Domenicali Ben Sulayem Patto della Concordia

Cosa sta succedendo tra FIA e F1 e cos’è la clausola Don King

Negli ultimi mesi i molti punti di scontro, più che di incontro, tra F1 e FIA hanno causato numerose polemiche e interessato tante personalità. Ma come si è giunti a questo e quali sono i recenti sviluppi?

Il 2022 è stato testimone di una serie di polemiche molto accese riguardo l’operato della FIA.

Con ancora gli strascichi del finale 2021, che gravavano sulla nuova stagione, gli episodi che hanno suscitato discussioni non sono scarseggiati, tra mancate bandiere, mezzi pesanti in pista e cambiamenti di regolamento in corso.

Tutto ciò ha causato diverbi ma nulla più. Da qualche tempo a questa parte sembra però che la situazione stia invece sfuggendo di mano. I rapporti tra F1 Liberty Media e FIA sono sempre più tesi.

L’ingresso di Andretti sostenuto dalla FIA

Galeotto fu il progetto di entrata nella F1 elaborato da Andretti-Cadillac. L’americano, dopo aver pazientato per anni, sembra passato all’attacco schierando al suo fianco la General Motors. La FIA sembrerebbe interessata ad ampliare il numero di squadre nonché favorevole ad una nuova scuderia americana. Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem ha incoraggiato l’arrivo di nuove scuderie.

“Possiamo aggiungere altre due squadre. Questo è quello che dicono le regole. Se fossero credibili e facessero sul serio, allora dovremmo far entrare nuovi team.

“Dobbiamo aprire la porta a candidati seri. Ciò potrebbe attirare altre parti interessate.

“Come diavolo potremmo dire di no a qualcuno come GM?” ha detto Ben Sulayem.

Questo genere di ragionamenti ha però attirato il malumore delle squadre attualmente partecipanti che non vorrebbero altri team in F1, per motivi di “avidità”, secondo Andretti.

In base al precedente Patto della Concordia, infatti, solo le prime 10 squadre del campionato guadagnavano un premio in denaro a fine stagione. Ciò ha causato, ad esempio, l’uscita della Marussia divenuta undicesima dopo l’arrivo della Haas. Il nuovo Patto della Concordia del 2021, valevole fino al 2025, prevede che il montepremi, invece, sia diviso tra tutte le squadre partecipanti. Con l’ingresso di Andretti andrebbe condiviso tra undici squadre.

La risposta della F1

Nei giorni scorsi in molti si sono espressi sul tema. Il team principal Mercedes ha rivisto la sua posizione, inizialmente contraria, relativa all’ingresso di un’undicesima squadra. Secondo Toto Wolff tutto il movimento della F1 accetterebbe di buon grado l’arrivo di un nuovo team desideroso di fare investimenti e in grado di garantire maggiori guadagni per Liberty Media.

In caso contrario le squadre preferirebbero non dover condividere le proprie entrate. L’opinione di queste è ben sintetizzata nelle parole di Günther Steiner: “È meglio avere 10 squadre molto stabili che rischiare di non avere guadagni e avere qualcuno in più con cui dividere i soldi”.

La F1, dal canto suo, ha rilasciato una secca dichiarazione nei confronti della Federazione, ricordando che “qualsiasi richiesta di nuovo concorrente richiede l’accordo sia della F1 che della FIA”.

Ben Sulayem, ricorrendo ai canali social, si è mostrato sorpreso dal respingimento della F1.

“La FIA ha accettato le iscrizioni di organizzazioni più piccole e di successo negli ultimi anni. Dovremmo incoraggiare le potenziali proposte di F1 di produttori globali come GM e piloti purosangue come Andretti e altri. L’interesse delle squadre nei mercati in crescita aggiunge diversità e amplia l’appeal della F1”, ha detto il Presidente della FIA.

Cosa sta succedendo tra FIA e F1 e cos’è la clausola Don King

Per la FIA l’ingresso di Andretti rappresenterebbe una grande opportunità di crescita per la F1, anche considerando il numero sempre maggiore, il prossimo anno saranno tre, di gare in America.

Nonostante le motivazioni siano valide su entrambi i fronti, non si può certo non notare il cambio di passo effettuato dalla Federazione da un anno a questa parte. Con l’arrivo di Ben Sulayem molte sono state le novità nel modo di comunicare e agire.

La recente ristrutturazione dei dipartimenti FIA, la precedente elezione del primo CEO nella storia della Federazione, organizzazione no profit, e ora lo spingere per l’ingresso di GM, pongono la FIA in un’ottica sempre più commerciale orientata alla ricerca di consensi e appoggio.

Il tweet di Ben Sulayem

In questa situazione di tensione l’ultimo tweet del Presidente della FIA non ha fatto che alimentare la discordia tra le due parti. Secondo un articolo di Bloomberg il fondo sovrano dell’Arabia Saudita aveva presentato una proposta di acquisto per la F1 a Liberty Media, non accettata dai capi della F1.

Ben Sulayem ha discusso, apertamente sui social media, l’offerta d’acquisto fallita.

“In qualità di custode del motorsport, la FIA, in quanto organizzazione senza scopo di lucro, è cauta riguardo ai presunti prezzi gonfiati di $ 20 miliardi imposti alla F1”, ha scritto l’ex pilota di rally degli Emirati.

“Si consiglia a qualsiasi potenziale acquirente di applicare il buon senso, considerare il bene superiore dello sport e presentare un piano chiaro e sostenibile, non solo un sacco di soldi.

“È nostro dovere considerare quale sarà l’impatto futuro per i promotori in termini di aumento delle tariffe di hosting e altri costi commerciali e qualsiasi impatto negativo che potrebbe avere sui fan”.

Questa dichiarazione del presidente FIA è stata vista come pestata di piedi dalla F1, oltre che una questione legale e contrattuale. La FOM, infatti, grazie all’accordo dei 100 anni, detiene i diritti commerciali della F1. Le osservazioni del Presidente FIA su quale sia il valore appropriato vanno a scapito della società dal punto di vista commerciale. Inoltre, la F1 ha voluto ribadire che la FIA non ha potere nel decidere a chi vendere.

La “clausola Don King”

Ultimo capitolo degli ormai consecutivi colpi di fioretto che le due parti si stanno scambiando da un po’, è la recente risposta della FIA. Secondo la Federazione, contrariamente a quanto sostenuto da Liberty Media, essa detiene eccome il potere di decidere l’acquirente della F1.

Ciò è reso possibile da una clausola che sembrerebbe consentire alla Federazione l’ultima parola sul possibile compratore.

«Se i diritti venissero venduti, entrerebbe in vigore la cosiddetta “clausola Don King”. La clausola speciale del contratto prende il nome da un leggendario promotore di boxe e conferisce sempre alla FIA il diritto di veto in caso di possibile cambio di proprietà.

Ben Sulayem ha chiarito: “Il campionato è nostro, lo abbiamo solo affittato.

“Finora ci sono solo voci su una possibile vendita. Ma la FIA dovrebbe avere voce in capitolo ed essere in grado di offrire consigli”.

La battaglia tra FIA e F1 è più accesa che mai.

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