“Situazione drammatica”. La Ferrari arranca tra delusioni e promesse mancate: nessuna vittoria in gara e poca competitività. Il futuro di Vasseur e la nuova sospensione non bastano a placare la frustrazione dei tifosi: il verdetto di Leo Turrini.
A dodici gare dall’inizio del mondiale, un primo bilancio sul rendimento della Ferrari lascia poco spazio all’ottimismo. Nonostante il team di Maranello possa ritenersi competitivo rispetto a una concorrenza agguerrita – Red Bull e Mercedes su tutte – la delusione è palpabile. Entrambe le rivali sono infatti riuscite a salire almeno una volta sul gradino più alto del podio. La Ferrari, invece, è ancora ferma.
Pessimo inizio di stagione:
Ed è proprio questo il grande assente in casa Ferrari: la vittoria. Al netto della pole position e del successo ottenuti nella Sprint Race di Shanghai, la Rossa non ha ancora conquistato né una pole né una vittoria in gara. Un digiuno che pesa come un macigno, e che i tifosi del Cavallino hanno ormai imparato a sopportare con rassegnazione.
A pesare ancora di più ci sono i numeri: la McLaren vanta 460 punti mentre il team italiano, primo degli inseguitori, ha uno svantaggio che al momento appare incolmabile (222 punti).

Lo sottolinea con amarezza anche Leo Turrini, noto giornalista italiano da sempre vicino all’ambiente Ferrari, che sul suo blog ha commentato questo momento critico.
“L’homo Ferrarista è tremendamente deluso. Il flop delle prime dodici gare è stato imbarazzante. Nessuno discute la buona fede di chi lavora a Maranello, ci mancherebbe. Ma zero vittorie (tranne la ormai famigerata Sprint cinese), zero pole e all’incirca la metà dei punti di McLaren non sono un bilancio. Sono una condanna“.
La sospensione:
Nelle ultime settimane si è parlato molto del nuovo pacchetto tecnico, in particolare di una sospensione aggiornata che dovrebbe migliorare il comportamento della monoposto che, soprattutto nelle prime gare del campionato era spesso imprevedibile.
Ma secondo il parere di Leo Turrini questo aggiornamento non sarà sufficiente a risollevare la Ferrari ed a portarla all’alto livello delle McLaren. La rivoluzione deve arrivare da un altro punto di vista.

“Se sei Ferrarista vero, non accetti che la stagione vada in archivio così. Sai benissimo che dal 2026 cambia regolamento tecnico, ma non per questo sta bene chiuderlo qua, questo 2025. Ti auguri che la misteriosa sospensione garantisca, che ne so, due o tre vittorie. Che diamine… Hanno vinto pure Red Bull e Mercedes”, sottolinea Turrini.
La permanenza di Vasseur:
Ad accompagnare l’aria di crisi che gravita attorno al box Ferrari, nelle ultime settimane sono circolate anche molte voci riguardanti il futuro del team principal, Fred Vasseur. Numerose fonti del Circus riferivano infatti che, in caso di ulteriori prestazioni deludenti, il sostituto, Coletta, fosse già pronto ad approdare a Maranello.
Ma il giornalista ha sottolineato che non tutto il problema verge nel ruolo del team principal.
“Detto questo, non avrebbe senso collegare il destino di Fred Vasseur agli esiti di questa nuova sospensione: da primavera 2014 a gennaio 2023, abbiamo avuto cinque team principal diversi. Risultati? Zero virgola zero. Evidentemente non tutto il problema sta lì, nell’identità del capo del reparto corse”.

“Se si fidano di Vasseur, debbono annunciarne la permanenza a medio termine, ovviamente invitandolo a limare certi spigoli. Se non si fidano, debbono sostituirlo e dopo di che allacciano le cinture, anzi, teniamole strette come ci tocca fare da tempo immemorabile. Qui sta il problema, altro che sospensione miracolosa…”
Il bilancio, insomma, è impietoso. La Ferrari si trova ancora una volta a fare i conti con aspettative disattese, una crescita tecnica che stenta a concretizzarsi e una direzione sportiva sotto osservazione. I tifosi, stanchi di promesse e illusioni, chiedono risultati concreti.
La stagione 2025 è ancora lunga e quella passata ci ha ricordato come i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo. E se è vero che il 2026 porterà un nuovo ciclo regolamentare, è altrettanto vero che un team come Ferrari non può permettersi di vivere un altro anno di transizione passiva. Serve una scossa.

