Il #63 della Mercedes voleva ignorare la chiamata ai box in regime di VSC e crede che se lo avesse fatto avrebbe potuto vincere.
Il GP del Brasile, come ci si aspettava, ha regalato spettacolo ed emozioni e si è concluso con l’inaspettato ritorno di Verstappen alla vittoria dopo un digiuno di 10 gare e l’altrettanto inatteso piazzamento a podio delle due Alpine. La medaglia di legno del quarto posto la porta a casa Russell, che era stato capace di scavalcare Norris e prendere la leadership in partenza e di conservarla fino al 29° giro, quando è stato richiamato ai box per effettuare la sosta cercando di sfruttare la Virtual Safety Car causata dal testacoda di Hulkenberg.
Tuttavia, poco dopo il suo pitstop è avvenuto l’incidente di Colapinto, che ha obbligato i commissari a esporre bandiera rossa e a interrompere la corsa, dando un grosso vantaggio a chi non si era ancora fermato (ossia Verstappen, Ocon e Gasly) e penalizzando invece chi, come lui, aveva già cambiato le gomme. Il #63 si è così ritrovato quinto alla ripartenza e, dopo aver guadagnato la quarta posizione, si è messo all’inseguimento di Gasly negli ultimi 20 giri per cercare di conquistare il podio, senza però riuscirci.
Tuttavia, l’alfiere della Mercedes ha rivelato nelle interviste post-gara che la sua intenzione era in realtà di rimanere in pista durante la VSC e di ignorare la chiamata dai box del suo muretto, fidandosi del suo istinto come aveva fatto a Spa: “Tutto sommato è molto doloroso, non voglio dire molto veramente. Mi hanno detto ‘box’, io ho detto ‘rimango fuori’. Di nuovo era ‘box’, io ho detto ‘rimango fuori’. Hanno detto ‘box’ un’altra volta. Come ho detto, ‘rimango fuori’. E poi è arrivata l’ultima chiamata e devi farlo [obbedire e rientrare ai box]. A volte devi fidarti del tuo istinto. L’ultima volta che l’ho fatto è andata abbastanza bene.”

“Chissà se oggi avremmo vinto. Però, se non ci fossimo fermati, saremmo stati primi alla ripartenza e per i primi 30 giri controllando il passo. Con Norris dietro di noi avevamo comunque una buona velocità di punta. La P2 sarebbe stato il minimo“ ha aggiunto Russell, che crede che avrebbe potuto vincere, o quantomeno chiudere secondo, se non si fosse fermato troppo presto.
In seguito, il #63 ha ammesso la difficoltà nel leggere tale situazione, data anche la differenza di informazioni a disposizione del pilota e del muretto: “Dal punto di vista del team, non era affatto ovvio [rimanere in pista]. Ma dall’abitacolo era molto chiaro che ci sarebbe stata una bandiera rossa o una Safety Car, perché le condizioni erano molto difficili. La pioggia non stava diminuendo e riuscivo a vedere una grande nuvola nera sopra di me. E poi ho sentito Andrew Shovlin (responsabile degli ingegneri di pista) prendere il sopravvento sul mio ingegnere di pista per dirmi di rientrare ai box. Stiamo lavorando come una squadra, stiamo cercando di prendere le migliori decisioni nel tempo.”
“Chiaramente quelli che non si sono fermati hanno finito primo, secondo e terzo e noi siamo stati i primi di quelli che si sono fermati. Quindi ne posso trarre un po’ di soddisfazione“ ha concluso l’inglese, che cerca comunque di guardare il bicchiere mezzo pieno. La prestazione sua e della Mercedes è stata comunque di alto livello e solo la sfortuna ha impedito agli uomini di Wolff di celebrare un podio se non qualcosa in più.
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