In un paese dove il cuore batte a ritmo di tamburi e la terra racconta storie di fuoco e foresta, Cadillac decide di fare il suo ingresso trionfale, mettendo a segno il primo successo assoluto. E lo fa in grande stile, con una vittoria che sembra quasi un tutorial su come dominare dalla A alla Z. Una gara che ha il sapore di un mondo capovolto, dove la bandiera a stelle e strisce svetta imperiosa sopra tutti, e la griglia del WEC sembra aver fatto il salto nel buio: Porsche, trionfante nel conquistare il terzo e quarto posto, e Peugeot che miracolosamente riesce a stare appena fuori dalla Top 5.
E nel frattempo, Ferrari e Toyota? Una lunga passeggiata nella nebbia, ben lontane dalla vetta, più volte doppiate e in difficoltà da far paura.
In classe LMGT3, la musica non cambia: un altro piccolo ribaltone in classifica, proprio come se tutto fosse al posto giusto. Lexus sbanca la concorrenza, portando a casa il successo di classe con la #87 e aggiungendo un quinto posto per la #78. Le Iron Dames si rifanno vive nelle zone calde della classifica, arrivando a sfiorare la terza piazza, e Ferrari? Buio pesto anche tra le GT, un po’ più lontana dal podio di quanto si pensasse. Intanto, Iron Lynx riesce a battere Ford, facendo quel minimo di progresso per allontanarsi, seppur di poco, dall’ultima posizione. Un trionfo che sa di “faticare a rimanere nel gruppo…”
Analizziamo insieme i promossi ed i bocciati di questo quinto appuntamento stagionale del WEC…
- TOP – Finalmente Cadillac: la vittoria che tremare Ferrari
- TOP – Lexus fa il colpaccio: sorpresa giapponese tra le LMGT3!
- TOP – Dalla delusione alla speranza: Porsche si prepara alla scalata
- FLOP – Toyota in caduta libera: una 6 Ore da dimenticare
- FLOP – Ferrari affonda a Interlagos: BoP proibitivo e zero gloria
- FLOP – Un anno da incubo: Iron Lynx senza via di uscita
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TOP – Finalmente Cadillac: la vittoria che tremare Ferrari
A ritmo di samba, Cadillac riesce finalmente a mettere a segno la zampata vincente. Dopo il disastroso pasticcio in Qatar e le fatiche eroiche che abbiamo visto fino ad oggi nel WEC, il marchio americano decide di bissare la pole position di Le Mans e di gestire la gara con una precisione degna di un orologio svizzero. La #12 taglia il traguardo per prima, con quasi un minuto di vantaggio sulla sorella, mentre la Porsche 963 #5 fa finta di essere nei paraggi, senza troppo successo.
Una vittoria dal sapore dolce, anzi, dolcissimo, come una caipirinha appena preparata. Le due Cadillac V-Series.R sono finalmente riuscite a imporre il loro passo, un ritmo praticamente ipnotico che ha messo in crisi tutti i rivali, in un fine settimana dove tutte le certezze sono andate in frantumi. Ora Cadillac si avvicina in classifica, riducendo il gap a -55 nei costruttori, con la #12 che comincia a far tremare il dominio di Ferrari nella classifica piloti.
E con il WEC che sta per giungere al termine e il BoP che sembra aver messo Ferrari su una sedia a rotelle, il brand statunitense è pronto a ribaltare l’egemonia del Cavallino. Un colpo di scena che profuma di trionfo… o di “finalmente!”

TOP – Lexus fa il colpaccio: sorpresa giapponese tra le LMGT3!
Come in classe Hypercar, anche tra le LMGT3 arriva una sorpresa che nemmeno i più ottimisti avevano previsto. Il marchio giapponese Lexus, braccio armato di Toyota, finalmente riesce a mettere il muso davanti a tutti, conquistando quel successo che sembrava sempre sfuggire, tra prestazioni altalenanti e la sfortuna che ci metteva sempre lo zampino.
Ma a Interlagos, stavolta, non c’è santo che tenga. La #87 vola via con quasi 40 secondi di margine sul secondo classificato, mentre la vettura gemella #78 aggiunge un altro mattoncino al successo, rafforzando il risultato e permettendo a Lexus di essere l’unico costruttore a piazzare due vetture nella top 5. In una classifica così corta e tirata come quella della classe GT del WEC, questo piazzamento consente a Lexus di “fare il panino” a Corvette, che ora si trova in piena lotta per il terzo posto. Ora, però, servirà solo un ingrediente in più: la costanza. Ma per il momento, ci godiamo questo colpo da maestro!

