Sulla SF-24 sono state montate sul pilone dell’ala posteriore due alette laterali per aumentare il carico locale al retrotreno.
La Ferrari vista nelle prime prove libere del GP d’Australia ha ben impressionato piloti e addetti ai lavori. Al venerdì, la SF-24 si è infatti rivelata la monoposto più veloce, sia sul giro secco che sul passo gara (pur avendo effettuato pochi giri). Per quanto riguarda le rivali, la Red Bull, che rimane comunque la favorita per il resto del weekend e forse era molto giù di motore, è apparsa ancora imperfetta e ben lontana dall’esprimere il suo massimo potenziale. La McLaren, invece, è stata molto competitiva nei long run, ma sembra attardata in simulazione qualifica. Al contrario, la Aston Martin è stata velocissima nel singolo giro. La Mercedes è ancora un’incognita ed entrambi i piloti, soprattutto Hamilton (in versione tester), hanno faticato molto in entrambe le simulazioni.
L’inizio del fine settimana è stato dunque positivo per gli uomini di Vasseur, che ambiscono a insidiare la compagine di Milton Keynes il prima possibile. Mentre si aspettano le prossime sessioni per capire se questi obiettivi siano realizzabili o meno, è interessante notare che il Cavallino ha già iniziato a sviluppare la propria vettura. A Melbourne è stato infatti portato un primo mini-aggiornamento per la SF-24. Come già detto recentemente, il problema principale della Rossa è l’instabilità del retrotreno, che si manifesta tramite il sovrasterzo e le difficoltà in trazione.

Per ovviare a questo grattacapo, i tecnici di Maranello hanno introdotto in Australia una novità di micro-aerodinamica. Andando nel dettaglio, sono state montate due piccole alette sul mono-pilone dell’ala posteriore. Queste due appendici, piazzate nella parte inferiore del pilone, hanno la funzione di generare ulteriore carico aerodinamico locale, sfruttando per questo fine l’aria calda proveniente dalla Power Unit ed evacuata dal “bazooka”. In questo modo, aumentando leggermente la deportanza posteriore, si migliora anche la stabilità del retrotreno.
Questa miglioria ricorda vagamente il diffusore soffiato che la Red Bull aveva ideato nel 2010, in quanto come esso sfrutta i gas di scarico del propulsore per generare downforce al posteriore. Per quanto concerne lo scopo, che è aiutare la monoposto in uscita di curva quando conta la trazione, si può invece trovare un’analogia tra queste alette e quelle che la F1-75 di due anni fa aveva sulle prese d’aria dei freni posteriori.
L’importanza di tali alette non è comunque da sottovalutare. Difatti, nonostante la superficie ridotta, esse sono comunque in grado di produrre un livello sufficiente di carico, data l’alta velocità del flusso d’aria che le investe. La Ferrari dimostra perciò che sta cercando in ogni modo di chiudere il gap con la Red Bull, anche attuando interventi di micro-aerodinamica. A questo punto, dati i riscontri delle prove libere, sorge spontanea una domanda: riuscirà il Cavallino a lottare per la vittoria? Per rispondere al quesito non si può fare altro che aspettare. Un primo segnale importante a tale proposito arriverà comunque domattina alla fine delle qualifiche, che scatteranno alle 6:00.
Fuori Pista consiglia:
Ahi Williams! Dopo l’incidente di Albon scenderà in pista un solo pilota. Ma quale?
Pérez: “Ferrari forte. Circuito si adatta meglio a loro”
Seguici sui social!
Sei un grande appassionato del Motorsport? Vuoi seguire tutte le news? Bene! Seguici sui nostri canali Instagram e Telegram! Mi raccomando, se ritieni interessanti i nostri articoli, condividili con chi vuoi. Buon proseguimento di lettura sul nostro sito!

