La regina del mondiale rally: Michèle Mouton

La regina del mondiale rally: Michèle Mouton

19 Dicembre 2022 0 Di Sebastiano Vanzetta

Se in F1 nessuna donna è mai arrivata al successo, non si può dire lo stesso per i rally. Ecco la storia di Michèle Mouton!

Si sa, nel motorsport le donne non hanno vita facile. Poche sono arrivate al vertice (in F1 chi ha fatto bene è stata forse solo Lella Lombardi) e molte si fermano nelle categorie di supporto.

C’è però una donna che non solo è arrivata al vertice, ma che ha vinto e non poco. Michèle Mouton, francese classe 1951, è tra le poche donne ad aver vinto gare valide per serie mondiali e nel suo sport, il rally, è una vera e propria leggenda. Scopriamo insieme la storia della donna che si è affermata in uno degli sport più maschilisti della storia, il rally.

Gli inizi

Michèle Mouton nasce il 23 giugno 1951 a Grasse, sulla riviera francese. A 14 anni comincia già a guidare la Citroen 2CV del padre, ma la passione nasce qualche anno più tardi. Nel 1972 il suo amico Jean Taibi le chiede di cimentarsi con lui nel Tour de Corse come navigatrice, e da qui nasce il suo interesse per i rally. Per dedicarsi a questo sport, Michèle lascia anche gli studi di giurisprudenza.

Nel 1973, sempre insieme a Taibi, partecipano al Rally di Monte-Carlo, a bordo di una Peugeot 304 S. Il padre della ragazza, a questo punto, le suggerì di passare dall’altro lato dell’abitacolo e diventare pilota se voleva continuare nei rally, promettendole di comprarle un’auto e dandole un anno per dimostrare le sue capacità.

Così, al volante di una Alpine A110, comincia la sua carriera da pilota di rally. Al Tour de Corse 1974, Michèle fa il suo debutto mondiale, terminando il rally in 12esima posizione e concludendo prima della sua classe. Alla fine dell’anno si laurea campione femminile francese ed europea.

Nel 1975 difende entrambi i titoli in compagnia della navigatrice Françoise Conconi e si cimenta anche nelle corse su circuito. Infatti la Mouton, nello stesso anno, partecipa alla 24 Ore di Le Mans, vincendo la categoria prototipi 2-litri con un equipaggio tutto al femminile. Assieme a lei, infatti, vi erano Christine Dacremont e Marianne Hoepfner.

Quella gara, in seguito, la ricorderà così. “Ricordo che cominciò a piovere e cominciai a passare tutti, perché avevo gomme slick. Ai box continuavano a ripetermi ‘Michèle, devi fermarti’, ma non volevo perché stavo passando tutti”.

Questi risultati le valsero una sponsorizzazione da Elf, famosa compagnia petrolifera francese. Nel 1976 corre per la prima volta al Rally di Monte-Carlo terminando 11esima, mentre al Rally di Sanremo e al Tour de Corse è costretta al ritiro in entrambe le occasioni.

Il passaggio in Fiat

Il 1977 segna il passaggio tra i grandi. Fiat, infatti, decide di mettere sotto contratto la Mouton come compagna di squadra di Jean-Claude Andruet e Markku Alén. Al volante della 131 Abarth, però, Michèle non si trova bene e definirà l’auto come “un grande camion, non una macchina”. In quell’anno corre però per Fiat solo il Tour de Corse, terminando 8a.

Nello stesso anno, al volante di una Porsche 911 Carrera vince il Rally de Espana valevole per il campionato europeo, terminando lo stesso campionato in seconda posizione dietro a Bernard Darniche.

Nel 1978 Mouton corre con una Lancia Stratos HF il Rally di Monte-Carlo, concludendo 7a, mentre con Fiat vince il Tour de France Automobile, terminando 5a al Tour de Corse, valevole per il mondiale. L’anno seguente è 2a nel campionato francese, sempre su Fiat, e corre di nuovo il Monte-Carlo e il Tour de Corse, terminando rispettivamente 7a e 5a. Ripetendo lo stesso risultato mondiale anche nel 1980.

