“Volete gare artificiali?” Cala il sipario su un GP di Monaco diviso tra tradizione e forzature: la doppia sosta accende il dibattito nel Circus e molti piloti chiedono fermamente di non snaturare sport e Gran Premi.
Le due soste hanno funzionato?:
Il Gran Premio di Monaco si è concluso tra molte perplessità, sollevate soprattutto dall’introduzione dell’obbligo di effettuare due soste ai box. Dopo le critiche ricevute nelle ultime edizioni, ritenute troppo noiose e prive di spettacolo, la Federazione ha cercato di ravvivare l’evento con una modifica regolamentare pensata per incentivare le strategie.

Un Gran Premio basato sulle strategie che nonostante l’idea della Federazione non ha ottenuto l’effetto sperato; anzi.
Tuttavia, l’esperimento ha sollevato più dubbi che consensi. Diversi piloti, tra cui Max Verstappen e Lando Norris, hanno espresso apertamente le loro riserve sulla scelta.
L’avvertimento di Norris:
“Vuoi produrre, fabbricare, gare? Non ci sono stati più sorpassi qui. Pensavo che fosse quello che si voleva”: inizia così la lunga critica di Norris a seguito del fine settimana di Monaco.

Norris ha criticato il fatto che l’obbligo di due pit stop non abbia portato benefici concreti in termini di spettacolo o competizione.
“Io credo che le regole vadano rispettate, ma questa nuova normativa sulle due soste non ha migliorato lo spettacolo né favorito i sorpassi; anzi, ha introdotto troppa casualità, con l’attesa di una Safety Car o di una bandiera rossa. Non stai ottenendo un vincitore più meritato alla fine delle cose, con cui non sono del tutto d’accordo. Penso che dovrebbe essere la persona che guida meglio e merita di vincere.”
L’idea di Norris è quindi quella di non creare delle regole personalizzate sui singoli circuiti; la Formula 1 deve invece trovare altri modi per rendere le gare più competitive.
“Monaco è sempre stata così”:
Infine il britannico ha sottolineato che la gara di Monaco si è sempre svolta in questo modo e tutti i piloti hanno sempre saputo che qui è la qualifica il momento decisivo e dove c’è in palio l’esito dell’intero weekend. La storicità e la natura unica del tracciato monegasco sono elementi da tenere in considerazione.
“Naturalmente, sono probabilmente un po’ di parte nella mia opinione, ma penso che debba essere migliorato in modi diversi. Il sorpasso non è mai stato semplice a Monaco, mai, quindi non so perché la gente ha un’aspettativa così alta”.

“Ma penso anche che la Formula 1 non dovrebbe trasformarsi in un semplice spettacolo per intrattenere la gente. È uno sport. E deve restare uno sport meritocratico, dove è importante che chi vince guida meglio e può disputare la qualifica migliore. Come ha detto Charles [Leclerc], tutto era ieri”.
“Questo è il modo in cui è stato dal primo anno – 50, 60 anni fa. Quindi, l’ultima cosa che voglio è una gara costruita artificialmente, e penso che dobbiamo assolutamente stare lontano da questo e fare un lavoro migliore con le auto, con gli pneumatici. Poi si potrebbe iniziare a vedere più corse, ma non solo introducendo così tanti pit stop.”
L’opinione di Piastri:
A sostenere le critiche di Lando Norris si è unito anche il suo compagno di squadra in McLaren, Oscar Piastri, terzo al traguardo nel Gran Premio di Monaco. L’australiano ha riconosciuto che l’introduzione delle due soste obbligatorie ha aggiunto qualche elemento di tensione, ma senza modificare realmente l’esito della gara nelle posizioni di vertice.
“Ha sicuramente reso la situazione un po’ più tesa in alcuni momenti. Hai dovuto spingere di più in determinati punti per recuperare le finestre della safety car dalle altre macchine intorno a te. Quindi c’erano alcuni elementi strategici coinvolti”.

“Ma alla fine, davanti, non credo che sia cambiato molto. Sarebbe stata un’altra storia se ci fosse stata una bandiera rossa a cinque giri dalla fine e Max avesse vinto”.
Infine, il giovane talento della McLaren ha sollevato un interrogativo sulla direzione che sta prendendo la Formula 1: “Sono sicuro che se continuiamo così in futuro, alla fine un risultato come quello accadrà. È questo che vogliamo vedere? Non lo so. Ma davanti non credo che sia cambiato molto questo weekend.”
Le critiche sollevate da Lando Norris e Oscar Piastri mettono in evidenza un tema centrale nel dibattito attuale sulla Formula 1: il delicato equilibrio tra spettacolo e sport. Se da un lato la Federazione cerca di rendere le gare più imprevedibili e coinvolgenti, dall’altro molti piloti chiedono di non snaturare l’essenza meritocratica di questo sport.
La vera sfida, dunque, sarà trovare soluzioni che migliorino lo spettacolo senza compromettere l’integrità tecnica e sportiva della Formula 1.

