Negli scorsi anni diversi ingegneri, come Allison e Costa, si sono trasferiti a Brackley dopo un trascorso in Rosso. Ora è il turno di Resta.
Mentre la F1 si appresta a scendere in pista a Melbourne, il mercato dei tecnici è in pieno fermento. Nelle ultime ore è stato annunciato un gran colpo effettuato dalla Mercedes, che è riuscita a sottrarre alla Ferrari Simone Resta ed Enrico Sampò. I due ingegneri arriveranno dunque a Brackley dopo un trascorso a Maranello e porteranno con sé il know-how del Cavallino, fatto che attesta anche la strategicità di questa mossa. Toto Wolff si “vendica” dunque dell’amico-rivale Frederic Vasseur, che da quando ha assunto il ruolo di Team Principal della Rossa ha portato via alla squadra anglo-tedesca Lewis Hamilton, Loic Serra (tecnico esperto di gomme e sospensioni) e Jerome d’Ambrosio (che diventerà capo della FDA). A ogni modo, non è la prima volta che la Mercedes “fa spesa” in Ferrari per quanto riguarda i progettisti. Vediamo alcuni precedenti.
Aldo Costa

Aldo Costa è stato uno dei tecnici più influenti nel ciclo vincente della Mercedes nello scorso decennio. L’ingegnere di Parma ha lavorato in Ferrari dal 1995 al 2011, ricoprendo dal 1° gennaio 2008 il ruolo di direttore tecnico. Negli ultimi mesi del 2011 Costa si è poi trasferito alla Mercedes, in cui è stato direttore dell’ingegneria e responsabile della progettazione e sviluppo. Il progettista classe 1961 ha dato un enorme contributo nella realizzazione delle monoposto dominanti della Stella, oltre a svolgere ad interim il ruolo di direttore tecnico per alcuni mesi nel 2017. Nel 2019 ha lasciato la Mercedes per tornare in Italia, andando ad accasarsi in Dallara, della quale è tuttora il direttore tecnico.
James Allison

Il secondo nome nome di questa breve rassegna è arcinoto. Si tratta infatti di James Allison, che è un altro dei tecnici più importanti nella storia recente della Mercedes in F1. L’inglese è stato in Ferrari per un primo periodo dal 2000 al 2005, mettendo mano alle gloriose monoposto del Cavallino spinte dai favolosi V10. Dopo un trascorso in Renault, nel 2013 è tornato a Maranello, dove è rimasto per alcuni anni. Nel 2016 ha lasciato la direzione tecnica della Rossa ed è passato alla Mercedes, di cui è diventato il direttore tecnico nel marzo 2017.
Dopo stagioni coronate di successo, nella prima metà del 2021 ha abbandonato il ruolo di DT per dedicarsi al progetto Ineos in Coppa America. Dati i risultati deludenti all’inizio dell’era con le vetture a effetto suolo, ad aprile 2023 è subentrato a Mike Elliott (che lo aveva sostituito due anni prima) tornando così a svolgere il ruolo di direttore tecnico. Al momento, è dunque impegnato nella difficile opera di riportare la compagine di Brackley al successo.
Lorenzo Sassi

Arrivato in Ferrari nel 2014 dopo il disastroso debutto nell’era turbo-ibrida, Lorenzo Sassi è stato il braccio destro di Binotto (entrambi motoristi), che ha sostituito nel 2016 nel ruolo di responsabile Power Unit. Nel 2017 il tecnico italiano viene però rimosso dal suo incarico, nonostante gli ottimi risultati in pista, e l’anno successivo passa alla Mercedes, occupandosi sempre del propulsore. Attualmente è impiegato nel progetto Mercedes AMG High Performance Powertrains.
Angelo Rosetti ed Emanuele Guidotti
L’anno scorso la Mercedes ha soffiato alla Ferrari altri due motoristi, che rispondono ai nomi di Angelo Rosetti ed Emanuele Guidotti. Il primo era a Maranello dal 2011 e si era occupato sostanzialmente dello studio dei flussi interni e della combustione all’interno della Power Unit. Il secondo, invece, che ha lavorato anche alla NASA, è stato ingaggiato dalla Rossa nel 2014 e si è concentrato sulla progettazione del turbo. Entrambi, dovrebbero essere arrivati a Brackley già da diversi mesi.
Simone Resta ed Enrico Sampò
Si arriva ora ai due profili più recenti, agli ultimi aggiunti nella lista. Simone Resta è stato nominato direttore dello sviluppo strategico e collaborerà con il direttore tecnico, ritrovando dunque James Allison. Resta è entrato in Ferrari nel 2001 e vi è rimasto fino a ora, anche se dal 2019, quando Binotto è diventato Team Principal, ha avuto delle parentesi prima in Alfa Romeo Sauber e poi in Haas. Il tecnico faentino ha lasciato la squadra statunitense questo gennaio per delle divergenze col fondatore Gene Haas ed è tornato in Rosso, pur senza avere un ruolo preciso all’interno della Scuderia.

Invece, Enrico Sampò, che a Maranello era il responsabile delle simulazioni, ricoprirà il ruolo di responsabile delle applicazioni software per le prestazioni. Sampò avrà il compito di ritrovare la correlazione dati tra pista e simulatore, che sembra essere uno dei punti deboli del team anglo-tedesco. La Mercedes ha dunque colto la palla al balzo in questo caso, sfruttando l’opportunità di portare a Brackley due tecnici di una diretta rivale e di arricchire il proprio organico in un momento di difficoltà. Entrambi gli ingegneri italiani dovrebbero essere operativi alla corte di Toto Wolff a partire dal 2025.
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