TOP – Dalla delusione alla speranza: Porsche si prepara alla scalata
Festeggiamenti in casa Cadillac, ma anche a Stoccarda ci si fa un bel brindisi. La #5 della Porsche si piazza sul terzo gradino del podio, con la sorella immediatamente dietro, regalando alla casa tedesca un risultato che profuma di rinascita. Dopo il lampo di Le Mans, Porsche sembra aver ritrovato il suo smalto, riuscendo a inseguire una Cadillac che, pur rimanendo inarrivabile per lunghi tratti, ha mostrato qualche crepa inaspettata. Ma alla fine, poco importa: le due Porsche 963 sono riuscite a conquistare il miglior risultato stagionale, insieme al podio della 24 Ore di Le Mans.
Merito anche del “magnifico” 0 di Toyota, Porsche ha l’occasione di rilanciarsi in una classifica che finora sembrava più un muro da scalare. Il distacco dalla vetta è di sole 64 lunghezze e con tre gare ancora da disputare, i tedeschi hanno una chance concreta di puntare al successo nel WEC. Ma l’incognita resta il temutissimo Balance of Performance, che continua a essere il vero ago della bilancia di questa stagione, come ha ben dimostrato la battaglia di Interlagos.

FLOP – Toyota in caduta libera: una 6 Ore da dimenticare
Se il sole splende in cima alla classifica, in casa Toyota invece è una pioggia incessante. Le Hypercar nipponiche hanno dato vita a un vero e proprio disastro, conquistando un risultato che definire amaro sarebbe un eufemismo: zero punti in questo calvario brasiliano. Una gara che ha visto le due Toyota GR010 affondare senza speranza, lontane anni luce dalla testa, incapaci di rialzarsi anche quando sembrava che ci fosse una possibilità di rientro.
Un weekend in affanno, tra difficoltà tecniche, scelte sbagliate e una sfilza di bocconi amari da digerire, con un ritardo dalla prima posizione che ha toccato il tragico picco di ben 3 giri. Sembra quasi che la sfortuna, quella vecchia amica di Toyota, si sia messa di nuovo in agguato, a mettere il bastone tra le ruote in ogni possibile occasione.

FLOP – Ferrari affonda a Interlagos: BoP proibitivo e zero gloria
Ferrari riesce a salvare a fatica un piccolissimo briciolo di dignità. Una giornata da dimenticare per il Cavallino, che saluta il Brasile con un bottino di appena 3 punti, assolutamente irrilevanti se paragonati alla forza travolgente di Cadillac e Porsche. Dalle stelle alle stalle: Ferrari si ritrova con un risultato misero che non fa altro che alimentare il senso di frustrazione in una stagione fin qui perfetta.
Non che puntare il dito contro la squadra di Maranello sia semplice. L’opaca prestazione di Interlagos non è solo il frutto di una scarsa affinità con la pista brasiliana, ma soprattutto di un BoP devastante che ha letteralmente affossato Ferrari, riducendo le sue chance di competere in modo serio. Dopo sei ore di sofferenza, Ferrari esce da questa gara con tutte le ossa rotte. Una performance che solleva più interrogativi che risposte, con il team che, purtroppo, ha dovuto fare i conti con un brutale schiaffo della realtà.
Un’immediata e amara consapevolezza di quanto in fretta possa cambiare il panorama nel WEC, portando il Cavallino a confrontarsi con un mondo che può rivelarsi implacabile e sfuggente.

FLOP – Un anno da incubo: Iron Lynx senza via di uscita
Se i gamberi vanno all’indietro, è grazie a Iron Lynx. La scuderia italiana continua a navigare in un mare di difficoltà, con un periodo critico che pare non finire mai, specialmente dopo il passaggio a Mercedes. Il quindicesimo e sedicesimo posto conquistati a Interlagos sono solo l’ennesima conferma di un team che sembra essere in totale confusione, incapace di trovare la giusta quadratura per tentare di salvare una stagione che, fino ad oggi, ha definito solo la parola “orribile“.
Certo, le Ford di Proton Competition hanno fatto ancora peggio, ma almeno per loro la stagione, pur senza acuti, regala qualche timido sorriso. Per Iron Lynx invece, non c’è nulla da sorridere. Tranne gli 8 punti conquistati a Le Mans con la #61, la vettura gemella resta incollata a un pesantissimo zero punti in classifica, un segno sempre più evidente che questa stagione è da archiviare senza pensarci troppo. Un’annata che sembra destinata a finire nel cestino senza nemmeno un rimpianto…

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