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F1 | Qualifiche GP Canada – Analisi telemetria: sorpresa Russell!

Con distacchi minimi Mercedes torna alla pole, ma per la gara Verstappen e McLaren sembrano avere più chance di vittoria.

Le qualifiche del GP del Canada hanno visto il ritorno alla pole di George Russell, primo a pari merito con Verstappen, che ha fatto registrare lo stesso crono di 1:12.000, ma scatterà secondo dato che l’ha fatto dopo. Il fatto che i due piloti che condivideranno la prima fila hanno messo a segno lo stesso identico tempo al millesimo, episodio che non si verificava addirittura dal GP d’Europa a Jerez del 1997, fa subito capire quanto sia stata tirata la sessione e quanto i valori in campo siano ormai vicini.

I distacchi rimangono minimi se si considera anche Norris, che ha chiuso in terza posizione a due centesimi dalla pole. Ci sono dunque tre diverse monoposto racchiuse in appena 21 millesimi ed è impossibile fare pronostici. Se la Mercedes sorprende in positivo, ma solo con il #63, in quanto Hamilton, settimo, ha lamentato i soliti problemi che affliggono la W15, delude invece la Ferrari, che ha visto entrambe le proprie SF-24 uscire nel Q2.

A questo punto, in vista della gara, può essere utile analizzare la telemetria, che, nonostante non possieda un’elevata precisione, è comunque uno strumento sufficientemente adeguato per capire meglio i valori in campo e trarre le dovute conclusioni. In questo articolo si faranno due confronti, uno, più approfondito, tra Russell, Verstappen e Norris e uno tenendo in considerazione il poleman e Leclerc, per poi tirare le somme. Per quanto concerne i numeri e i nomi delle curve si segue questo schema.

Confronto Russell-Verstappen-Norris

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Si inizia dunque col confronto tra i migliori tre piloti delle qualifiche. Sul rettilineo del traguardo il più veloce è Verstappen, che raggiunge una top speed di 309 km/h contro i 305 km/h di Russell e i 304 km/h di Norris. Dei tre il #63 è quello che frena per primo per curva 1, mentre gli altri due ritardano la staccata e guadagnano qualche centesimo di secondo, senza sacrificare troppo l’uscita della 2.

Anche per la chicane successiva di curva 3-4 il pilota della Mercedes frena prima e ha una velocità al punto di corda minore, ma riesce a recuperare in trazione. In questo tratto il #1 riesce a essere incisivo in ingresso e a non perdere troppo, mentre il #4 osa forse troppo coi freni ed esce lentissimo verso la 5 e la 6. Alla fine del T1 l’olandese ha un vantaggio di un decimo su Russell e di un decimo e mezzo sull’alfiere della McLaren.

In curva 6 il #63 frena nuovamente per primo e sacrifica l’entrata di questa chicane per “uscire a cannone” dalla 7 e guadagnare nella seconda zona DRS del tracciato. Verstappen è invece quello che ritarda maggiormente la staccata e perde in trazione, anche rispetto a Norris. Nel rettilineo prima della 8 l’asso della Mercedes raggiunge la sua top speed, che è di 308 km/h, prima rispetto agli avversari. Il #4 non va oltre i 307 km/h e il #1 tocca i 310 km/h, risultando ancora il più veloce nonostante la pessima uscita di curva.

Nella chicane di curva 8-9 il pilota della McLaren porta più velocità in curva, mentre Russell frena prima per guadagnare in uscita. Entrambi guadagnano su l’olandese, che stacca per ultimo, ha una velocità al punto di corda minore e perde in trazione. Alla fine del T2 il #63 è in vantaggio di pochissimi millesimi sul leader del campionato e di un decimo sul connazionale.

Per lo stretto tornantino di curva 10 si confermano le differenze di approccio viste finora, con l’alfiere della Mercedes che anticipa la frenata per avere una trazione migliore e quello della Red Bull che stacca più tardi e perde in uscita. L’uscita migliore dalla 10 ce l’ha Norris, che guadagna anche su Russell nella prima fase di accelerazione. Con l’aumentare delle velocità, però, il vantaggio del #4 in trazione si annulla. Nel rettilineo più lungo del circuito intitolato a Gilles Villeneuve il #63 tocca la top speed di 334 km/h, battendo sia Verstappen, che si ferma a 328 km/h, sia l’asso della McLaren, che non va oltre i 323 km/h.

