Prima un podcast e ora una rubrica, Wednesday WEC è il mondo dell’endurance sempre a portata di mano: analisi, news e opinioni. Seguiteci!
Forse alcuni di voi lo seguivano come podcast, ed ora, con l’inizio della stagione 2024 del FIA World Endurance Championship, Wednesday WEC si trasforma in una rubrica settimanale, che avrà l’onere e l’onore di mantenervi sempre informati su tutte le notizie che gravitano attorno al Mondiale endurance.
Campionato, quello del 2024, che si è aperto con le migliori premesse possibili: 37 vetture divise in 18 LMGT3 e, soprattutto, 19 Hypercar, per uno spettacolo tutto da vivere.
Anno da record
Una tale schiera di vetture nella massima serie endurance, ma specialmente una tale varietà di grandi Marchi automobilistici mondiali, ben 14, rappresentano un record assoluto per il WEC, che consolida così il suo stato di grazia e di crescita.
Non è un caso, infatti, che per la prima volta da tempo immemore la serie endurance per eccellenza sia tornata ad essere talmente appetibile e ricca di spettacolo da avvicinare tanto i giovani quanto il pubblico che mai, prima d’ora, si era interessato alle corse di durata.
Il merito di tale ascesa va sicuramente a FIA e ACO per aver lavorato costantemente sul miglioramento e sull’aumento della competitività all’interno del WEC, arricchita di Marchi prestigiosi e di piloti blasonati, vedasi ad esempio Button, ma anche da giovani di grande talento come Ilott, Schumacher e moltissimi altri.
In Italia, gran parte del successo che sta investendo il World Endurance Championship, è ovviamente dovuto all’ “effetto Ferrari”, ovvero all’ingresso nel circus della Casa sportiva per eccellenza, che dopo il debutto dello scorso anno condito dalla storica vittoria alla 24h di Le Mans, potrà battagliare ancor più intensamente con rivali dai nomi altisonanti grazie anche al nuovo ingresso di Alpine, Lamborghini, BMW e Isotta Fraschini che si uniranno alle già presenti Peugeot, Toyota e Porsche.

Addio GTE Am, benvenute GT3
Per la prima volta nella storia del Mondiale endurance, inoltre, da questa stagione si trovano solo due categorie, in quanto la tanto amata LMP2 ha lasciato spazio al sempre più crescente numero di vetture in categoria GT.
La “dipartita” delle LMGTE Am, ha lasciato spazio alla nuovissima LMGT3 che vede la presenza di ben 8 Costruttori, ovvero Ferrari, Porsche, Corvette, Lamborghini, Lexus, Aston Martin, McLaren e Ford.
Probabilmente, chiunque si ritrovi a leggere questa rubrica, conoscerà almeno la maggior parte di quanto citato sopra, doveroso, tuttavia, ai fini di un’introduzione anche ai neofiti o a chi si sta avvicinando a questa serie per la prima volta.
Non perdiamo però altro tempo e iniziamo subito parlando della prima gara di questa stagione 2024.
1812 Km del Qatar, l’inizio del FIA WEC 2024
Finalmente, dopo mesi di attesa, in concomitanza con l’inizio della stagione di Formula 1, anche il FIA World Endurance Championship è tornato a far sentire i propri motori, in occasione della 1812 Km del Qatar.
Partiamo con una piccola curiosità, in quanto la scelta del numero di chilometri da percorrere non è stata casuale, bensì i 1812 Km fanno riferimento alla Festa Nazionale del Qatar che si celebra per l’appunto il 18/12, data in cui, nel lontano 1878, lo sceicco Jassim bin Mohamed al-Thani unificò lo stato.
La gara, della durata di 10 ore, è stata un terreno di prova molto dura per i 37 equipaggi e per le vetture, molte delle quali completamente nuove, che hanno dovuto fare i conti con condizioni estremamente variabili durante la durata della corsa.
Si è partiti, infatti, in pieno giorno e con condizioni di luce e caldo che via via hanno lasciato spazio al clima più mite e all’oscurità della notte.
