F1 2021

Come si stanno evolvendo i test in galleria del vento?

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Con l’introduzione di nuovi materiali, i team stanno trovando soluzioni per avere una maggiore efficienza nei test in galleria del vento.

Negli ultimi anni, le regole della FIA stanno diventando sempre più stringenti nella ricerca delle varie scuderie. L’ammontare di ore di test nelle varie gallerie del vento sta pian piano diminuendo e i team non possono provare i modelli alle velocità desiderate, rendendo così gli sviluppi più complicati.

Nei primi sei mesi della stagione 2024, Red Bull, Campione Costruttori in carica, potrà contare su poco più di 600 ore nel wind tunnel, mentre Haas potrà sfruttarne quasi il doppio. Mercedes e Ferrari invece, rispettivamente seconda e terza classificata nei Costruttori, avranno a diposizione 720 e 768 ore di test.

Le nuove regole della Federazione inoltre impongono dei limiti anche alla grandezza dei modelli da usare in galleria del vento, che ora non saranno più grandi del 40% della vettura reale da portare in pista. Tutto ciò porta le squadre a dover elaborare software sempre più all’avanguardia per monitorare un numero sempre maggiore di funzioni e dati.

I problemi che l’effetto suolo ha portato nei vari test

Con l’introduzione delle vetture a effetto suolo dalla stagione 2022 però, qualcosa è cambiato nello sviluppo aerodinamico: se il modello è fermo rispetto al flusso d’aria che arriva dal ventilatore, le ruote si muovono sul tappeto mobile alla stessa velocità dell’aria del tunnel. Tutte le gallerie sono inoltre dotate di un tappeto metallico che simula anche il comportamento dell’auto nel sottoscocca.

Il fondo di una F1 ad effetto suolo

L’effetto suolo però ha portato con sé un grandissimo problema: il porpoising, quel fastidioso sbalzo continuo in verticale della vettura dovuto alle predite di carico aerodinamico nel fondo della vettura. Oltre a questo, gli ingegneri delle varie squadre vogliono trovare il limite di altezza della vettura rispetto al tappeto mobile per produrre la massima spinta verticale, riducendo così il drag aerodinamico.

Ciò porta dei rischi, perchè il minimo contatto del modellino sul tappeto mobile durante i test in galleria del vento può rompere dei pezzi importantissimi, rallentando drasticamente gli sviluppi delle scuderie. Inoltre si stanno testando i comportamenti della vettura in fase di virata, ma il tappeto mobile in metallo produce un fortissimo degrado delle gomme che Pirelli mette a disposizione. Per rendere l’idea, gli pneumatici usati in galleria del vento sono gli stessi che il fornitore italiano regala al pole sitter del weekend.

Le innovazioni dei team per contrastare le problematiche

Red Bull dovrebbe aver ammodernato il tappeto della galleria di Milton Keynes con uno strato di gomma, riducendo il degrado gomma quando la vettura è in virata ed evitando danni al fondo del modello quando questo va a “spanciare” sul tappeto mobile.

wind tunnel Red Bull a milton keynes

L’idea del team ingegneristico seguito da Pierre Waché è stata seguita a ruota anche dalle altre scuderie, portandole ad avere un importante vantaggio in termini di sviluppo.

McLaren su tutti è la dimostrazione che una galleria del vento propria è sinonimo di sviluppi efficienti, dato che la squadra di Woking era ospite di Toyota a Colonia prima dell’inaugurazione del suo wind tunnel nel corso della stagione 2023. L’arrivo della nuova galleria è direttamente responsabile dell’esplosione prestazionale del team papaya, che ha risalito la classifica Costruttori fino al quarto posto finale.

Si pensa che il tappeto mobile di McLaren possa essere stato realizzato con dei materiali sofisticati, permettendo agli ingegneri di testare il modello ad altezze da terra minime evitando allo stesso tempo violente rotture. Una nuova frontiera dello sviluppo aerodinamico se questo fosse confermato, portando così il campo di indagine ad allargarsi esponenzialmente.

Nessuno vuole stare a guardare

Le altre squadre però non stanno di certo a guardare le innovazioni in arrivo, preparando una controffensiva degna del loro livello.

Aston Martin in un paio di mesi dovrebbe completare la nuova factory e iniziare a farla funzionare a regime, ma tutto avrà effetto dalla stagione 2025. A Maranello invece, i tecnici Ferrari, intervistati sull’argomento, non hanno voluto rispondere, ma i loro sorrisi maliziosi sono un segno di possibili innovazioni in arrivo per lo sviluppo del Progetto 676.

Galleria del vento ferrari

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