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F1 | Ferrari, la disperata ricerca di un colpevole ma non di una soluzione

Il colpevole c’è. Ma la Ferrari dov’è? Una colpa attribuita senza mezzi termini ad Enrico Cardile ma una velocità che ancora manca; Ferrari, chi ha spento il potenziale?

Al termine del sesto Gran Premio dell’anno, quello di Imola, sotto il cielo di casa, la Ferrari dà riprova che in questo ambizioso quanto complesso progetto manca ancora tanto. Fiducia, elementi, velocità, equilibrio. I distacchi, sul passo gara ma soprattutto sul giro secco, evidenziano una Rossa che si ritrova ancora una volta ad inseguire, ad arrancare per trovare soluzioni e quello step in più che manca per raggiungere gli avversari.

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Ma forse, in tutte queste mancanze e vuoti da colmare, non manca un colpevole.

“Trovare il potenziale è oramai diventato un mantra, una formula vuota, che i tifosi si aspettano di sentire gara dopo gara e che sembra ricalcare il famoso “dobbiamo capire” che ha caratterizzato l’era Binotto. Ma se ad Imola da una parte manca la velocità – soprattutto in una qualifica disastrosa- non è mancata la necessità di indicare una figura da ritenere responsabile per un progetto che, oggi, sembra deludere in modo sconcertante.

L’accusa di Vasseur:

Sono dure le parole di Vasseur che aprono il weekend di Imola, un appuntamento che – come ogni volta – porta con sé aspettative alte e speranze rinnovate.

Le stesse speranze che il Cavallino aveva presentato nei mesi di pausa invernale: l’arrivo di Hamilton e lo slancio di ottimismo portato dalle ultime gare del campionato 2024, avevano rianimato i tifosi e la squadra. Con entrambi le parti che presentavano il mondiale come se fosse già alla portata di mano.

"Il 90% del progetto", ma mancano i risultati: tra Cardile, Vasseur e una SF-25 in difficoltà, la Ferrari trova un colpevole ma non la sua vera identità.

“In quel momento non abbiamo dato troppo peso alle percentuali, ma il 90% del lavoro sulla SF-25 era già stato completato. Non so se fosse l’80% o il 95%, ma probabilmente era oltre il 90%. Quando Enrico (Cardile, ndr) ha lasciato la squadra, eravamo comunque poco sotto quella percentuale“.

Ecco quanto spiegato dal team principal francese. Parole dure e che dividono: da una parte chi vede finalmente emergere un colpevole e dall’altra chi teme che cercare un capro espiatorio sia solo un modo per mascherare problemi ben più profondi e strutturali. Di metodo, comunicazione e fiducia interna.

Un progetto incompiuto, irrealizzato, irrealizzabile:

Perché, alla fine, il vero nodo resta sempre lo stesso: la Ferrari continua a inseguire, ma raramente riesce a guidare, ad essere d’esempio.

L’addio di Cardile ha rafforzato i dubbi su una struttura tecnica che fatica a trovare continuità, accendendo i riflettori già puntati da tempo. E mentre Vasseur cerca di difendere il gruppo, gli appassionati chiedono chiarezza: quanto è ancora “eredità” del passato, e quanto invece è responsabilità del nuovo corso?

Il nuovo dt Loïc Serra è subentrato al posto di Cardile solo ad ottobre del 2024. Troppo tardi per incidere in modo significativo sul progetto SF-25, intervenendo così solo in modo marginale.

"Il 90% del progetto", ma mancano i risultati: tra Cardile, Vasseur e una SF-25 in difficoltà, la Ferrari trova un colpevole ma non la sua vera identità.

Ma anche senza Cardile il team avrebbe dovuto avere la capacità di individuare tempestivamente le criticità della SF-25, nonostante la perdita del suo leader tecnico. E, probabilmente, capitalizzare sugli aggiornamenti che avevano funzionato nella parte finale del 2024, che ha regalato vittorie e sorrisi.

Finora, però, questo non è accaduto ma si sa, niente è stabilito finché non termina il campionato e si stabiliscono vinti e vincitori.

Intanto Vasseur cerca un colpevole, mentre i tifosi chiedono risposte e, soprattutto, soluzioni.

Ad Imola la rimonta in gara cerca di nascondere le scuse e le parole. A Maranello si lavora, tanto. Ma la pazienza dei tifosi, che non hanno mai smesso di credere, comincia a incrinarsi. Perché, alla fine, non basta un progetto ambizioso. Serve che funzioni. E serve adesso.

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