Verstappen ha bocciato gli aggiornamenti della Red Bull in una discussione con Ricciardo prima della gara in Ungheria.
Il weekend in Ungheria è stato uno dei più difficili finora in questa stagione per Verstappen, che è, in senso figurato, esploso per la rabbia e la frustrazione. L’olandese è sempre stato molto critico con se stesso e coi suoi uomini e non è mai stato un mistero che esiga sempre il massimo da tutti i suoi collaboratori, ma questa volta è andato decisamente oltre al limite, mancando di rispetto a chi ha creduto in lui sin dal primo momento. Già dopo le qualifiche, in cui ha mancato la pole per 46 millesimi, il #1 ha lanciato un’invettiva alla squadra, sostenendo che qualcuno dovesse “svegliarsi” e che servisse fare di più per rimettersi in carreggiata. In seguito c’è stata la gara, durante la quale una strategia sbagliata, che lo ha fatto cadere vittima di due undercut, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso già colmo.
Verstappen ha infatti portato avanti per tutta la durata della gara un acceso diverbio col suo ingegnere di pista Gianpiero Lambiase, con cui si è lamentato (per usare un eufemismo) di tutto, a partire dalla pessima guidabilità della vettura e dagli errori strategici. Questa discussione, a un certo punto, ha addirittura portato Lambiase a definire “infantile” il comportamento in radio del 26enne, che però non ha smesso di fare commenti taglienti dettati dalla frustrazione nel prosieguo della corsa e nelle interviste dopo la bandiera a scacchi. In pista, il GP dell’olandese si è chiuso con un quinto posto finale, non molto lontano dal terzo posto che avrebbe conquistato se fosse riuscito a superare Hamilton e che era il miglior risultato ottenibile. Difatti, le McLaren erano semplicemente su un altro pianeta, portando a casa una facile doppietta nonostante una gestione dei piloti imbarazzante.

A ogni modo, questo eccessivo nervosismo del leader del campionato sembra essere dovuto ai problemi e alla scarsa competitività della monoposto. Proprio la McLaren ha infatti scavalcato già da diverse gare la Red Bull nello schema gerarchico dei valori in campo, relegando la vettura di Milton Keynes al ruolo di seconda o, talvolta, persino terza forza. La mancanza di passo della RB20 va unita a dei problemi di bilanciamento e di guidabilità che sono emersi gradualmente negli ultimi GP con i nuovi aggiornamenti. In particolare, le migliorie portate proprio a Budapest, oltre ad aver aggiunto meno performance di quanto forse ci si aspettava, hanno reso la macchina di Waché molto sottosterzante, caratteristica non gradita da Verstappen. Difatti, è arcinoto che il #1 preferisca guidare una vettura che tenda al sovrasterzo, quindi molto puntata sull’anteriore.
In questo senso, si potrebbe spiegare anche il buon weekend di Perez, che, aldilà dell’incidente in qualifica, è stato abbastanza vicino nel ritmo al compagno di squadra sia al venerdì che alla domenica per la prima volta da diverso tempo e, appunto, si trova più a suo agio in monoposto sottosterzanti. L’impressione è che, come potrebbe essere accaduto in Ferrari dopo la ricomparsa del bouncing, la Red Bull abbia cercato di rendere la sua macchina più stabile e maneggevole (dato che anche secondo Verstappen era diventata troppo difficile da guidare) spostando il carico al posteriore, cambiamento che ha però innescato del sottosterzo in ingresso curva. Questo fatto ha suscitato dunque l’insoddisfazione dell’olandese.
Lo stesso Verstappen è stato “beccato” dalle telecamere, durante la Drivers’ Parade prima della gara, mentre chiacchierava con Ricciardo. Il #1 ha confessato senza filtri al collega e amico i problemi di bilanciamento della RB20, bocciando di fatto gli ultimi aggiornamenti portati in pista: “[Nelle] curve potrebbe essere migliore [la macchina aggiornata], ma la caratteristica della vettura è sempre la stessa. È molto lenta in ingresso curva, il posteriore è indomabile e c’è tanto sottosterzo in curva. Penso che abbiamo esagerato, è molto [puntata] sul posteriore.”
Insomma, in casa Red Bull l’aria non è delle migliori. Verstappen è chiaramente un valore aggiunto quando il pacchetto completo funziona, ma, se insoddisfatto, il 26enne, sempre bramoso di vittorie, rischia di appesantire il clima interno alla squadra. Non sembra un caso che l’esplosione dell’olandese sia avvenuta a Budapest, dove si aspettava probabilmente che la sua monoposto aggiornata sarebbe tornata sullo stesso livello della McLaren. Il cronometro ha dato però un esito diverso, sentenziando che la MCL38 ha un buon vantaggio tecnico sulla concorrenza e che la RB20 rischia di essere superata anche dalla Mercedes. Ricapitolando, i numerosi aggiornamenti portati da Miami in poi hanno fatto perdere progressivamente guidabilità e bilanciamento alla vettura anglo-austriaca e le hanno anche fatto fare un miglioramento più piccolo di quello sperato, facendole perdere terreno rispetto ai rivali (probabilmente è soprattutto questa tendenza ad agitare il tre volte campione del mondo).
Ad aggiungere del pepe alla situazione, pare che Horner sia riuscito ad assicurarsi la permanenza di Marko a Milton Keynes fino a fine 2026, blindando di conseguenza anche Verstappen e ristabilendo finalmente la pace interna alla squadra. Il nervosismo del #1 potrebbe essere perciò stato determinato sia dall’insoddisfazione per le prestazioni e il comportamento della vettura sia dall’impossibilità di esercitare la clausola Marko per i prossimi due anni. L’olandese è comunque in una buona posizione in classifica, avendo conservato la bellezza di 76 punti di vantaggio su Norris e risultando dunque ancora il favorito. La lotta è però aperta, con l’inglese della McLaren che dovrà recuperare circa 7 punti a GP per laurearsi campione. Vedremo come si evolverà la situazione a Spa e nel prosieguo della stagione, che si preannuncia interessante.
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