Il britannico ha detto anche di essere stanco fisicamente, ma è comunque contento del suo favoloso debutto in F1 con la Ferrari.
È stato sicuramente un ottimo debutto quello di Oliver Bearman, che ha corso oggi il suo primo GP in F1. Il 18enne, pilota della Ferrari Driver Academy e occupato questo weekend in F2, è stato chiamato in causa quando Sainz ha dovuto dare forfait a causa di un’appendicite, sostituendolo quindi nella sua SF-24. Coi riflettori puntati addosso, il britannico è salito sulla vettura per la prima volta solo nelle FP3 e ha avuto meno di un’ora per impratichirsi prima delle qualifiche. Il classe 2005 è riuscito a mettere a segno l’11° miglior tempo in Q2, mancando l’accesso al Q3 di qualche centesimo di secondo. Si tratta comunque di un risultato straordinario, data il poco tempo a disposizione per abituarsi alla “nuova” monoposto.
Oggi Bearman ha chiuso la gara in 7° posizione, conducendo la corsa in modo cauto e intelligente, senza fare errori e sfoggiando un ottimo ritmo. Mica male per un esordiente! L’inglese è stato bravissimo anche nel gestire la pressione: si ricorda che era il più giovane pilota a guidare per il Cavallino e il terzo più giovane a debuttare in F1. Insomma, nonostante le circostanze avverse, il giovane talento è stato fenomenale e ha dimostrato il suo valore, cogliendo l’opportunità presentatagli.

Intervistato dopo il GP, l’alfiere della Ferrari ha subito ammesso le difficoltà sul piano fisico, apprezzabili anche dal suo onboard degli ultimi giri di gara. Si notava infatti la tendenza ad appoggiare la testa sulle imbottiture laterali del cockpit per dare sollievo ai muscoli del collo. Bisogna comunque ricordare che il cittadino di Jeddah è uno dei tracciati più provanti per i piloti, per via dei suoi velocissimi curvoni. “Sono un po’ stanco! Ho sofferto un po’ dopo la gara, quando non hai più l’aria fresca, allora ti rendi conto che sei stanco. Mi fa un po’ male la schiena, in particolare le spalle. Non è il circuito migliore dal punto di vista fisico su cui fare il proprio debutto, ma penso che abbiamo fatto un buon lavoro.” ha dichiarato il classe 2005.
Il britannico ha poi continuato il suo racconto trattando le fasi finali della corsa. Norris e Hamilton avevano infatti montato le soft e sembravano averne abbastanza per attaccarlo negli ultimi giri, ma alla fine non sono riusciti a mettergli realmente pressione: “Ma è stata una gara fantastica. Sono rimasto scioccato di quanto, spingendo, stessimo migliorando ogni giro. È stato incredibile, in particolare alla fine, quando dietro avevo i due [Norris e Hamilton] sulla soft che stavano cercando di raggiungermi. Non potevo rilassarmi, guardavo negli specchietti spingendo al massimo, ma è stato emozionante e una gara divertente. Pensavo che mi avrebbero preso, ma alla fine si sono stabilizzati. Negli ultimi giri ho anche provato a prendere un pochino di margine in più dai muretti. Non so se la soft si è comportata come si aspettavano perché non erano [Norris e Hamilton] più veloci alla fine.”
“Il countdown [quanti giri mancavano alla fine] sembrava essere molto lento! Ma penso che abbiamo gestito molto bene, dietro di me non stavano davvero recuperando, penso che avessi ancora un po’ di margine a disposizione nel caso ne avessi avuto bisogno, anche in termini di mappature motore. Penso di aver fatto il mio miglior giro proprio alla fine, ho deciso di spingere e vedere cosa potevo fare, ma è stato molto divertente e avevo molta fiducia. In particolare verso la fine dello stint sulla hard, dove più o meno sapevo cosa poteva fare la vettura, ho sentito che potevo davvero spingere.” ha aggiunto Bearman.

In seguito, l’inglese ha parlato del suo duello con Hulkenberg, che lo ha tenuto dietro per un paio di giri grazie anche all’esperienza, e della difficoltà nel seguire da vicino un’altra monoposto, problema “caratteristico” di queste F1: “Ero bloccato. Lui [Hulkenberg] stava usando tutta la sua esperienza per usare la batteria nei punti giusti per tenermi dietro. Quindi, mi ci sono voluti un paio di tentativi per passare, ma una volta che sono riuscito a passare, ho potuto mostrare il mio passo, era solo molto difficile seguire. In particolare per me, che non sono mai rimasto nella scia di una vettura di F1 prima, passare così vicino ai muri a un secondo dal pilota davanti è molto difficile, richiede un grande sforzo.”
Infine, il 18enne ha tratto le conclusioni sul suo debutto, ritenendosi globalmente soddisfatto del lavoro svolto: “Penso che nel complesso posso essere felice. È la mia prima volta a fare due stint così sulla soft e sulla hard. È la prima volta che ho dovuto lottare con altre macchine e ho cercato di usare la batteria nel modo giusto per superare. Tante prime volte oggi. Ma è andata bene, non ho commesso errori. Su questa pista [mi ha sorpreso] il livello con cui puoi spingere durante la gara, qui ho dovuto spingere per tutta la gara, specialmente sulla gomma dura, che dura tanto, ma richiede tantissima precisione per andare forte ogni giro. Le hard al posteriore verso la fine stavano calando, però ho potuto continuare a spingere.”
A ogni modo, pare che la “favola” di Bearman finisca qui, almeno per ora. Infatti, Sainz dovrebbe riuscire a recuperare per il prossimo GP d’Australia, in programma fra due settimane. In caso di necessità, il britannico ha comunque mandato segnali promettenti, cogliendo al meglio questa occasione.
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