La chiamata di Audi e l’ascesa

A fine 1980 Michèle viene chiamata da Audi per competere una stagione completa del mondiale nel 1981, opportunità che la stessa Mouton definirà poi come “un completo shock“. La prima volta su un’Audi Quattro avviene al Northern Lights Rally in Finlandia, dove essendo la vettura ancora non omologata, i tempi non furono registrati. Mouton, però, è soddisfatta della vettura anche se per lei è un po’ sottosterzante. Un comportamento che scompare una volta che il compagno Hannu Mikkola le consiglia di passare a frenare con il piede sinistro, come da tradizione rallystica finlandese.

Il primo evento WRC della Mouton su Audi è il Rally del Portogallo, dove inizia la proficua collaborazione con la navigatrice italiana Fabrizia Pons, che nel corso degli anni diverrà co-pilota anche di Ari Vatanen e Piero Liatti, terminando 4a. Al Tour de Corse vince diverse speciali prima di essere costretta al ritiro, mentre al Rally dell’Acropoli è 5a prima che i commissari squalifichino le Audi in gara. Al Rally di Finlandia termina solo 13esima con poche prove terminate in top 10, ma il suo è comunque a sua detta un buon debutto. Il giornale locale Keskisuomalainen lo decreta addirittura come “vittorioso”.

In occasione del Rally di Sanremo, Michèle fa la storia. Diventa infatti la prima donna a vincere un rally mondiale. La Mouton eredita la leadership del rally dopo che Michele Cinotto, sempre su Audi Quattro, deve ritirarsi per incidente. Al sabato sera, prima dell’ultima giornata di gara, Michèle è davanti ad Ari Vatanen di 32 secondi e ricorderà così quella notte.

Quel rally lo ricordo non solo per la vittoria, ma anche perché fu una grande lotta fino alla domenica. Fabrizia mi ricordò che avevamo avuto problemi con le pastiglie dei freni la sera precedente, e che quindi avevamo perso molto tempo. Finimmo tre giorni di gara (con uno ancora da svolgere) con 32 secondi di vantaggio su Ari Vatanen. Corremmo l’ultima speciale la notte e, tornata all’hotel, non riuscì a dormire. Arrivata alla speciale della mattina, di circa 42 km, dissi a Fabrizia “Ok, dimentichiamoci tutto, siamo alla prima speciale del rally perché uno di noi avrà un incidente”. Vatanen colpì una roccia e vincemmo il rally.

Michèle lascia tutti a bocca aperta, soprattutto i suoi rivali maschili. Vatanen, addirittura, dirà nel corso del weekend che “Non potrò, e non vorrò mai perdere contro una donna”.

All’ultimo rally del mondiale 1981, il Lombard RAC Rally in Inghilterra, dove non si potevano usare le note e i piloti correvano da soli, la Mouton è quinta prima di ritirarsi per incidente.

Il titolo sfumato

Il 1982 è forse il punto più alto della carriera della francese. A Monte-Carlo è costretta al ritiro ma in Svezia, dove non aveva mai corso, termina 5a. Al successivo Rally del Portogallo è prima, e vince poi anche il Rally dell’Acropoli e quello del Brasile. Il suo 1982 è costellato però anche da numerose sfortune. Ad esempio, sia a Monte-Carlo che in Svezia è terza prima di avere degli incidenti, e al Rally di Nuova Zelanda è prima fino a che non è costretta al ritiro per una pompa dell’olio difettosa.

Nonostante le sfortune, che la perseguitano anche in Finlandia, è 4a al Sanremo, e si presenta al Rally della Costa d’Avorio ancora in lizza per il titolo. La situazione per Mouton non è semplice, perché poco prima di partire per il rally il padre viene a mancare. Il suo ultimo desiderio è che Michèle partecipi all’evento e quindi la francese si presenta al via.

