La 6 Ore di San Paolo ha rappresentato una brusca battuta d’arresto per la Ferrari nel campionato WEC.

WEC | Ferrari, polemica dopo la 6 Ore di San Paolo: “Chiamata strana, ci ha distrutto la gara”

Posted by

La 6 Ore di San Paolo ha rappresentato una brusca battuta d’arresto per la Ferrari nel campionato WEC.

Dopo quattro successi consecutivi, il Cavallino Rampante ha faticato sul tracciato di Interlagos, chiudendo fuori dalla top ten con entrambe le vetture ufficiali e lasciando il palcoscenico al dominio Cadillac, che ha conquistato una doppietta con le sue vetture gestite dal team Hertz Team JOTA.

Ma al centro delle polemiche, più che la mancanza di prestazione, c’è finita una decisione della direzione gara definita “inspiegabile” da Giuliano Salvi, responsabile delle attività pista e test della Ferrari. Al centro della questione, la Ferrari 499P numero 50 guidata da Nicklas Nielsen, Antonio Fuoco e Miguel Molina, costretta ad una sosta forzata per riparare un danno di lieve entità.

La 6 Ore di San Paolo ha rappresentato una brusca battuta d’arresto per la Ferrari nel campionato WEC.

Il contatto e la chiamata controversa

L’episodio incriminato si è verificato durante la terza ora di gara, quando Nielsen stava doppiando la Chevrolet Corvette Z06 GT3.R del team TF Sport, guidata da Ben Keating. Il contatto, avvenuto sul rettilineo della Reta Oposta, ha causato il distacco del skid block posteriore destro della Ferrari. L’incidente ha innescato una breve neutralizzazione con Full Course Yellow per permettere il recupero dei detriti.

Al rientro della bandiera verde, la direzione gara ha ordinato alla Ferrari di riparare immediatamente il danno sulla numero 50. Una decisione che, secondo Salvi, ha avuto un impatto devastante: “Questa chiamata ci ha distrutto la gara”, ha dichiarato senza mezzi termini.

Una valutazione tecnica diversa

Salvi ha spiegato che, dal punto di vista del team, la situazione non presentava criticità tali da giustificare uno stop immediato: “Era solo un parafango leggermente danneggiato, non c’era nulla di esposto o pericoloso. Per noi, la priorità è sempre la sicurezza dei piloti, e in questo caso non c’erano elementi compromessi.”

Il piano originale della Ferrari era di valutare il danno durante il successivo pit stop programmato, senza compromettere la strategia di gara: “È una parte aerodinamicamente poco sensibile, più che altro una copertura. Non c’erano cavi esposti o componenti danneggiati visibili, e avremmo fatto una valutazione insieme al capo meccanico al momento della sosta.”

La 6 Ore di San Paolo ha rappresentato una brusca battuta d’arresto per la Ferrari nel campionato WEC.

Frustrazione crescente

Salvi ha anche fatto riferimento ad episodi simili del passato, sottolineando come in altre occasioni vetture danneggiate – come la Toyota priva del sidepod – abbiano potuto proseguire senza interventi obbligatori: “A volte sembra che ci siano due pesi e due misure. È stata una chiamata davvero strana da parte della direzione gara.”

Alla fine, la numero 50 ha concluso la gara fuori dalla zona punti, mentre l’unica Ferrari ad entrare nella top ten è stata la vettura satellite numero 83 di Kubica, Ye e Hanson, ottava al traguardo.


Seguici sui nostri social

🔥 Sei un vero fan del WEC? Allora non perderti neanche una news! 🚀 Seguici su Instagram, Telegram e Youtube per rimanere sempre aggiornato, senza perderti analisi, curiosità e retroscena dal paddock! 🏎️💨

📲 Tutto gratis, zero costi, solo passione per il WEC!
Se i nostri articoli ti piacciono, condividili con i tuoi amici e aiutaci a far crescere la community! 🙌

Buona lettura su Fuori Pista! 🏁🔎

Rispondi