Max Verstappen GP MIami 2025

F1 | Telemetria qualifiche GP Miami: Verstappen vola nelle curve veloci, McLaren spreca

Analisi telemetria qualifiche GP Miami – Verstappen prende la pole nei curvoni veloci del primo settore, ma le McLaren, che ne avevano di più, non mettono assieme il giro. Ferrari arranca sia nel veloce, a causa delle altezze, sia nel lento.

Verstappen si è aggiudicato la pole del GP di Miami nelle qualifiche di ieri, firmando un altro capolavoro, grazie anche a una Red Bull migliorata con gli aggiornamenti, e battendo ancora la McLaren, che per l’ennesima volta non capitalizza la superiorità tecnica della sua vettura a causa delle imperfezioni dei piloti. Norris, che ha commesso un errore nel suo giro, è infatti 2° a 65 millesimi dalla pole e precede di soli 2 millesimi Antonelli, a pochi centesimi da bissare la magia di venerdì, confermando però sia la sua crescita esponenziale sia il buon passo della Mercedes sul giro secco questo weekend.

Piastri, anonimo, è 4° a quasi 2 decimi e di poco davanti a Russell. Williams, in palla, continua a impressionare e ottiene una P6 con Sainz, a meno di 4 decimi da Verstappen, e una P7 con Albon. Malissimo invece Ferrari, 8° con Leclerc, a oltre mezzo secondo dal miglior tempo, e Hamilton addirittura 12° ed escluso in Q2. Chiudono la top10 un ottimo Ocon e Tsunoda.

Analizzando la telemetria, si possono però fare delle considerazioni interessanti sulle gerarchie in pista.

  • tot 1
  • tot 2
  • tot 3 1
  • tot 3
  • ver nor 1
  • ver nor 2
  • ver ant 1
  • ver ant 2
  • ver lec 1
  • ver lec 2

Red Bull

La Red Bull, grazie anche a un Verstappen fenomenale come sempre, si prende la pole nei curvoni del primo settore, in cui si è sempre esaltata, come già visto quest’anno a Suzuka e a Jeddah. La RB21, come le sue progenitrici, riesce a essere il riferimento nelle curve veloci grazie a un alto livello di carico aerodinamico e a una rigidezza sospensiva maggiore rispetto agli avversari. La netta superiorità della vettura di Milton Keynes nel veloce è tale che Verstappen, nonostante una piccola sbavatura in curva 1, guadagna nel primo settore 2 decimi su Norris e Antonelli, sufficienti per difendere il primato nonostante perda nei due intertempi successivi.

Difatti, Verstappen è abile nel limitare i danni nella sezione lenta e tortuosa tra curva 13 e 16, dove è McLaren a fare la differenza, e a mantenere alla fine il vantaggio costruitosi all’inizio del giro. La Red Bull in quel tratto mostra delle debolezze, con Verstappen che fatica moltissimo nella chicane lenta, dove servono delle sospensioni morbide per assorbire bene i cordoli alti – proprio per le diverse esigenze tra curve veloci e curve lente a Miami è complicato trovare il compromesso ideale nelle sospensioni -, e poi va tardi sul gas in uscita da curva 16.

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

La scelta di assetto degli uomini di Horner di non rinunciare ai punti di forza del progetto, senza andare ad ammorbidire le sospensioni per cercare la massima prestazione nel settore centrale, alla fine si è rivelata dunque quella corretta, permettendo a Verstappen di battere la concorrenza. Un aiuto alla RB21, in una pista che sulla carta non le era particolarmente favorevole, è poi arrivato dal nuovo fondo, che sembra aver dato qualche punto di carico in più e avrà anche il compito di risolvere i problemi di bilanciamento a centro curva e di allargare la finestra di funzionamento della vettura, rendendola competitiva su una più ampia gamma di circuiti.

McLaren

Ancora una volta la McLaren si dimostra la vettura più in forma del lotto, ma, come spesso accade, viene meno proprio sul più bello per via delle esecuzioni non perfette dei piloti. Nel Q2 le due MCL39 si erano assicurate un 1-2 con 3 decimi di vantaggio sugli inseguitori, ma hanno poi mancato nuovamente la pole nel momento decisivo.

Norris commette un errore all’ultima curva che gli costa, con ogni probabilità, la pole, esagerando nell’aggressione del cordolo interno, scomponendo la macchina e perdendo in trazione, mentre Piastri non riesce a mettere insieme il giro giusto. Il fatto che entrambi i piloti non siano riusciti a massimizzare il potenziale della macchina conferma il trend che la vettura papaya non è irresistibile ed è anche difficile da portare al limite nel time attack.

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

Il pacchetto di cui dispone la squadra di Woking è però, senza dubbio, il migliore e il più equilibrato tra tutti i settori, con la MCL39 che spicca nella sezione lenta e in trazione e perde poco nei tratti veloci. L’impressione è che la messa a punto sia stata orientata per cercare la prestazione proprio nel lento, andando ad ammorbidire le sospensioni e sacrificando i curvoni del primo settore, in cui il livello elevato di deportanza, superiore ai rivali, ha comunque permesso buoni riscontri.

Anche il caldo ha giocato a favore della monoposto papaya, che è per distacco la migliore nella gestione dello scivolamento, indotto dalle alte temperature, e del conseguente surriscaldamento delle gomme, in particolare quelle posteriori – motivo per cui si esalta nei tracciati rear limited -, sia in qualifica che, soprattutto, in gara.

