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Ferrari sempre più lontana, da podi e realtà. Turrini punge: “Stucchevole litania, parlino i fatti”

Anche a Baku una Ferrari sempre più lontana dal podio vede gli altri festeggiare. I rimpianti sono sempre troppi e le troppe chiacchiere un aiutano. L’analisi pungente di Turrini, che risponde anche a Vasseur.

Che l’annata in corso avrebbe riservato poche soddisfazioni, i tifosi della Ferrari ormai l’hanno capito da un pezzo. Vero è anche che, se da una parte si aspetta il 2026 tra entusiasmo ed anche qualche preoccupazione, fa comunque riflettere vedere sul podio tanti piloti e team diversi. E Ferrari rimane assente.

Dal Gran Premio del Belgio, il podio è diventato un miraggio. A Baku, il Cavallino ha offerto un’altra prestazione opaca, confermando la deriva di una stagione che ormai ha poco da raccontare, se non di rimpianti e apprensioni per il prossimo futuro.

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Nel cittadino di Baku è inciampata anche la McLaren, forse per la prima volta durante una stagione eccezionale. Ma a differenza di Maranello, qualcuno ne ha approfittato: Verstappen, sempre lucido, e le Mercedes, ritrovate.

Il risultato? Ferrari superata anche in classifica costruttori. E a far più punti, ancora una volta, sono piloti che — almeno sulla carta — dovrebbero stare dietro: da Sainz a Tsunoda, da Lawson ad altri outsider che sembrano aver trovato quella fame e quella costanza che alla Rossa mancano.

Scuotere la Ferrari:

Ferrari quindi rimane indietro, a guardare. A inseguire.

Nel suo editoriale su Quotidiano.net, Leo Turrini fotografa perfettamente la situazione: “Scivola nell’anonimato”, scrive. E non ha tutti i torti. Anche quando crolla la McLaren, a sorridere sono Red Bull, Mercedes, perfino Williams e Racing Bulls. Ferrari no, anzi, rimane all’ombra di rimpianti.

A Baku l'ennesima prestazione opaca della Ferrari che non approfitta della debacle McLaren. Turrini non usa mezzi termini e risponde a Vasseur.

Sta diventando stucchevole la litania classica del dopo gara: la prestazione poteva esserci, non siamo riusciti a mettere tutto assieme, la questione delle gomme che non vanno in temperatura è un evergreen, poi a volte è il fondo piatto, senza dimenticare la potenza che cala e bla bla bla“, scrive Turrini.

Le lamentele di Vasseur:

Anche Frédéric Vasseur comincia a perdere la pazienza: si lamenta del chiacchiericcio attorno al team, delle troppe voci, delle pressioni. E ha ragione.

Siamo arrivati all’autunno e ancora non c’è soluzione ai problemi, tecnici o gestionali che siano“, aggiunge il giornalista, che cita poi le lamentele di Vasseur sulle voci diffuse dai media: “Ha tutto il diritto di lamentarsi per le troppe chiacchiere che circolano intorno alla Ferrari, ma spero sappia che soltanto con le vittorie si spegne il falò delle indiscrezioni. E invece sempre qui stiamo: a specchiarci in una impotenza che genera rassegne. Non va bene, non va assolutamente bene“.

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Serve quindi una svolta, una rivoluzione a 360°. La verità è che la Ferrari non può permettersi di essere solo “presente”. Il nome, la storia, la passione che porta con sé non meritano un ruolo da comparsa. Non si può più vivere di ricordi, né aspettare il 2026 come fosse una terra promessa.

Servono risposte, adesso, bisogna reagire e bisogna farlo prima di continuare a guardare gli altri conquistare podi, vittorie e soddisfazioni con una Rossa ferma a P8 e P9. Perché ogni gara che passa senza un segnale, è un altro passo verso l’indifferenza. E per una squadra come la Ferrari, l’indifferenza è peggio della sconfitta.

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