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McLaren vola, Ferrari si riprende, ma serve di più [ANALISI]

Vediamo l’analisi della telemetria delle qualifiche del GP di Abu Dhabi, confrontando Norris (McLaren), Sainz (Ferrari), Verstappen (Red Bull) e Russell (Mercedes).

Nelle qualifiche del GP di Abu Dhabi, l’ultimo della stagione, la McLaren si è imposta con un’importante prova di forza e mette già una mano sul titolo costruttori. Norris ha conquistato la pole battendo Piastri di due decimi e dietro di loro ci sono Sainz, vicino a centrare la prima fila, e Verstappen, che ha chiuso il suo miglior giro in maniera spettacolare, con una spettacolare derapata in uscita dall’ultima curva.

Russell è sesto dietro a Gasly e precede un sorprendente Hulkenberg, autore del 4° miglior tempo, grazie a una Haas che sembra davvero in forma negli UAE, e penalizzato in seguito. La qualifica ha visto anche le clamorose eliminazioni di Hamilton in Q1 e di Leclerc in Q2, col monegasco che dovrà quindi partire ultimo.

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Analizzando la telemetria dei piloti più veloci dei 4 top team, ovvero Norris, Sainz, Verstappen e Russell, è possibile ricavare alcuni spunti interessanti. Nel primo settore la McLaren è semplicemente irresistibile, con Norris che riesce a mantenere una velocità minima di percorrenza in curva 1 elevata e a portarsi questo vantaggio fino alla staccata successiva, quella di curva 5.

Alla 5 Sainz è lievemente più aggressivo in entrata, mentre Norris recupera in trazione. Segue a questo punto il rettilineo più lungo del tracciato, dove Red Bull e Ferrari raggiungono le top speed più alte (329 km/h per Verstappen e 328 km/h per Sainz), mentre Mercedes e McLaren rimangono più plafonate a causa del maggior drag (325 km/h per Russell e 324 km/h per Norris).

Alla lenta chicane di curva 6-7 Norris però riesce nuovamente a fare la differenza, unendo una staccata adeguatamente profonda alla buona progressione in trazione. Chi invece ha fatto una gran fatica finora è Russell, che non è particolarmente competitivo né in ingresso curva né in percorrenza. Sul rettilineo prima della 9 si riapre il gap di velocità a vantaggio di Ferrari e Red Bull, che toccano 327 km/h contro i 321 km/h di Russell e i 320 km/h di Norris. In curva 9, che presenta una lunga percorrenza, Norris si esalta, Verstappen porta tanta velocità in entrata, sacrificando un po’ l’uscita, e Sainz paga le solite difficoltà della Ferrari e perde circa un decimo da Norris.

Sainz, Ferrari, GP Abu Dhabi

Si entra ora nella sezione più guidata e tortuosa dell’intero tracciato, ossia il tratto tra la 12 e la 14. Qui Norris allunga nuovamente sui suoi avversari, anticipando un po’ l’ingresso per essere più reattivo in ripartenza. Curva 15 si affronta agevolmente in pieno, mentre per la 16 Norris non forza l’ingresso e ha una trazione a fionda verso la linea del traguardo. Chi invece esagera alla fine del giro è Verstappen, che prima di curva 16 era virtualmente terzo (dietro a Piastri, ma davanti a Sainz). Dopo aver spinto molto in entrata, Verstappen cerca di tornare troppo presto sull’acceleratore, scomponendo il posteriore e ritrovandosi protagonista di un traverso spettacolare – ma costoso, in termini di tempo sul giro -.

A questo punto, grazie ai dati, possono essere tratte alcune conclusioni. La McLaren non ha deluso le aspettative ed è stata prima forza netta, con un buon equilibrio sia nel time attack che nel passo gara, e si candida come grande favorita per la vittoria, oltre ad avere un’ipoteca sul titolo. La MCL38 si conferma una vettura con molto carico aerodinamico, esprimendo costantemente livelli di deportanza superiori rispetto ai rivali a scapito delle velocità di punta – ma a vantaggio della gestione delle gomme -, e vola in tutte le curve, facendo la differenza soprattutto nel primo settore e nella sezione guidata di curva 12-13-14, che è simile alle piste di Zandvoort e Singapore, in cui Norris ha vinto dominando.

Norris. McLaren, GP Abu Dhabi

La Ferrari, date le premesse, trova invece una buona velocità in qualifica, cogliendo con Sainz una terza casella in griglia che non è però abbastanza. Gli uomini di Vasseur sono infatti condannati a dover sperare in un vero miracolo. La Rossa fatica soprattutto nel terzo settore, quello più tortuoso e che richiede maggior carico, ma ha raggiunto delle ottime top speed, indice dell’assetto lievemente più scarico.

A ogni modo, considerando anche che storicamente la qualifica è stato un suo punto debole quest’anno, la Ferrari è sembrata oggi parzialmente ritrovata. Il passo gara è però un’incognita, dal momento che il setup ha subito delle grosse modifiche dopo le pessime simulazioni del venerdì, in cui aveva sofferto molto graining per la mancanza generale di aderenza.

La Red Bull è stata in linea con la Ferrari sul giro secco e conferma di aver recuperato un po’ di velocità in questo finale di stagione, grazie anche agli ultimi aggiornamenti di Austin che hanno migliorato la guidabilità e hanno aiutato a sbloccare un po’ più di performance. Il bilanciamento non è però ancora ottimale, con Verstappen che continua a lamentare del sottosterzo.

Il risultato colto dal #1 è comunque positivo, dato il layout non particolarmente favorevole alla RB20 per la varietà di curve e per la presenza di tante curve da velocità medio-bassa. Si pensi che senza l’errore all’ultima curva nel primo tentativo, costatogli circa 2 decimi. Verstappen avrebbe potuto mettersi in prima fila a mezzo decimo da Norris.

Verstappen, Red Bull. GP Abu Dhabi

Infine, la Mercedes è stata autrice di una sessione anonima. La natura rear-limited del tracciato di Abu Dhabi e le temperature medio-alte non hanno aiutato la W15, che questo weekend è sembrata più a suo agio nelle mani di Hamilton anziché in quelle di Russell come accade di solito. Inoltre, la Freccia nero-argento non è riuscita a sfruttare nemmeno l’asfalto molto liscio e livellato, che permette di adottare setup più rigidi e vicini al suolo, che sono quelli prediletti proprio dalla vettura di Brackley. Sul giro singolo la Mercedes fatica sul longitudinale, cioè nelle frenate e nelle ripartenze, mentre nei rettilinei e nella curva più veloce, la 9, pareggia la prestazione della McLaren.

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