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Vasseur sugli aggiornamenti: “Siamo al limite”

Il TP della Ferrari sostiene che con l’attuale stabilità regolamentare sia diventato estremamente difficile migliorare le monoposto.

La Ferrari ha chiuso la prima parte di stagione in maniera deludente, in quanto se a inizio campionato era seconda forza netta adesso è scivolata a quarta forza. La chiave di questo regresso sono, ovviamente, gli aggiornamenti, con la McLaren e la Mercedes che hanno fatto degli enormi balzi in avanti e con la Rossa che ha perso la bussola col pacchetto introdotto a Barcellona. Tali migliorie hanno infatti aumentato il carico aerodinamico, come sperato, ma hanno anche innescato nuovamente il bouncing, che limita fortemente le prestazioni della monoposto in quanto causa instabilità e toglie fiducia ai piloti.

Per tale motivo a Silverstone gli uomini di Vasseur hanno addirittura deciso di tornare alla vecchia specifica di Imola, dopo aver svolto un test comparativo al venerdì. In Ungheria sono poi arrivati i primi correttivi, che hanno ridotto il saltellamento ma, di fatto, assieme ai compromessi d’assetto, hanno limitato la performance pura della vettura. Perciò, mentre McLaren, Mercedes e Red Bull sono in lotta continua tra di loro per le vittorie, il Cavallino è costretto a guardare da dietro e non riesce a inserirsi nella battaglia.

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Vasseur, in un’intervista riportata da FormulaPassion, ha spiegato i problemi di sviluppo della Ferrari, ribadendo che il bouncing è un fenomeno difficilmente visibile in galleria del vento, anche per via dei modelli in scala utilizzati e delle velocità ridotte consentite, e che tutti i team sono potenzialmente esposti al rischio di soffrirne: “Stiamo spingendo come dei dannati per portare delle novità e lo faremo il prima possibile. Il problema è che il bouncing non è controllabile. È quasi impossibile simularlo, anche perché può apparire o sparire da una sessione all’altra a seconda della direzione del vento o di altri fattori. Siamo tutti al limite su questo fronte. Non puoi replicarlo in galleria del vento. Abbiamo delle metriche per immaginare se il fenomeno migliorerà o no, ma alla fine siamo guidati dai guadagni prestazionali che potremmo ottenere con un po’ più di carico aerodinamico. Migliorare questi strumenti è un buon esercizio.”

A ogni modo, la scuderia di Maranello non è stata l’unica che si è trovata in difficoltà con gli sviluppi questa stagione. Difatti, – oltre all’Aston Martin, che per il secondo anno consecutivo fatica a migliorare la propria vettura in corso d’opera – la Red Bull ha gradualmente perso bilanciamento e guidabilità con i tanti pezzi introdotti da Miami in poi e la Mercedes a Spa, dove ha tagliato il traguardo prima e seconda, ha scelto di tornare al vecchio fondo dopo che – analogamente a quanto successo alla Rossa – si era rivisto del bouncing nelle prove libere con una specifica nuova. La McLaren è l’unico dei quattro top team a non aver mai avuto problemi con gli aggiornamenti, ma è anche vero che non ha portato migliorie significative dopo il corposo pacchetto che ha debuttato in Florida e le ha permesso di imporsi come prima forza e come macchina “universale”.

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Per spiegare come tutti i team siano sempre di più al limite con gli aggiornamenti, Vasseur si è servito di una metafora tratta dalla matematica. Il francese ha parlato infatti di “asintoto prestazionale”, facendo riferimento al fatto che più si va avanti nello sviluppo di una vettura più diventa difficile aggiungere performance (perché, per esempio, può ricomparire il bouncing) e che quindi, con la stabilità regolamentare attuale, è ormai sempre più complicato migliorare le monoposto. Detto in altre parole, tutte le squadre stanno faticando a estrarre ulteriore competitività dalle loro macchine, plafonate dai regolamenti che sono invariati da tre anni. In seguito, il 56enne ha sottolineato che per le prestazioni, che si basano sempre più su un equilibrio sottilissimo, sia fondamentale anche la fiducia dei piloti nella propria vettura, che può risultare determinante in materia di aggiornamenti. Di seguito le parole del team principal della Rossa.

“Non è stato facile per Mercedes come non lo è stato per noi e per altri team dall’inizio della stagione. Anche noi siamo al limite con lo sviluppo. Abbiamo gli stessi regolamenti da tre anni e abbiamo raggiunto l’asintoto prestazionale. È sempre più difficile cercare l’ultimo decimo di secondo ed è così per tutti. Dobbiamo regolarci sul fatto che il bouncing sia la chiave perché non si tratta semplicemente di prestazione, ma anche di fiducia dei piloti. Se guadagni 1-2 decimi di secondo e ne perdi 3 perché i piloti perdono fiducia, alla fine il bilancio è negativo.”

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A questo punto del campionato, la Ferrari deve cercare di riprendersi al più presto, perché è ormai terza in classifica e rischia di subire il sorpasso anche della Mercedes, dispersa a inizio anno. I prossimi aggiornamenti, che dovrebbero arrivare tra Baku e Singapore, dovranno risolvere i problemi di bouncing della SF-24 e migliorarne ancora le prestazioni, dato che il gap dalla vetta è comunque di almeno 2-3 decimi a giro. In vista del 2025, la Rossa dovrebbe disporre di un telaio riprogettato per spostare l’abitacolo e per alloggiare una nuova sospensione anteriore, meno conservativa e con uno schema pull-rod. Riuscirà il Cavallino a vincere un titolo prima della fine dell’attuale era regolamentare?

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