Dopo diverse stagioni in Formula 2, il suo nome è sparito dai radar. Cosa è successo ad Artem Markelov?
Markelov è stato uno dei piloti più talentuosi che la F2 abbia mai visto, arrivando a sfiorare i piani alti dell’automobilismo. Da un po’ di anni però non si sente più parlare del pilota russo in ambito motoristico e in molti si domandano che fine abbia fatto.
L’esordio nelle monoposto
Nel 2011 il pilota russo partecipa all’ADAC Formula Masters con il team Motopark Academy. Ottiene una vittoria al Red Bull Ring e conclude il campionato in quarta posizione.
Nella stessa stagione il nativo di Mosca esordisce in Formula 3 Euro Series con Motopark nella gara di Hockenheim. Con lo stesso team nel 2012, sotto il marchio Lotus, correrà nella Formula 3 tedesca. Finirà settimo nella graduatoria finale con 3 podi e 2 vittorie.

Il pilota russo rimarrà nella stessa categoria anche nel 2013. Concluderà secondo, ottenendo diciotto podi su ventitré podi e due vittorie.
L’esordio in Gp2
Nel 2014 esordisce in GP2 con il team Russian Time, con il quale ci rimarrà per ben 5 stagioni. Per Markelov si rivelerà una stagione parecchio deludente, infatti otterrà punti soltanto nella Feature Race a Spa e concluderà ventiquattresimo. Il confronto con il suo compagno Mitch Evans sarà pietoso, infatti il neozelandese finirà quarto ottenendo ben 2 vittorie.
Nel 2015 finalmente Markelov riuscirà a mostrare il suo talento, ottenendo il suo primo podio in Belgio. Otterrà ben 48 punti e terminerà la sua seconda stagione nella categoria al tredicesimo posto.
La stagione 2016 inizia col botto per Markelov, infatti dopo aver ottenuto 2 quarti posti nel round iniziale in Catalogna, a Monaco otterrà la sua prima vittoria in carriera. Il tutto avverrà partendo dalla quindicesima posizione, rimontando fino a prendersi la leadership.
Successivamente otterrà un altro podio nel round conclusivo a Yas Marina e concluderà la stagione al decimo posto.

La lotta con Leclerc e il primo assaggio di F1
Il 2017 sarà il miglior anno in termini prestazionali del russo in GP2/Formula 2. Otterrà ben 5 vittorie, 7 podi totali e terminerà secondo in campionato. Il campionato verrà vinto da Charles Leclerc con Prema. Markelov proverà a lottare con il futuro pilota della Ferrari, ma il monegasco grazie alla sua incredibile costanza, soprattutto nelle qualifiche dove otterrà 6 pole consecutive, trionferà comodamente.
Nella stagione successiva riuscirà a portarsi a casa ben 3 vittorie, chiudendo in campionato quinto. La stagione verrà contraddistinta dalla feroce lotta tra Russell, Norris e Albon, che si daranno battaglia per il titolo.
Sempre nel 2018 viene ingaggiato dalla Renault come “development driver”, del programma per giovani piloti che Markelov inizierà a far parte da quella stagione. L’1 Agosto debutta per la prima volta con una monoposto di F1 nei test collettivi svolti all’Hungaroring. Nel weekend di Sochi esordisce nelle FP1 del suo gp di casa con il team francese, prendendo il posto di Carlos Sainz. Terminerà la sessione in P15, prendendosi anche una multa per non aver rispettato il limite di velocità nella corsia box.

Dalla Super Formula al ritiro
Nel 2019 il pilota russo decide di cambiare strada, firmando con il team Lemans per correre in Super Formula Giapponese. L’esperienza nipponica si rivelerà un vero flop, infatti su 5 gare disputate non otterrà nessun punto.
Nella stessa stagione disputerà il round di Montecarlo di F2 con Mp Motorsport, in sostituzione di Jordan King, impegnato con la Indy 500. Markelov riuscirà ad andare a punti in tutte e 2 le gare. Inoltre disputerà con il team BWT Arden gli ultimi 2 round a Sochi e ad Abu Dhabi, non ottenendo punti.
Nel 2020 torna a gareggiare a tempo pieno in F2 con il team HWA Racelab insieme a Giuliano Alesi. La stagione risulterà davvero deludente, infatti otterrà soltanto 5 punti e terminerà diciottesimo in campionato.
Da lì in poi non sono più giunte notizie del pilota russo in merito alla partecipazione in dei campionati automobilistici. Pare che il trentenne di Mosca abbia deciso di prendersi una pausa dall’automobilismo internazionale per dedicarsi a tempo pieno alla sua famiglia. Infatti nel 2020 è diventato padre di Max.

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