Tale mutevolezza delle condizioni, ha causato ovvie ripercussioni anche sulle condizioni dell’asfalto e del conseguente comportamento delle vetture, che hanno infatti dovuto fare inevitabilmente i conti anche con le diverse temperature a freni e pneumatici, nonché con il raffreddamento delle componenti meccaniche.
Gara inaugurale che, di fatto, ha un po’ sconvolto quanto ci si aspettava alla vigilia del prologo andato in scena lunedì e martedì, ma che ha confermato proprio quanto visto in pista in quell’occasione.
Partiamo quindi con l’analisi della gara, iniziando dalle Hypercar.

Hypercar: bello spettacolo, ma questo BoP…
19 vetture fra le più potenti che un circuito possa ospitare, 8 diversi marchi automobilistici tra i più conosciuti al mondo e 57 piloti (tre per ogni vettura) pronti a darsi battaglia in 10 ore di gara: gli ingredienti per la stagione 2024.
Tutto vero, se non fosse per un piccolo particolare: il Balance of Performance.
Balance of Performance: urge una soluzione
Il BoP, divenuto ormai un fulcro importantissimo nelle dinamiche del FIA WEC, è sempre più criticato dai tifosi di ogni paese e, se la situazione rimarrà questa, a ragion veduta.
Malgrado, andando controcorrente, io sia un fervido sostenitore del BoP per tutta una serie di ragioni come soprattutto quella economica, non posso che ammettere il grande squilibrio che tale organo regolatore porti di gara in gara, favorendo taluni tanto quanto sfavorendone altri.
Pare infatti che, nonostante FIA e ACO abbiano apportato costanti modifiche al BoP, non si riesca proprio a trovare la quadra a quest’ultimo, con la conseguenza di sbilanciare sempre le forze in gioco.
Come se non bastassero le continue diatribe Toyota-Ferrari della passata stagione, la gara inauguarle del 2024 ha chiaramente mostrato tale fattore, esaltando le Porsche e chiamando, di fatto, fuori dalla bagarre le protagoniste della scorsa stagione.
BoP che quindi, come sempre, andrà rivisto, con la speranza che si possa finalmente trovare la quadra, oppure trovare una soluzione alternativa al problema, senza necessariamente dover tornare alla “formula LMP1” facendo sprofondare l’endurance nel baratro.
Ma ora lasciamoci alle spalle la polemica e concentriamoci sull’analisi gara.
Una Porsche piglia tutto torna a vincere nel WEC
Partiamo, ovviamente, da Porsche, che complice “l’harakiri” Peugeot, è stata in grado di piazzare tre vetture sul podio, dimostrandosi assoluta dominatrice di questo primo impegno nel FIA WEC.
Confermando l’ottimo passo messo in mostra fin dal prologo e proseguito poi nelle prove libere, le 963 ufficiali e le due vetture oro dell’Hertz Team Jota hanno monopolizzato l’attenzione, venendo impensierite solo dalle sorprendenti Peugeot 9X8.
Trionfo a tutto tondo per la #6 che dopo aver lasciato sfogare brevemente la solita ottima Ferrari in partenza e la #93 della Casa del Leone, si è presa la testa della classifica senza mai più abbandonarla, se non in occasione dei pit stop.
BoP che ha aiutato, certo, ma dal canto loro le vetture di Weissach non sono mai incappate in problemi tecnici (se non sulla #38 privata), né tantomeno in errori da parte degli equipaggi, che hanno così potuto tornare alla vittoria che nel Mondiale endurance mancava da Austin 2017 (dove a vincere fu la 919 Hybrid).

Peugeot: serve un’ala per tornare a volare
Beffa enorme per Peugeot, con la #93 che dopo essere partita benissimo strappando la testa della corsa alla Ferrari #50, mostra un ritmo invidiabile salvo poi dover cedere il primo posto alla Porsche vittoriosa.
9X8 che mantiene il secondo posto fino all’ultimo giro, quando con un colpo di scena degno del cinema hollywoodiano si ammutolisce.
Vergne, al volante in quel momento, riesce a spingere la vettura fino al traguardo, per poi vedersi squalificato a causa del mancato rientro al parco chiuso.