Per l’ultima chicane il pilota della Mercedes frena per l’ennesima volta per primo. Invece, i due rivali staccano più tardi. La velocità minima tra la 13 e la 14 più bassa la tocca Russell, che però recupera in trazione, mentre quella più alta è di Norris, che è il più veloce in questo microsettore ed esce lievemente meglio rispetto al #1. Sulla linea del traguardo la top speed è di 296 km/h per il #63, di 297 km/h per il #4 e di 299 km/h per l’olandese. Alla fine del giro Russell e Verstappen fanno segnare lo stesso identico tempo al millesimo, mentre Norris ferma il cronometro a 21 millesimi dalla pole.

CanadianGP Norris 4

Da questi dati si possono trarre alcune considerazioni sui valori in campo. Contrariamente a quanto possa sembrare, la McLaren si conferma forse la monoposto migliore e più bilanciata del lotto e soffre solo nei lunghi rettilinei. Nella prima fase di accelerazione, infatti, il #4 regge bene il confronto, ma quando l’aerodinamica prende il sopravvento sulla potenza motoristica perde qualche km/h. Inoltre, la vettura si è confermata troppo rigida, ma ha ben figurato nelle curve a media velocità, ossia le chicane di curva 8-9 e di curva 13-14.

Gli aggiornamenti portati a Miami hanno comunque dato i loro frutti, con la MCL38 che si è comportata bene con entrambi i piloti, a differenza delle due Mercedes e delle due Red Bull. Se Norris è terzo, c’è infatti Piastri quarto subito dietro a lui, a dimostrazione dell’ottimo equilibrio della macchina di Woking. La monoposto “papaya” è stata probabilmente aiutata dalle basse temperature (come in Cina), ma è stata molto competitiva in un tracciato in cui avrebbe dovuto soffrire maggiormente rispetto alla Ferrari e alla Red Bull.

Parlando proprio della Red Bull, non si può non elogiare Verstappen, che continua a fare la differenza ed estrae sempre il massimo potenziale dalla vettura, se non anche qualcosa in più. Con distacchi così piccoli sta ricominciando a emergere il fattore umano e il #1 è senza dubbio il miglior pilota della griglia. La RB20 vista a Montreal è molto incisiva in frenata, ma soffre un po’ in fase di trazione. Il fatto che l’olandese sia stato il più veloce nel primo settore conferma ancora che la monoposto di Milton Keynes riesce a mettere rapidamente le gomme nella finestra di esercizio ottimale, anche in una pista che non sollecita particolarmente le coperture a livello di carichi laterali e quindi rende più difficile il processo di mettere energia nei pneumatici.

Come già detto, Verstappen va probabilmente oltre i limiti della macchina, che è ancora troppo rigida per quanto riguarda il comparto sospensivo. In Canada sembra però che il campione del mondo in carica abbia capito meglio il problema relativo alla rigidezza e sia riuscito ad arginarlo quanto più possibile, adottando anche traiettorie leggermente diverse dalla concorrenza per sfruttare meglio le doti del pacchetto a sua disposizione. In vista del GP di stasera, il #1 è sicuramente uno dei favoriti per la vittoria, ma dovrà fare attenzione alla gestione delle gomme, che non sembra più il punto forte della sua monoposto.

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Passando infine alla Mercedes, è innegabile che abbia compiuto grandi progressi nelle ultime tappe, ma è certamente troppo presto per esaltarsi e per convincersi che siano tornati al vertice. Questa pole di Russell, ovviamente meritata, ha nascosto infatti i problemi di Hamilton, solo settimo. Il #44 ha lamentato un cambiamento di comportamento della vettura tra le FP3 e le qualifiche, il che è ormai diventato un classico nel team di Brackley.

La W15 è infatti una vettura con un buon potenziale, come dimostra appunto il primato del #63, ma ha una coperta molto corta, cioè una finestra di funzionamento così piccola che ogni minima variazione nelle condizioni esterne rischia di perturbare i fragili equilibri delle frecce nero-argento. La differenza di quasi tre decimi tra i due piloti della Stella è da attribuire sicuramente al fattore umano, ma non è da escludere che ci siano state delle differenze d’assetto che hanno influenzato le prestazioni.

