Dopo l’ultimo weekend di gara, in molti si sono chiesti se i valori mostrati dalla Ferrari SF-25 miglioreranno in futuro dopo il Bahrain. Succederà?
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La Ferrari davvero è migliorata? Questa è la domanda che in molti appassionati si stanno facendo dopo il Gran Premio del Bahrain, cercando di trovare delle speranze dai lati positivi che la SF-25 ha lasciato nella pista di Sakhir. La P4 di Charles Leclerc e la P5 di Lewis Hamilton devono essere visti in ottica fiduciosa, senza lasciarsi prevalere dal troppo disfattismo
Si deve essere ragionevoli, capire che la vettura è ancora molto incostante e acerba, quindi è difficile dare un valore assoluto a questa monoposto. Ma è cosa giusta riflettere su quanto accaduto nell’weekend del Bahrain, cercando pure di vedere ciò che è andato bene.
Prima di tutto l’ottima prestazione dei 2 piloti: sia Leclerc che Hamilton hanno guidato in maniera pulita e decisa. Il monegasco, autore di una gran difesa su Lando Norris, ha rischiato di andare a podio se a quest’ora non fosse intervenuta la Safety Car.

Il 7 volte campione del mondo, invece, è stato autore di una buonissima e solida prestazione in rimonta dalla P9 alla P5, ottenendo pure il riconoscimento di Driver Of The Day, per l’ottima costanza dimostrata. Un Lewis Hamilton che, dopo aver sbagliato il giro in Qualifica, ha mostrato di cosa è capace in gara, rimontando in delle difficili condizioni (dove pure la Safety Car ha fatto tanto)
Strategia, pit stop e aggiornamenti. Ciò non basta per il podio
Altro fattore importante è stata la gestione strategica della gara, molto attenta e pulita da parte degli uomini ai box Ferrari, super precisi sui pit stop (per la quarta volta consecutiva questa stagione, Ferrari esce dal GP con il migliore crono ai box con un tempo di 2.1s) e molto calcolatori sulla strategia. Purtroppo quest’ultima è stata vanificata dall’entrata in pista al 32esimo giro della Safety Car, che ha interrotto il secondo stint della SF-25, che si è dimostrato più efficiente del previsto.
Dai dati dell’analisi fatta sul passo gara, si evince che Leclerc con gomma Media, montata al primo pit stop, era chiaramente il più veloce di tutti, eguagliando e addirittura scendendo sotto i tempi di Oscar Piastri. Fino a prima del 32esimo giro, la Ferrari era la più veloce in gara, e si puntava ad allungare il secondo stint per poi montare la gomma Soft e tentare un’attacco al podio.

Non è stato possibile, poiché appena rientrati al 32esimo giro nel valzer dei pit stop, la Ferrari ha optato per la scelta della gomma dura, affinché si potesse raggiungere il 57esimo giro senza finire in degrado termico
Importante capire che la strategia c’era. Ferrari aveva preparato un’attacco al podio fattibile. Inoltre, gli aggiornamenti hanno migliorato quella che è la situazione delle monoposto, rendendo la SF-25 una vettura più comprensibile e maggiormente affine ai cambi di setup (la dimostrazione è arrivata in FP3, con una Ferrari più stabile e migliore rispetto a quella vista il Venerdì)
Serve risolvere il problema alla base: l’interazione aero-meccanica
Secondo autoracer.it, il nuovo fondo della SF-25 dovrebbe avere avuto un impatto di 1 decimo sulla prestazione dei due ferraristi nel GP del Bahrain.
Chiaramente, il decimo non è solo nel fondo. Il decimo è tutt’ora sbloccabile grazie al prossimo weekend, dove la F1 correrà a Jeddah, in un circuito front-limited che dovrebbe esaltare le caratteristiche della SF-25, quindi protezione dell’anteriore sulle temperature, curve medio-veloci dove fa la differenza il momento di imbardata che agisce sulla monoposto, e anche l‘efficienza aerodinamica, tipica di un circuito veloce come quello Saudita
A Maranello, in questo periodo, si sta cercando una soluzione per risolvere quello che è il problema alla radice della SF-25, ovvero l’interazione del fondo con le altezza da terra, gestite dal rapporto di bump/rebound che è importante al fine di garantire una stabilità della piattaforma aerodinamica il più al lungo possibile entro le diverse condizioni di marcia che influenzano la monoposto durante il giro secco o il long run

Inoltre in Ferrari (a quanto riportato da autoracer.it), si pensa sia stata risolta una fornitura difettosa del cambio. Questo si riaggancia al problema di cui abbiamo parlato a inizio stagione riguardo alla scatola della trasmissione, che nel primo Weekend di Gara in Australia ha impedito alla SF-25 di girare bassa quanto i tecnici si aspettavano.
A livello tecnico, una fornitura difettosa può significare la qualunque. Per esempio, anche stesso le proprietà fisiche del materiale con cui un elemento del cambio (pignone, sincronizzatore, sensori, attuatore, supporti o cuscinetti…) è stato costruito, potrebbero risultare instabili in un sistema che a livello di cinematica è molto delicato e complesso.
Sulla SF-25 sono previsti dei piccoli aggiornamenti di prestazione che dovrebbero garantire dei leggeri passi in avanti della vettura, come per esempio dei condotti freno posteriori nuovi nel disegno interno e una modifica al profilo principale dell’ala posteriore, che renderà il complesso più scarico. Inoltre, a Maranello è previsto un grosso pacchetto di aggiornamenti in arrivo più in avanti, al fine di cercare di risolvere il compromesso aero-meccanico per quanto concerne le altezze da terra. La risposta è chiara: c’è voglia di tornare al più presto sul podio e a lottare per le posizioni che contano
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