La causa dello spegnimento è tanto semplice quanto assurda: niente benzina.
Probabilmente, durante l’ultimo “splash and go” (ovvero l’ultimo pit stop breve), non è stato immesso il giusto quantitativo di carburante, che ha così beffato la #93 fino a quel momento impeccabile.
Peccato, perché un podio avrebbe fatto bene al morale del team, che complice il testacoda iniziale della #94 poi incappata in problemi che l’hanno relegata a fondo classifica, chiude l’esperienza 9X8 con l’ennesima delusione.
Dalla prossima gara, la Casa del Leone porterà in pista una “versione evo” della vettura, che dovrebbe avere anche il fantomatico alettone posteriore, con la speranza che possa riportare la casa transalpina nelle posizioni che meriterebbe.
Caos Peugeot, come detto, e a ringraziare sono state la #12 dell’Hertz Team Jota, seconda, e la seconda 963 di Porsche Penske, la #5.
Bene Cadillac, male Ferrari e Toyota
Grande ripartenza di Cadillac, che dopo il contatto con la #94 in curva 1 e la conseguente sostituzione del muso, rimonta splendidamente fino alla quarta piazza finale.
Giornata nera per Ferrari, che malgrado la partenza a razzo della #50, mantiene quanto mostrato in prova, non riuscendo mai a reggere il ritmo delle Porsche (circa 6 decimi al giro più veloci in ogni circostanza) e pagando un rapporto peso/potenza compromesso dal BoP.
Gara opposta alle vetture di Stoccarda anche sul fronte errori, tuttavia, in quanto le 499P hanno commesso svariate disattenzioni, costate poi sanzioni in pista.
Sfortunatissima, oltre che distratta (follia la chiusura verso il muretto di Calado ai danni della Porsche di Proton sul finale), la #51, che in occasione di un doppiaggio viene toccata da una McLaren GT3 che le stacca completamente il gruppo dell’alettone posteriore.
Alla fine, l’unica Ferrari esente da sanzioni è quella privata di AF Corse che si piazza al quinto posto; solo settima e tredicesima (contando la squalifica alla Peugeot #93) le due vetture ufficiali.
Non meglio nemmeno Toyota, super penalizzata da un peso eccessivo volto a romperne l’egemonia che costringe la #7 a un sesto posto sudato, con la #8 solo nona.

Esordi WEC: c’è chi sorride
Buona performance d’apertura per Alpine, che riesce a piazzare la #35 all’ottavo posto ottenendo subito i primi punti, mentre la #36 chiude al dodicesimo posto.
Chiude la Top10 la Porsche di Proton Competition mentre appena fuori dai punti si posiziona la BMW #20, con la vettura gemella in quindicesima piazza.
Esordio difficile, ma anche molto utile per raccogliere dati preziosi, quello di Lamborghini, che chiude solo quattordicesima a 5 tornate di distacco dalla vettura vincitrice.
L’equipaggio della SC63 ha fin da subito ammesso di non ricercare la velocità, bensì di porsi come primo obiettivo quello di conoscere la categoria e i punti di forza del prototipo; nota di merito per l’affidabilità.
Guasto per la Porsche 963 #38 dell’Hertz Team Jota, che nonostante un buon ritmo che l’ha più volte messa in condizione di lottare per il podio, deve arrendersi nelle battute conclusive dell’evento.
Non riesce invece a concludere la sua prima gara la vettura di Isotta Fraschini, che deve fare i conti con un problema alla sospensione anteriore che ne causa il ritiro dopo 157 tornate, nonostante un ritmo non così lontano dai team più blasonati; teniamola d’occhio.

GT3: una piacevole sorpresa
Apriamo la nostra analisi parlando delle nuovissime vetture GT3, che hanno saputo sorprenderci e regalarci svariati duelli in pista.
Auto nuove, molti team nuovi, ma spettacolo all’altezza della “vecchia” LMGTE Am.
