La carriera di François Hesnault in F1 sbocciò e sfiorì in un tempo brevissimo, ma il suo ultimo Gran Premio entrò nella storia di questo sport.
François Hesnault era un ragazzo di buona famiglia, nato a Neuilly-sur-Seine in Francia ed erede di un’azienda di trasporti con importanti contratti governativi. Dopo aver completato il servizio militare come ufficiale in un reggimento di paracadutisti in Africa Occidentale, iniziò a dedicarsi alle corse automobilistiche.
Nel 1980 debuttò nella Formula Renault e l’anno seguente concluse il Campionato in terza posizione. Si ripeté nel risultato anche nel 1982 al volante Martini-Alfa Romeo, nella F3 francese. L’anno seguente Hesnault partecipò nuovamente alla categoria francese, chiudendo, questa volta, al secondo posto, ma corse anche nel Campionato europeo dove conquistò un secondo gradino sul podio di Magny Cours.
Hesnault in Formula 1
Dopo queste sole apparizioni, il pilota francese venne ingaggiato dalla Ligier per gareggiare nella stagione 1984 di Formula 1. Hesnault venne messo alla guida della vettura motorizzata Renault, senza avere nemmeno ottenuto la Superlicenza, certamente aiutato dal supporto della compagnia governativa francese Antar, parte dell’impero Elf. In Ligier ebbe come compagno di squadra Andrea De Cesaris. Dopo alcuni ritiri e un decimo posto al Gran Premio di Sudafrica, in Francia Hesnault decise di non partire. In realtà la scelta non fu sua ma della squadra che volle consentire a De Cesaris, non qualificato per irregolarità alla vettura, di prendere parte al GP, sfavorendo il malcapitato Hesnault. Nonostante l’inesperienza Hesnault si qualificò sempre quell’anno ma i ritiri furono troppi. Concluse la gara solo in cinque occasioni, ottenendo il migliore risultato a Zandvoort, dove colse un settimo posto.
Archiviò la stagione senza aver totalizzato alcun punto e non venne confermato dalla Ligier.
L’anno seguente grazie alla sua ricca valigia, colse l’occasione in Brabham-BMW, per correre col fresco bicampione Nelson Piquet. I testa-coda e le uscite di pista, in gara come in prova, non permisero ad Hesnault di concludere nessun Gran Premio in Brabham. La sua vettura, inoltre, non era mai messa a punto come quella dello scomodo compagno.
Al Paul Ricard, durante dei test privati, ebbe un bruttissimo incidente, a cui sopravvisse per miracolo e che lo spinse ad abbandonare la Formula 1. Dopo solo quattro gare in Brabham, Hesnault venne perciò sostituito dal più esperto Marc Surer, 33 anni, 65 gran premi disputati.
Il caso volle che quella in Brabham non fosse però la sua ultima apparizione in F1.
La prima camera car e l’ultima terza vettura iscritta
Quello stesso anno la Renault, squadra costruttrice di Formula 1, aveva preso una decisione: schierare una terza macchina rispetto a quelle già presenti in griglia. Accanto alla numero 15 di Tambay e alla 16 di Warwick comparve la numero 14. Il numero riportato sulla livrea era bianco, non colorato come gli altri due.
A quel tempo le scuderie potevano schierare fino a due monoposto effettive, ma la Formula 1 accettò la richiesta della Renault. La numero 14, avrebbe potuto partecipare ma sarebbe stata una vettura “fantasma”. Questa, insomma, non avrebbe totalizzato punti né nella classifica Piloti né in quella Costruttori.
Ma allora perché la Renault scelse di buttare via così i propri soldi?
Il caso volle che venisse scelto proprio l’ormai disoccupato Hesnault per quella prova. Al Gran Premio di Germania, sulla pista del Nurburgring, il giovane vide la sua vettura equipaggiata con la prima camera car nella storia della F1. Hesnault, partito ventitreesimo, riprese in diretta una gara di Formula 1 dalla sua stessa vettura. L’esperienza durò poco, dopo soli otto passaggi la monoposto fu costretta al ritiro, ma ormai la storia era fatta.

Nessuno poteva immaginare che negli anni quel primo esperimento di ripresa on-board in diretta avrebbe visto un’evoluzione sbalorditiva. Quel giorno avrebbe cambiato per sempre il modo per seguire le corse: da quelle prime riprese con una telecamera pesante e sgraziata appesa sul lato della monoposto fino ad arrivare alla modernissima helmet camera.
Per un caso fortuito l’ultima apparizione di Hesnault in F1 non marcherà solo la fine della breve carriera del pilota francese, ma scriverà un altro pezzo di storia di questo sport. La Renault RE60 con il numero 14 guidata da Hesnault sarà l’ultima terza vettura schierata da una squadra in F1.