Nel giro della pole, comunque, la Mercedes ha brillato nella fase di trazione, sacrificando spesso la frenata, fase in cui dà l’impressione di essere poco incisiva. Un altro fatto interessante riguarda le velocità massime, in quanto Russell è più lento dei due avversari presi in considerazione in tutti i rettilinei eccetto quello che precede il famigerato “muro dei campioni”. Alla base di ciò, oltre a una leggera scia, potrebbe esserci una differente erogazione dell’ERS, volta a privilegiare la top speed nel rettifilo più lungo del circuito, come potrebbe indicare anche il fatto che negli altri allunghi la W15 smette di accelerare dopo una certa soglia, forse a causa del clipping (se questa ipotesi sull’ibrido fosse confermata).

Intanto tra qualche ora si potrà scoprire se il primo tempo del #63 di ieri è stata un fuoco di paglia o se è indice di una ritrovata competitività della Stella. Gli uomini di Wolff hanno certamente migliorato la loro posizione nello schieramento grazie a dei buoni e ben ponderati aggiornamenti, ma è inverosimile che siano già tornati al top. Proprio per questo, pur essendo molto difficile fare pronostici per stasera, dei primi tre Russell è forse quello con meno probabilità di vittoria. Vedremo cosa ci riserverà il futuro, senza dimenticare che il rischio di pioggia è concreto e potrebbe rimescolare i valori in campo. In ogni caso, la corsa di stasera si preannuncia interessante.

Confronto Russell-Leclerc

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Passando alla comparazione tra Russell e Leclerc (per entrambi si considera il miglior giro del Q2), si nota che il monegasco perde terreno in maniera continua e generalizzata dall’inglese. L’unico momento in cui il #16 recupera qualcosa è l’uscita dell’ultima curva, in cui il britannico commette forse una sbavatura, come dimostra il ritardo con cui la sua velocità aumenta. Nei rettilinei le top speed sono simili, tranne che in quello prima di curva 1, in cui il #63 tocca 311 km/h contro i 306 km/h dell’avversario. Prima della 8 l’alfiere della Mercedes raggiunge quota 309 km/h, superando i 308 km/h del pilota della Ferrari, mentre prima della 13 si ferma a 328 km/h, contro i 327 km/h del rivale.

A questo punto è interessante notare la differenza di top speed di Russell tra il Q2 e il Q3, dal momento che nel Q3 quella prima di curva 1 è minore (305 km/h contro 311 km/h), ma è maggiore quella prima di curva 13 (334 km/h contro 327 km/h). Inoltre, il tempo fatto registrare dall’inglese nel Q2 è stato due decimi e mezzo più veloce di quello fatto registrare nel Q3 e valsogli la pole, indice del fatto che le condizioni del tracciato sono peggiorate tra le due sessioni.

Tornando a parlare della comparazione, emerge che in tutte le staccate fino a quella di curva 8 inclusa Leclerc frena prima di Russell. Questo è un po’ un’anomalia, in quanto l’incisività in frenata è notoriamente un punto forte della Ferrari e, soprattutto, del monegasco. Nelle ultime due staccate invece, ossia quella prima della 10 e quella prima della 13, il #16 torna a guadagnare in frenata.

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Questo fatto può essere dovuto a una mancanza di fiducia del ferrarista, che ha disputato tutte le FP3 con un problema ai freni posteriori, o a una mancanza di temperatura nelle gomme, problema noto della SF-24 di inizio anno che non si è più manifestato dopo Shanghai anche a causa delle alte temperature. Questo grattacapo potrebbe non essere stato del tutto risolto e le basse temperature dell’asfalto e il poco grip che questo offre potrebbero aver fatto sì che in Canada si ripresentasse la difficoltà nel mettere energia nelle gomme.

A ogni modo, la Rossa vista ieri nelle qualifiche non si è mai accesa e sembrava continuamente in “modalità sopravvivenza”, indice di una possibile mancanza di performance pura, almeno sul giro secco. Sul passo gara il discorso è diverso, in quanto, pur essendo stati fatti registrare pochi giri, che poi vanno chiaramente presi con le pinze, la vettura di Maranello non è sembrata molto attardata rispetto alle rivali. Tuttavia, la posizione di partenza potrebbe essere un ostacolo non indifferente nella gara di oggi e potrebbe aver compromesso il weekend del Cavallino. Anche in questo caso, non resta che aspettare le 20:00 di stasera, quando prenderà il via il GP del Canada (QUI l’ordine di partenza).

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