Tanti duelli, ma vince ancora Porsche
A trionfare, ca va sans dire, è stata la Porsche 911 GT3-R 992 #92 preparata dalla Manthey Pure Rxcing, coronando un “piglia tutto” della Casa di Stoccarda.
Per dare un’idea della prestazione della vettura tedesca condotta da Bachler/Sturm/Malykhin, basta dire che nell’arco delle 10 ore di gara ha doppiato tutte le vetture inseguitrici con la sola eccezione dell’Aston Martin #27 di Heart of Racing, passata a ridosso della settima ora e seconda al traguardo dopo una piccola sbavatura che le è costata i sogni di gloria.
Con una strategia impeccabile, invece, è stata la seconda Aston Martin, quella della D’Station Racing #777 a soffiare il podio dalle mani della BMW M4 #46 del “nostro” Valentino Rossi, autore di una gara assolutamente ineccepibile.
Il “Dottore”, alla sua prima corsa nel WEC, non ha infatti commesso alcun errore ed ha mantenuto il ritmo del compagno Ahmad Al Harthy, ormai veterano della serie.
Bene anche la seconda BMW, la #31, che dopo aver mantenuto a lungo la Top5, è stata costretta a cedere il quinto posto alla Ferrari 296 #54 sul finale.

Ferrari e Iron Dames sottotono
Settima piazza per la Ferrari #55, che precede al traguardo la Lamborghini #85 delle Iron Dames, autrici di un weekend un po’ sottotono rispetto agli standard a cui ci hanno abituati.
Chiudono la Top10 la prima delle Mustang di Proton Racing, la #88, e la Corvette #92 che precede la seconda vettura dell’ovale blu, costretta ad inseguire per tutta la gara anche a causa dei problemi tecnici avuti nelle prove, che ne hanno, di fatto, limitato il setup.
Gara anonima per la Lamborghini #60 di Iron Lynx, undicesima e davanti alle McLaren autrici di una prestazione deludente anche per via di numerosi problemi e penalità.
Chiudono la classifica la Porsche di Manthey EMA, prima ritirata a causa di una noia tecnica e poi rientrata ma afflitta da una penalità per un contatto con la Ferrari Hypercar #83, ma in grado comunque di chiudere davanti alla Lexus #87 martoriata dalle numerose sanzioni ricevute in gara.
Ritirate, invece, la Lexus #78 e la Corvette #81 partita dalla pole, che non è riuscita a ripetere quanto di buono aveva fatto in qualifica a causa di una noia elettrica al selettore del cambio.
Categoria promossa?
Categoria GT3 che è partita senza far rimpiangere la classe che l’aveva preceduta fino alla scorsa stagione, grazie soprattutto ad un pacchetto di vetture estremamente vasto ma compatto, capace di regalare duelli entusiasmanti fino all’ultimo istante.
Basti pensare, infatti, che sebbene la Porsche di Manthey Pure Rxcing abbia vinto, come detto, doppiando tutti fino al terzo posto, la battaglia con la Aston Martin di Heart of Racing si è protratta fino alla battute finali, con le due vetture che sono giunte al traguardo ad una manciata di secondi l’una dall’altra.
Inoltre, la sfida per il terzo gradino del podio, nonché le battaglie nel pacchetto centrale del gruppo, sono state ricche di sfida e sorpassi, spesso giocati anche strategicamente ai box.
Vetture GT3 al momento promosse a pieni voti dunque, con la speranza che il Campionato sia movimentato e ricco di spettacolo, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Considerazioni sull’inizio del Campionato WEC 2024
Malgrado la premessa riguardante il BoP che ha fatto storcere il naso a molti, compreso il sottoscritto, si è comunque trattata di una gara fantastica per lo spettacolo, ricca di sorpassi, duelli, strategie ed anche alcuni colpi di scena.
Ora, testa ad Imola, in programma il prossimo 21 aprile, con l’augurio che si possa vivere un’altra competizione di rilievo, come ormai, da un anno a questa parte, il WEC ci ha abituati.
Rimani sempre aggiornato sul mondo del Motorsport e sul FIA World Endurance Championship: continua a seguirci sui nostri canali social e non perderti questo appuntamento settimanale!

