WEC | Glickenhaus e i problemi di un budget ristretto

WEC | Glickenhaus e i problemi di un budget ristretto

22 Aprile 2023 0 Di Francesco Gheza

In un Campionato che si divide sempre più in base ai fondi disponibili, Jim Glickenhaus dice la sua sul divario economico.

Se è vero che il mondo dei motori, da sempre, è un ambiente costoso, a prescindere dal fatto che lo si viva per passione, sport o lavoro, è pur vero che, talvolta, questo costo elevato non fa altro che enfatizzare alcuni problemi.

Nonostante un provvedimento in tal senso sia già stato attuato in Formula 1, con il tanto discusso “Budget Cap” che pone un limite al tetto di spesa, quando ci si trova di fronte a Costruttori di caratura internazionale, e dalle ampie possibilità economiche, tenere a bada le uscite diventa decisamente complicato.

È il caso del Campionato WEC che, mettendo a confronto Case automobilistiche importanti e piccoli Costruttori/Imprenditori dalle tasche assai meno capienti, estremizza la questione, tenendo inevitabilmente a galla il problema.

Colossi come Toyota, Ferrari, Peugeot, Cadillac e Porsche, possono infatti godere di cifre da capogiro per poter progettare, costruire e sviluppare i propri prototipi, mentre Glikenhaus e Vanwall cercano di trarre il massimo dai piccoli investimenti.

In un Campionato che si divide sempre più in base ai fondi disponibili, Jim Glickenhaus dice la sua sul divario economico.
Fotografia di Glickenhaus Racing

“Ci sono squadre che per un test spendono quanto noi in 3 anni”

Come ormai di consueto, a riportare alla ribalta tali scomode questioni, ci ha pensato l’esuberante Patron dell’omonimo team, Jim Glikenhaus, che anche questa volta ha saputo centrare in pieno l’argomento, senza destreggiarsi in inutili giri di parole.

Durante il weekend della 6h di Portimao, l’imprenditore americano ha commentato: “Per noi correre nel FIA WEC è davvero un’avventura fantastica, ma ricordo che a Le Mans, in passato, oltre al successo assoluto veniva dato un premio chiamato ‘Index of Economic Performance’ a chi otteneva il miglior risultato con la minima spesa. Diciamo che il nostro obiettivo è aggiudicarci questo”.

“Onestamente, nel motorsport siamo quelli che hanno speso meno di tutti per i risultati che abbiamo ottenuto. E questo è un problema, ci sono squadre che hanno speso molti più soldi per svolgere solamente dei test, rispetto a quelli che abbiamo speso noi per disegnare, progettare con gli Ingegneri, costruire e correre con la nostra vettura per 3 anni. Così è dura”.

Proprio a tal proposito, Jim Glickenhaus, insieme a Podium Advanced Technologies, ha iniziato il suo percorso nel WEC ben consapevole dell’impresa titanica che sarebbe spettata al team, ma rimane concentrato sul progetto conscio che, malgrado la sua sia una piccola squadra, ha già all’attivo diversi punti iridati e un fantastico podio a Le Mans 2022, pur essendo nel circus da soli 3 anni.

“Ogni mattina andiamo a lavorare dando il massimo, continuando ad imparare anche su piste come quella di Portimao, che non è adatta alla nostra 007 LMH, vettura più indicata per Le Mans. A Spa, invece, penso che andremo meglio, ma comunque continueremo ad impegnarci a fondo”.

In un Campionato che si divide sempre più in base ai fondi disponibili, Jim Glickenhaus dice la sua sul divario economico.
Jim Glickenhaus, fotografia di Glickenhaus Racing

La strada da seguire per un mondo più “green”

Interrogato, in quanto anche Costruttore di vetture stradali, riguardo al futuro dell’automobile in un mondo dalla direzione sempre più “green”, Jim Glickenhaus ha commentato: “Nel mondo è un periodo interessante sul piano economico, basta vedere le decisioni che hanno preso in Francia sull’età pensionabile e ciò che questo ha scatenato”.

“Poi c’è una sorta di guerra virtuale dei politici sulle vetture con motore termico. Dicono tutti che la soluzione è l’elettrico, mentre noi siamo convinti che in futuro siano meglio le celle ad idrogeno, infatti la nostra azienda si sta muovendo in quella direzione”.

“In generale, quello che facciamo è costruire e vendere auto, ma ci piace correre nel WEC, le Baja o al Nürburgring. Siamo questi”.

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In un Campionato che si divide sempre più in base ai fondi disponibili, Jim Glickenhaus dice la sua sul divario economico.
Fotografia di Glickenhaus Racing
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