidandosi sempre a Rory Byrne e John Gentry. La TG280 nacque in casa Toleman, con motori Hart sviluppati in esclusiva per la scuderia britannica. Gli sforzi fatti furono proficui e in quella stagione finalmente Henton vinse il Campionato, seguito in classifica dal suo nuovo compagno di squadra, Derek Warwick.

Il successo fece ingolosire il team che con la testa puntava alla categoria maggiore. Dopo aver ceduto il progetto di F2 alla Lola Racing Cars, la Toleman decise di approdare il F1.

L’arrivo in F1

Arrivare in Formula 1 partendo dal nulla non era certo un’impresa facile ma Ted Toleman e Alex Hawkridge trovarono il modo. Approfittando dello scontro tra FISA e FOCA, conclusosi con il Patto della Concordia del 1981, il team riuscì a entrare in Formula 1 grazie ad alleanze strategiche. I problemi, però, erano appena cominciati.

Dopo gli infruttuosi dialoghi con Lancia per adattare il motore turbo della Lancia Montecarlo, il team decise di creare un motore partendo dall’Hart di Formula 2. Pirelli, invece, al rientro in F1 dopo molti anni, fornì le gomme al team. Il progetto, sviluppato in tutta fretta, era sempre di Rory. Era nata la TG181, meglio conosciuta come “Flying Pig”, o Maiale Volante.

La monoposto era pesante e il motore, strutturalmente inadatto, era poco potente e poco affidabile.  Lo sviluppo terminò tre Gran Premi dopo l’inizio del Campionato. Verso fine stagione, finalmente, i piloti Henton e Warwick, riuscirono a qualificarsi e partecipare a due gare, conclusesi con un decimo posto e un ritiro.

Scuderia Toleman TG181

Un difficile adattamento

La stagione seguente vide un leggero miglioramento. Il pilota italiano Teo Fabi sostituì Henton, lo sponsor Candy caldeggiò il suo inserimento in Toleman. Byrne alleggerì la vettura. Le qualificazioni iniziarono ad arrivare con maggiore frequenza, ma il motore non era ancora affidabile. La monoposto iniziò, comunque, a progredire, tanto che nel Gran Premio di Olanda Warwick ottenne il giro veloce. Nel successivo Gran Premio di Gran Bretagna, la straordinaria rimonta dal sedicesimo posto di Warwick venne interrotta dalla rottura del semiasse, quando si trovava in seconda posizione. A fine stagione venne introdotta la più leggera TG183, in fibra di carbonio.

Nel 1983, questa vettura subì delle modifiche per adattarsi al nuovo regolamento tecnico che vedeva cambiamenti nell’aerodinamica, con l’abolizione dell’effetto suolo e delle minigonne. La “batmobile, o TG183B, caratterizzata da un enorme alettone anteriore, fu guidata dal solito Derek Warwick e da Bruno Giacomelli. Nonostante le frequenti rotture alle turbine, l’aerodinamica rivisitata e i miglioramenti al cuore firmato sempre Hart, valsero il nono posto nel Campionato Costruttori, con 10 punti grazie ai quattro piazzamenti di Warwick.

L’arrivo di Senna

Il successo dell’anno precedente, consentì alla Toleman di attrarre un nuovo pilota di belle speranze. Nel 1984, Toleman aveva sotto contratto Ayrton Senna e Johnny Cecotto. Il turbo continuava però ad essere un tallone d’Achille e, nel suo esordio nel Gran Premio del Brasile, proprio questo costrinse Senna al ritiro. Toleman decise, allora, di cambiare fornitore: passando dalle turbine Garrett alle Holset, già utilizzate dallo sponsor Iveco. I benefici furono subito visibili, Senna conquistò due sesti posti, nei Gran Premi di Sudafrica e Belgio. Nel Gran Premio di Francia esordì, finalmente, la TG184 progettata da Rory Byrne e Pat Symonds. Nel mentre i rapporti tra Toleman e Pirelli peggiorarono. Il team accusò duramente la casa italiana di essere la causa della mancata competitività della vettura. Toleman cambiò così fornitore degli pneumatici: Michelin.

Nell’indimenticabile Gran Premio di Monaco, sotto un diluvio scrosciante, Ayrton Senna mise in luce tutte le sue doti e concluse secondo alle spalle di Prost, in un finale non immune da polemiche. Il podio, ripetuto subito dopo su pista inglese, consentì ad Ayrton di ottenere un contratto con la Lotus per l’anno successivo. Sulla stessa pista il suo compagno Ceccotto, subì un grave incidente che lo costrinse a lasciare per sempre la Formula 1. Toleman lo sostituì con Stefan Johansson. Quest’ultimo insieme ad Ayrton conquistò con la Toleman il settimo posto nei Costruttori, con 16 punti.

Ayrton Senna su TG184 della Scuderia Toleman nel Gran Premio di Monaco

L’Addio di Toleman

L’annuncio dell’uscita della Michelin dalla F1 fu un cattivo presagio. La Scuderia Toleman non avendo altre possibilità, Goodyear per il limitato numero di team forniti e Pirelli per l’accusa ricevuta pochi mesi prima, iniziò il campionato ancora in ritardo per dei test con gomme Avon di Formula 3000. Lo sponsor Benetton allora rilevò la Toleman assicurandosi la fornitura di gomme Pirelli dal team Spirit che nel frattempo aveva abbandonato la Formula 1 per problemi economici. La stagione non fu facile per la Toleman, pilotata da Teo Fabi e Piercarlo Ghinzani. La squadra aveva a sua disposizione un buon telaio ma un motore poco potente. La stagione fu deludente, caratterizzata da diversi ritiri e solo un giro veloce.

Ben presto la cessione della squadra alla Benetton fu ultimata. Dopo 57 Gran Premi, 1 Pole Position, 2 giri veloci e 3 podi, nel 1985 la Toleman abbandonò la Formula 1. Dall’anno successivo il suo nome sarebbe diventato “Formula Benetton”.

L’idea folle partorita dalle menti di Ted Toleman e Alex Hawkridge aveva dato inizio a qualcosa. Dopo Senna, Byrne, altri talenti fecero parte dei team nati dalle ceneri nella Toleman. Dal 2000 la proprietà della Scuderia Benetton fu ceduta a Renault che nel 2002 tornò in Formula 1.

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