Vediamo l’analisi della telemetria delle qualifiche del GP del Qatar, confrontando la Red Bull di Verstappen con Russell, Norris e Leclerc.
Nelle qualifiche del GP del Qatar è emerso a sorpresa Verstappen, che è stato il più veloce e ha battuto i ben più quotati Russell e Norris,con la sua Red Bull, salvo poi ricevere una clamorosa penalità di una posizione in griglia dai commissari di gara. A partire dalla pole sarà quindi Russell, che nei tempi ha preceduto Norris e Piastri per una seconda fila tutta McLaren. Leclerc, con una Ferrari che non si adatta al meglio alle caratteristiche del tracciato, cerca di limitare i danni e si piazza quinto.
I dati
Analizzando la telemetria di Verstappen, Russell, Norris e Leclerc, si nota che la Red Bull è la vettura più scarica, con Verstappen che raggiunge 324 km/h sul rettilineo principale – che è anche l’unica zona DRS -, battendo di 5 km/h Norris e Leclerc e di 6 km/h Russell. Nel primo settore Verstappen riesce a fare la differenza anche in curva 4 e 5, dove fatica invece Russell.
In curva 6 Norris ritarda molto la staccata e sacrifica perciò l’uscita. Successivamente, alla 7 e alla 10, due curve a percorrenza prolungata, Russell riesce a essere nettamente il più incisivo, mentre Leclerc è limitato dalle solite carenze della sua vettura.
Verstappen e Leclerc sono però gli unici capaci di percorrere tutto il tratto di curva 12-13-14 in pieno e possono permettersi una minore parzializzazione dell’acceleratore alla 15. Infine, alla 16 Verstappen transita con una velocità di percorrenza molto minore rispetto agli avversari e non riesce a recuperare in trazione quanto ha perso in ingresso.
Per Verstappen ciò è comunque sufficiente per mettere a segno il miglior tempo del weekend. È interessante notare anche che Leclerc, come ama fare e come solo lui fa, non molla mai del tutto il gas in entrata di curva, ma continua ad applicare un po’ di pressione sul pedale per migliorare la rotazione della vettura a centro curva.
Da questi dati si possono trarre alcune conclusioni.
Red Bull

La Red Bull è riuscita a rimettere a posto la sua macchina dopo le grosse difficoltà nelle sessioni Sprint, che consistevano principalmente in una carenza di grip meccanico e l’instabilità in curva e hanno fatto sì che Verstappen non riuscisse ad avvicinarsi e a superare Hulkenberg. Grazie alla riapertura del parco chiuso tra le due sessioni del sabato i tecnici del team anglo-austriaco hanno apportato delle modifiche al setup che si sono rivelate fondamentali e hanno rimescolato le forze in gioco.
La Red Bull ha preferito rinunciare a qualche punto di carico per avere più velocità di punta e non ha dovuto sacrificare troppo la prestazione in curva, migliorando il bilanciamento e trovando un equilibrio che ha permesso a Verstappen di svettare e a Perez, che in genere soffre maggiormente l’imprevedibilità della vettura, di tornare in Q3.
Difatti, gli ottimi passaggi nei curvoni dell’ultimo settore, come sempre quest’anno, sono resi possibili dalla grande rigidezza meccanica. Le sospensioni rigide riducono però l’aderenza complessiva e ciò lo si vede nelle curve lunghe, in cui emergono i limiti della RB20 rispetto alle sue avversarie.
Mercedes

La Mercedes continua a fare bene e sembra aver inanellato una sequenza di GP particolarmente positivi dalla tappa in Brasile. La W15 viene aiutata molto dalle basse temperature, come accaduto a Interlagos e a Las Vegas, e in più, a differenza di quanto successo in Nevada settimana scorsa, dalle caratteristiche front-limited del tracciato di Losail, che esaltano la forza dell’anteriore della Freccia nero-argento. Il resto ce lo mette poi Russell, che, così come Verstappen, ha disputato finora una stagione straordinaria e sembra in uno stato di grazia.
McLaren
La McLaren è attualmente la delusione del fine settimana. Data come grande favorita alla vigilia del weekend, dato che il circuito del Qatar è ricco di curve a lunga percorrenza, quelle in cui la MCL38 si sente più a suo agio, la squadra di Woking ha fatto il suo nella Sprint Race, conquistando una doppietta grazie anche a una gestione perfetta di Norris che ha tenuto il gruppo compatto per impedire i sorpassi, per poi spegnersi in qualifica. La vettura “papaya” è forte nelle curve lunghe, ma meno di quanto ci si aspettasse e sta soffrendo dei problemi di bilanciamento nati da un assetto non ottimizzato.
Ferrari

Infine, la Ferrari sta usando un setup molto carico – più puntato sull’avantreno rispetto a quello della Sprint Race (e della Sprint Qualifying, in cui si era manifestato un fastidioso sottosterzo) in modo da essere più tendente al sovrasterzo e proteggere maggiormente le anteriori in gara -, che dà i suoi frutti nei curvoni dell’ultimo settore a discapito delle top speed e fatica, come era atteso, nelle curve lunghe, dove serve stabilità in appoggio e che sono il suo punto debole da inizio stagione.
Tuttavia, è un buon segnale che, nonostante la pista poco affine alla vettura, il freddo che rende più difficile per la SF-24 di centrare la propria finestra operativa e il fatto che la Rossa quest’anno non abbia mai dato il meglio di sé sul giro secco, Leclerc si sia piazzato a meno di un decimo dalla McLaren, che sembra decisamente vulnerabile.
Uno sguardo alla gara
In ottica gara, è ancora una volta difficilissimo designare un favorito. Russell, partendo dal palo, avrà la possibilità di correre in aria pulita e dettare il passo con una monoposto che si è rivelata fin qui competitiva, mentre Verstappen potrebbe avere nei long run qualche difficoltà in più rispetto alla qualifica. McLaren e Ferrari sembrano aver scommesso su un assetto più redditizio sulla lunga distanza, con la Rossa soprattutto che nutre un cauto ottimismo in vista del GP, ma dovranno fare i conti con lo svantaggio di track position che li relegherà, almeno all’inizio, in aria sporca.
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