L’ultimo atto di Capitan Zero: Il Gran Premio del Belgio 1998

L’ultimo atto di Capitan Zero: Il Gran Premio del Belgio 1998

29 Dicembre 2022 0 Di Tommaso Pelizza

Spa 1998, l’ultimo atto di Capitan Zero, che conquista la sua ultima vittoria in F1 in una gara non come tutte le altre. Questa è la storia del Gran Premio del Belgio 1998.

Belgio 1998, una di quelle gare degli anni ’90 da vedere e rivedere durante la pausa invernale (o, se si preferisce, anche nella pausa estiva). Sicuramente non una gara come tutte le altre, caratterizzata dall’iconica carambola in partenza che coinvolge 13 piloti e dall’incidente tra Schumacher e Coulthard, che porta Michael quasi a venire alle mani con l’anglo-scozzese.

La gara del 30 Agosto del 1998 però, è anche l’ultimo atto della carriera di Capitan Zero: Damon Hill. Il pilota inglese, infatti, va a conquistare la sua ultima vittoria in carriera in Formula 1 a bordo della Jordan, che non solo ottiene la prima vittoria in F1, ma anche una doppietta iconica.
Mettetevi comodi, questa è la storia del GP di Spa 1998.

Un breve preludio

Prima di partire col racconto però è doveroso fare un breve preludio d’introduzione: come arriva Damon in Belgio?

Hill arriva al gran premio di Spa da 9° in classifica generale, il 1998 per lui rappresenta un ritorno nelle posizioni di rilievo, dopo un ’97 in cui ha lottato nelle retrovie guidando per la più che modesta Arrows.

Damon Hill a bordo della Arrows

Nel 1997, però, Damon ha un improvviso lampo; infatti all’Hungaroring si qualifica 2°, mentre alla Domenica arriva ad un passo dalla vittoria, che un avverso destino gli priva all’ultimo giro a causa di un problema idraulico alla monoposto. L’inglese arriva comunque 2°, ma con l’amarezza di aver perso la vittoria a causa di una sfortunata coincidenza.

Il podio dell'Ungheria 1997

Nel 1998 l’ex compagno di squadra Alain Prost si fa avanti offrendo diverse avances a Damon, nella speranza che vada ad accettare un posto proprio alla Prost Grand Prix, ma Hill rifiuta l’offerta. Successivamente arriva la chiamata di Eddie Jordan, che offre un sedile al campione del mondo 1996 al fianco di Ralf Schumacher, il fratello di Michael, reduce da un ottimo anno da rookie.

La vettura non si dimostra molto veloce nella prima parte della stagione, poi però diversi aggiornamenti arrivati in Canada la trasformano letteralmente, e nonostante un’affidabilità ballerina la Jordan 198 comincia a lottare per le posizioni di punta.

Detto questo, passiamo al racconto del weekend.

Spa 1998: la partenza e la carambola iniziale

Il sabato delle Ardenne vede in pole uno strepitoso Mika Hakkinen, in lotta per il mondiale assieme ad uno Schumacher in gran rispolvero. Dietro di lui il compagno di squadra Coulthard, che va così a formare una prima fila completamente monopolizzata dalle frecce d’argento dell’epoca.

Apre la seconda fila proprio la Jordan di Damon Hill, che stampa un ottimo 3° tempo davanti alla Ferrari del Kaiser, che si deve accontentare della quarta piazza.

La Domenica è mitigata dalla pioggia, che sarà presente per tutta la gara.

In partenza Hakkinen mantiene la leadership, mentre Villeneuve ha uno scatto fulmineo e si porta in seconda posizione superando sia Schumacher, che Coulthard all’esterno della Source.

In uscita di curva però, Coulthard va in aquaplaning, andando a sbattere contro le barriere dei vecchi box e girandosi. David va involontariamente a causare l’iconica carambola che tutti conosciamo; in mezzo alla pista ci sono solo rottami e macchine andate in pezzi, i piloti coinvolti sono ben 13: Coulthard, Irvine, Wurz, Nakano, Rosset, Trulli, Panis, Verstappen, Barrichello, Salo e Tora Takagi, Johnny Herbert e Diniz.
Viene ovviamente esposta la bandiera rossa.

Le immagini scattate subito dopo l’incidente

Barrichello, Salo, Panis e Rosset non riescono a ripartire, mentre tutti gli altri coinvolti rientrano in gara con la mule car.

La ripartenza e l’incidente tra Coulthard e Schumacher

Alla ripartenza entrambe le McLaren scattano male, e ciò consente ad Hill di salire al comando. Hakkinen si tocca con Schumacher in curva 1, va in testacoda e viene colpito dalla Sauber di Herbert; entrambi sono quindi costretti ad abbandonare la gara. Coulthard viene poi colpito da Wurz, che finisce in ghiaia assieme alla McLaren dello scozzese, e viene quindi chiamata in pista la safety car. Wurz conclude in quegli attimi la propria corsa, mentre Coulthard rientra in pista ultimo.

Alla terza tornata la safety car rientra ai box, ed Hill conduce la ripartenza. Nel giro successivo però, Schumacher va all’attacco alla Bus Stop, passando la Jordan ed iniziando ad imporre un ritmo pazzesco, che lo porta a mettere tra se e l’inglese un distacco di 5 secondi in un solo giro. Il tedesco in poche tornate continua ad alzare il proprio distacco, che si porta sui 20 secondi.

Al 26° giro, il Kaiser si trova comodamente in prima posizione, davanti a lui c’è la McLaren di Coulthard, che è doppiato. A Pouhon, David rallenta e dietro di lui si palesa una grossissima nube d’acqua; Schumi tampona lo scozzese e danneggia la sospensione destra; per lui la gara finisce qui, ed appena scende dalla monoposto è una furia. Va verso il box McLaren con una tale rabbia in corpo, che lo porta ad urlare a Coulthard: “Volevi uccidermi?“.

Michael viene trattenuto dai meccanici della McLaren e poi portato via da Domenicali e Jean Todt. La giornata nera della Ferrari si conclude poi con Irvine che va a sbattere ritriandosi alla contesa.

Coulthard e Schumacher tornano ai box

Il resto della gara

Con Schumacher out, Hill ritorna a condurre le operazioni, e dietro di lui c’è il compagno di squadra Ralf Schumacher. Nel frattempo la vettura di sicurezza viene richiamata in pista a causa di un tamponamento rovinoso fra Fisichella e la Minardi di Nakano. Durante il periodo di safety car tutti i piloti rimasti in gara rientrano ai box per effettuare la seconda sosta.

Alla ripartenza l’ordine di classifica è il seguente: Hill, Ralf Schumacher, Alesi, Frentzen, Diniz, Trulli, Coulthard e Nakano, rientrati in pista dopo le riparazioni.

Damon Hill conduce il Gran Premio del Belgio

Durante il prosieguo della gara, la Jordan ordina a Ralf di non attaccare Hill, così da non prendere rischio alcuno e conquistare una doppietta che sarebbe storica per il team.

Damon quindi arriva sotto la bandiera a scacchi, e si porta a casa il Gran Premio del Belgio, è la prima vittoria nella storia per il team Jordan, che si abbandona a dei meritatissimi festeggiamenti. Per loro clamorosa e storica doppietta, con Alesi che sale sul gradino più basso del podio.

Hill festeggia la vittoria sul podio assieme al compagno di squadra ed Alesi
Il podio del GP di Spa 1998

Se la vittoria di Spa da un lato è solo l’inizio di un ottimo avvenire, dall’altro si conclude l’ultimo atto della carriera di Capitan Zero. Spallucce, giravolta, sipario ed applausi.

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