Ferrari riparte dall’affidabilità e dalle sensazioni positive di Leclerc: nei test in Bahrain la Rossa convince sul programma, ma la nuova era resta tutta da decifrare.
Ieri si sono conclusi i tre giorni di test in Bahrain, che hanno portato una ventata di perplessità e criticità. Le nuove vetture sono ancora un enigma; tra gestione dell’energia, l’affidabilità delle nuove power unit e sistemi ibridi più complessi le incognite sono numerose.
Nonostante una rivoluzione ancora da decifrare, Charles Leclerc si dice soddisfatto di questa seconda sessione di test, la penultima prima del debutto della stagione.
Monoposto complesse da capire:
“La mia opinione su queste macchine sta migliorando, senza dubbio”. Ha esordito così il pilota monegasco al termine dei test. Nel corso dei tre giorni complessivi, la Ferrari ha avuto modo di accumulare dati importanti grazie ad un’intensa attività in pista: sono 423 i giri percorsi, pari a 2.291 chilometri, che hanno permesso al team ed ai piloti di costruire il feeling con la SF-26.
“È un cambiamento enorme per la Formula 1. C’è meno possibilità di attaccare in curva, ed era proprio quell’aspetto che mi piaceva di più delle monoposto precedenti. Ora è diverso. Ma stiamo ancora cercando di capire a fondo queste vetture: ci sono molti sistemi nuovi e come piloti dobbiamo imparare a gestirli per estrarre il massimo potenziale. Il lavoro è tanto, ma la situazione sta evolvendo in positivo”.

“Credo che tutti stiano cercando di spostare l’attenzione sugli altri, ed è normale in questo periodo dell’anno. È molto difficile capire i reali valori in campo. Lo era già con la generazione precedente di vetture, ma ora con l’ibrido e una parte elettrica ancora più determinante, ci sono tante regolazioni che permettono di nascondere il vero potenziale. È complicato capire esattamente dove siamo”, ha sottolineato.
Un programma senza imprevisti:
Nonostante questi aspetti ancora da affinare, Leclerc ha evidenziato il buon lavoro svolto dal team nel corso dei test e, soprattutto, la questione affidabilità.
“Quello che mi rende soddisfatto è che stiamo seguendo il nostro programma senza problemi di affidabilità. Tutto sta procedendo secondo le aspettative, ed è una buona base di partenza. Red Bull ha mostrato cose molto interessanti dal punto di vista della power unit, soprattutto qui in Bahrain. Anche Mercedes ha fatto vedere segnali importanti, anche se credo stiano nascondendo qualcosa. In questo momento direi Red Bull e Mercedes leggermente davanti, poi noi, ma il divario non sembra enorme”.

L’alfiere del Cavallino ha sottolineato che in questa fase è complicato dare un giudizio sui valori in campo. Un giudizio che ricalca quello di Max Verstappen che, nei giorni scorsi, ha duramente criticato questa nuova era della F1, definendo queste vetture come “Formula E con steroidi”.
“Non è certamente la macchina più divertente che abbia mai guidato. Ma è così che stanno le cose e cerco di trovare il piacere in modo diverso. La sfida di sviluppare un sistema completamente nuovo è stimolante e interessante. Mi piace esplorare soluzioni che in passato non avrebbero funzionato, ma che oggi possono fare la differenza. Il piacere puro di guida è cambiato, però la sfida tecnica mi motiva“.
Un’ammissione sincera, che fotografa il nuovo equilibrio tra i piloti ed il loro stile di guida e le nuove vetture.
“Come piloti di Formula 1 dobbiamo sempre adattarci. Quest’anno il cambiamento è più marcato rispetto al passato, ma soprattutto è aumentato il carico mentale. La percentuale di guida pura è leggermente diminuita, mentre è cresciuta l’attenzione verso la gestione dei sistemi”, ha spiegato il ventottenne.
Sorpassi, missione quasi impossibile:
Il focus dell’intervista ai media si sposta poi sul discorso energia e sorpassi. Sulla gestione della prima, il pilota #16 ha sottolineato come ogni squadra stia sviluppando un approccio diverso.
“Non posso entrare nei dettagli. Ogni team ha un approccio diverso e stiamo tutti cercando di spostare il carico di lavoro il più possibile sui sistemi piuttosto che sul pilota. È un equilibrio delicato, è un aspetto molto personale e stiamo lavorando per renderlo il più naturale possibile fin dalla prima gara”.
Come spiegato nei giorni scorsi da Diego Ioverno, direttore sportivo della Ferrari, entrambi gli alfieri stanno apprezzando le dimensioni ridotte delle vetture ma nonostante questo, per Leclerc superare resterà difficile.
“Al momento è estremamente difficile superare. Abbiamo fatto delle prove e condivido le impressioni di altri piloti. Ogni tentativo ha un costo energetico molto più alto rispetto al passato, e questo rende complicato attaccare e poi creare margine. Forse migliorerà con l’esperienza e con una migliore gestione delle situazioni”.

Infine, l’alfiere della Ferrari ha spiegato cosa si aspetta dalle prime gare: “Mi aspetto molto caos. La procedura di partenza è più complessa e, nonostante le simulazioni, nulla può replicare l’imprevedibilità del via di una gara. In quel momento non controlli completamente la traiettoria o il ritmo, dipendi anche dagli altri. Ci sono ancora molti punti interrogativi e la partenza è uno di questi. Potrebbero esserci sorprese nelle prime gare della stagione”.
Come sottolineato anche da Charles Leclerc, al momento è difficile fare un bilancio circa le gerarchie, che probabilmente rimarranno avvolte nell’incognita almeno fino al debutto di questa attesissima stagione.
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