Con Frédéric Vasseur alla guida e un regolamento rivoluzionato, la Ferrari inaugura il 2026 tra pressione mediatica, ambizione e la necessità di tornare subito competitiva. Il vantaggio del Cavallino? Un rapporto particolare.
Siamo ufficialmente entrati nella prima Race Week di questa attesissima stagione. Tra novità, incognite e tanto lavoro, la Ferrari si prepara a scendere in pista alla ricerca di riscatto.
Dopo una stagione 2025 deludente, segnata da più criticità che soddisfazioni, il team guidato da Fred Vasseur, al quarto anno a Maranello, è ora chiamato a voltare pagina. Il cambio di regolamento, come già raccontato da altri uomini Ferrari, potrebbe rappresentare un’occasione concreta e tornare ai vertici: una sfida tecnica attesissima e che potrebbe rivedere le gerarchia in griglia.
Quattro anni in Rosso, crescita e sfide:
Ai microfoni di Roberto Chinchero per Motorsport Italia, il team principal ha raccontato obiettivi e criticità che il Cavallino si prepara ad affrontare in vista di questa stagione totalmente inedita, soffermandosi non solo sulla squadra ma anche sull’evoluzione personale di Vasseur.
Quando gli domanda quanto sia cambiato come persona, dopo quattro anni a Maranello, il transalpino risponde con la consueta ironia.
“È una domanda che andrebbe rivolta a chi lavora con me! Ciò che è cambiato non è legato alla Ferrari, ma a tutta la Formula 1. Oggi siamo coinvolti in un processo che non prevede più pause, si torna da Abu Dhabi a metà dicembre, si partecipa a qualche evento e poi dai primi di gennaio siamo già totalmente coinvolti nell’assemblaggio della nuova monoposto”.

Il riferimento è a un calendario sempre più fitto e globale; l’impegno nell’affrontare ventiquattro appuntamenti annuali in giro per il mondo comporta uno sforzo organizzativo ed umano ben differente da quello di anni fa.
“Quindici o venti anni fa il calendario prevedeva meno weekend di gara, ma non solo, la maggior parte delle tappe erano disputate in Europa, mentre oggi quindici gare sono extraeuropee. Tutto questo ha un impatto, sono consapevole di essere un privilegiato nel mio ruolo, per i meccanici è molto più dura che per me, ma alla fine credo sia impegnativo per tutti”.
Vicinanza ai vertici come vantaggio strategico:
Sicuramente dopo quattro anni con il Cavallino, Vasseur ha avuto modo di entrare in contatto con la passione che da sempre circonda il team.
“In merito all’esperienza specifica in Ferrari, sappiamo che la squadra è circondata da una passione enorme, e questo aiuta ad avere una grande motivazione. Ma quando le cose non vanno come previsto non è semplice da gestire, diciamo che una stagione in cui ottieni buoni risultati, anche parlando dell’impegno e della fatica fisica, è molto più facile”.

Inoltre, l’intervista si sposta sul rapporto tra il team principal ed i vertici aziendali. Un rapporto che fino a questo momento non ha mai subito grandi oscillazioni ma che certo ha dovuto fare i conti con le ingenti criticità degli ultimi anni, in pista e fuori.
“Il rapporto è buono. Il grande vantaggio della Ferrari è che abbiamo un accesso diretto, quando c’è da prendere una decisione cruciale, o diventa importante avere un’opinione su qualcosa, posso confrontarmi velocemente con i vertici. E questa vicinanza è fondamentale, lo so bene perché non è sempre stato così nelle mie precedenti esperienze lavorative. Non è scontato, e in Formula 1 la velocità decisionale è fondamentale”, spiega l’ingegnere.
Quando la passione diventa ingombrante:
Uno dei passaggi più significativi riguarda l’impatto mediatico che circonda la Scuderia. La passione citata in precedenza può anche avere delle ripercussioni, talvolta innescando alcune criticità interne; nel corso della passata stagione, la mancanza di risultati ha portato la stampa italiana a rivolgere dure critiche all’operato di Vasseur e questo ha portato a più di una riflessione.
“Bisogna considerare che abbiamo tante persone nell’organizzazione, ingegneri anche molto giovani, tutti concentrati sul loro lavoro. È accaduto in più di un’occasione che abbiano letto sui media nomi di tecnici in procinto di arrivare a Maranello, io ero perfettamente cosciente dell’infondatezza di quelle indiscrezioni, ma chi occupa quei ruoli si è preoccupato. Ed è comprensibile, se i media riportano che è in arrivo una persona che svolge il tuo stesso lavoro, beh, credi di essere in discussione“.
Un episodio emblematico fotografa bene quanto raccontato dal francese: “Qualcuno è venuto nel mio ufficio perché la moglie aveva letto che sarebbe stato licenziato”.

Il TP minimizza l’impatto personale ma sottolinea il rischio di tensioni inutili all’interno di un gruppo che si prepara ad affrontare una nuova stagione.
“Per quanto riguarda la mia persona non ho problemi, ma dispiace vedere nascere nel team delle criticità inutili. Poi, si potrebbe argomentare che chi lavora in Formula 1, e soprattutto chi lavora in Ferrari, deve mettere in conto tutto, ma è umano preoccuparsi, al di là del lavoro che si svolge e della divisa che si indossa”, conclude.
Il 2026 rappresenta un vero e proprio punto di partenza per la F1 e ripartenza per la Ferrari. Per Fred Vasseur ed il team sarà una vera opportunità da sfruttare?
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