Il poleman del GP di Arlington, Marcus Ericsson, non è riuscito a concretizzare la partenza dal palo nella gara domenicale a causa di qualche imprevisto in corsia box. Lo svedese ha terminato mestamente in P4, risultando l’unica vettura di Andretti Global fuori dal podio.
Il team Andretti Global si è preso di gran lunga la scena in Texas, nell’attesissima prima edizione del Gran Premio di Arlington, dove Kyle Kirkwood con la sua Dallara Honda #27 ha transitato per primo sotto la bandiera a scacchi, ottenendo sia la vittoria che la testa della classifica.
Will Power ha completato i festeggiamenti della squadra con sede ad Indianapolis, riscattando le prime due deludenti gare e portandosi a casa il suo primo podio insieme alla crew #26, concludendo sul gradino più basso.
Tuttavia, le noti dolenti della gara sono state le problematiche riscontrate nel momento del pit da parte di Marcus Ericsson sulla macchina #28, che ha costretto lo svedese a lasciare la prima posizione, terminando solamente quarto. L’ex pilota di F1 si è mostrato altamente deluso del piazzamento a ridosso del podio, poiché sperava di poter convertire la sua prima pole in IndyCar in una vittoria.

“E’ stata una sorta di delusione, in un certo senso, perché siamo stati veloci per tutto il weekend. Non salire sul podio non è una bella sensazione, oltretutto la nostra auto era davvero competitiva”. Queste qua sono state le prime parole di Ericsson nelle interviste post-gara, come riportato dal sito dell’IndyCar.
L’ex pilota Ganassi è stato in testa per ben 16 giri prima che avvenisse il fattaccio in corsia box, dove un malfunzionamento della pistola per gli pneumatici ha fatto in modo che perdesse irreversibilmente le chance di vittoria. Successivamente il pilota scandinavo è stato chiamato a rimontare, ma i vari problemi riscontrati con le gomme rosse Firestone, hanno influito sul suo ritmo di gara.
Una dinamica simile era già accaduta nel round iniziale di Saint Peterburg, dove il classe ’90 nelle fasi finali della gara era retrocesso dalla seconda piazza fino alla sesta, lasciando il podio a Mclaughlin e a Lundgaard.
“Dobbiamo lavorare su questo aspetto per migliorare. Ciò apre nuove possibilità di gara. Ci ha penalizzato oggi e probabilmente ci è costato un potenziale podio. Tuttavia, avere tre vetture tra le prime quattro è un risultato straordinario per il team. E’ solo frustrante essere l’unico fuori dal podio“.

“Detesto dire che è una buona giornata in termini di punti quando si passa dal primo al quarto posto. Se si passa dal decimo al quarto, è un’ottima giornata in termini di punti. Ma è comunque un progresso”.
Lo svedese ora è situato all’ottavo posto in classifica, con una posizione guadagnata rispetto a Phoenix, con un ritardo di ben 49 punti dal compagno Kirkwood. Bisogna tenere a mente che il suo contratto scadrà al termine della stagione, per cui il discorso riguardo il suo possibile rinnovo del contratto si baserà anche sulle sue prestazioni durante l’arco della stagione.
Ericsson sembra aver cambiato marcia rispetto alle scorse 2 annate insieme ad Andretti, per cui vedremo se tali prestazioni consentiranno al vincitore della Indy500 2022 di poter continuare la sua avventura nel team con cui è legato dal 2024, oppure se sarà costretto a cambiare casacca per il 2027.
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