Mouton all’Acropoli 1982

Dopo la prima giornata di gara, dove la temperatura è di 30°C costanti e in macchina quasi 70°C, come ricorderà Hannu Mikkola, la Mouton è prima davanti di 8 minuti proprio su Mikkola e di mezz’ora sul rivale per il titolo Walter Röhrl, mentre dopo la seconda giornata è davanti ben un’ora e mezza sul tedesco. Al terzo giorno entrambi i piloti hanno problemi alle loro vetture, e la leadership della Mouton si restringe fino a 18 minuti su Röhrl. Con la vittoria, la Mouton accorcerebbe sul pilota della Opel a due punti di distacco in campionato, e siccome ai fini della classifica si conterebbero solo i migliori 7 risultati, alla francese basterebbe un terzo posto, anche se Röhrl dovesse vincere in Inghilterra.

Alla quarta ed ultima giornata di gara, Michèle continua ad accusare problemi alla vettura e ad uno degli ultimi controlli gara è pari tempo con Röhrl. A 600 km su 5.000 dalla fine della gara, la Mouton finisce fuoristrada cappottandosi danneggiando severamente la sua Audi Quattro. Continua per altri 5 km prima di arrendersi e consegnare la vittoria a Röhrl, che così vince il titolo mondiale. Un risultato reso meno amaro dalla delusione più grande per la perdita del padre.

A posteriori, Röhrl confesserà che avrebbe accettato di perdere il titolo nei confronti di Mikkola, ma non della Mouton. “Non perché dubito delle sue abilità come pilota, ma perché è una donna”. All ultimo rally, il Lombard RAC, la Mouton termina 2a, consegnando il titolo costruttori ad Audi. A fine anno vince il trofeo International Rally Driver of the Year di Autosport.

Ultimi anni nel WRC

Nel 1983 debuttano le cosiddette Gruppo B e Michèle Mouton si siede nuovamente al volante di un’Audi, la nuova Quattro A1. La francese, però, pur andando a podio in 3 rally, non vince nessun evento, ed è solamente 5a a fine anno. Un risultato dovuto, come l’anno precedente, a qualche sfortuna meccanica e a qualche incidente di troppo.

Nel 1984, a bordo della Quattro A2, la Mouton viene declassata ad un ruolo part-time. in Svezia è seconda mentre si ritira in Kenya, in Grecia e in Finlandia. In Inghilterra è quarta, e il secondo posto nel rally svedese rimarrà il suo ultimo podio mondiale.

Mouton al RAC 1984

Nel 1985 gli impegni nel WRC si riducono ancora di più, visto che Audi è impegnata più sullo sviluppo di una vettura in grado di competere con la Peugeot 205 Turbo 16 che sul correre nel mondiale. L’unico evento è quello in Costa d’Avorio, dove però si ritira spontaneamente, probabilmente per evitare la squalifica per presunte irregolarità da parte di Audi, forse rea di aver scambiato l’auto della Mouton con qualche problema con la Chase Car che la seguiva per eventuale assistenza.

Nonostante l’anno non bellissimo, la Mouton vince la Pikes Peak su Audi Sport Quattro, abbassando di 12 secondi il record di Al Unser del 1982. La vittoria irrita qualche pilota maschio, tra tutti Bobby Unser, al quale la Mouton replica “Se hai le palle puoi provare a gareggiare con me in giù”. Infatti la Pikes Peak è una famosa cronoscalata americana in salita.

Mouton alla Pikes Peak del 1985

A fine 1985 Mouton non rinnova con Audi e per il 1986 firma con Peugeot per correre due rally mondiali e il campionato tedesco. Michèle compete a Monte-Carlo e al Tour de Corse, ritirandosi in entrambi i rally. In Corsica è terza prima di ritirarsi per problemi al cambio e, il giorno dopo, Henri Toivonen esce di strada con la sua Lancia Delta S4, perdendo la vita. La Mouton confesserà in seguito al suo ragazzo che “Se fermano le Gruppo B ora, è la mia fine”. E infatti, il Tour de Corse sarà l’ultima comparsata mondiale per la francese, che a fine anno annuncia il ritiro dai rally, dopo aver vinto il titolo tedesco.

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