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

Come già emerso nelle tappe passate, il punto debole della McLaren sono le top speed. Nella tabella che segue sono riportate le velocità massime nei due principali rettilinei dei 4 piloti presi in analisi e si nota appunto che, mentre Mercedes, Ferrari e Red Bull sono grossomodo sullo stesso livello, la MCL39 è più attardata, a causa del maggior drag, che è il prezzo da pagare per l’ottimo carico della vettura.

PilotaTop speed prima di curva 11Top speed prima di curva 17
1) Antonelli336 km/h341 km/h
2) Leclerc336 km/h339 km/h (-2 km/h da ANT)
3) Verstappen334 km/h (-2 km/h da ANT e LEC)340 km/h (-1 km/h da ANT)
4) Norris332 km/h (-4 km/h da ANT e LEC)334 km/h (-7 km/h da ANT)

Mercedes

La Mercedes si conferma molto competitiva questo weekend, almeno sul giro secco, con Antonelli, che sta impressionando per rapidità di apprendimento e di crescita, solidità e capacità di gestire la pressione, che batte nuovamente Russell e stavolta sfiora la prima fila di appena 2 millesimi.

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

La W16 è la più veloce sul dritto e può contare su un buon equilibrio, che le permette di comportarsi bene in tutti i tipi di curve senza eccellere in nessuno. Il compromesso tra drag e downforce è ancora una volta ottimo, ma la Freccia nero-argento sembra mancare ancora di un pizzico di velocità pura e dovrà fare dei passi in avanti per quanto riguarda la gestione del surriscaldamento delle gomme in gara, problema già emerso a Jeddah.

Ferrari

A Miami la Ferrari non è solo più distante dalla vetta del solito, con Leclerc che ha incassato esattamente 5 decimi e mezzo contro i 3-4 a cui ormai ci si era abituati, ma si è fatta scavalcare pure dalle due Williams, il che la rende quinta forza in questa – disastrosa – qualifica.

Leclerc accumula il distacco in tutti i tipi di curve e perde soprattutto in curva 1, nella lunga e prolungata curva 7-8 – dove la Rossa è costretta a seguire una linea a “V”, stando tutta larga in percorrenza della 7 per poi chiudere al punto di corda della 8, mentre la concorrenza, soprattutto McLaren, può permettersi di stare più stretta alla 7 e fare meno metri – e nel tratto lento tra curva 13 e 16.

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

Le difficoltà nel lento non stupiscono e sono ormai una costante della SF-25, che è incapace di esprimere grip meccanico alle basse velocità, quando l’aerodinamica non ha ancora preso il sopravvento. Questo limite sembra confermare un punto debole delle ultime vetture di Maranello e che Loic Serra, arrivato lo scorso anno dalla Mercedes, è chiamato a risolvere, ossia l’inadeguatezza del comparto sospensivo rispetto alla veste aerodinamica della monoposto, che, come suggeriscono le buone doti nelle curve veloci viste a Jeddah, non è molto inferiore alla concorrenza.

Il fatto che Leclerc perda tanto alla 7-8 è indice invece della mancanza di stabilità in appoggio e dello scarso livello di carico aerodinamico, dovuto alle maggiori altezze da terra rispetto alle sessioni Sprint che il team è costretto a deliberare per evitare di consumare troppo il pattino sotto al fondo, rinunciando però a una fetta importante della deportanza prodotta proprio dal sottoscocca. Non è un caso che Leclerc, rispetto alla qualifica Sprint, si sia migliorato di appena mezzo decimo, mentre gli altri top team sono progrediti di 2-3 decimi.

Questo dato evidenzia dunque un problema strutturale, insito probabilmente sempre nella meccanica del retrotreno, che affligge il Cavallino da inizio anno, per cui deve alzare la macchina più degli altri durante il “parco aperto” tra la Sprint Race, quando ci sono meno giri da percorrere e si imbarca meno carburante, e le qualifiche, in cui, a causa del parco chiuso, le vetture devono scendere in pista col setup che, salvo piccole modifiche, useranno anche in gara.

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

Quella vista in grande affanno a Miami è forse la peggior Ferrari della stagione, che ottiene peraltro il suo giro più veloce in Q3 con una gomma usata. Anche questo fatto non è casuale, ma è sintomo di un altro male della SF-25, ossia la finestra operativa estremamente ristretta. La gomma usata, infatti, avendo già subito un ciclo termico, ha un picco di aderenza più basso, ma che si è stabilizzato e rende quindi più facile estrarre prestazione dallo pneumatico.

E così, con una coperta cortissima e difficile da centrare – in cui la macchina sembra però entrare a circa metà gara, quando viene raggiunto il carico di carburante che “schiaccia” la monoposto nel suo punto di lavoro ottimale -, dato anche che la vettura è stata alzata da terra, Leclerc è stato più veloce su uno pneumatico potenzialmente più lento, ma più semplice da far funzionare. Serve comunque un netto cambio di rotta in casa Ferrari, che, secondo quanto riportato da AutoRacer, crede ancora nel progetto e punta a sbloccare il potenziale della SF-25 con degli aggiornamenti che verranno portati in pista dopo il GP di Spagna.

Uno sguardo alla gara

Analisi telemetria qualifiche GP Miami

Il GP di stasera è assolutamente aperto e si preannuncia interessante, con Verstappen che parte dalla pole con una macchina, sulla carta, inferiore e con la pioggia che potrebbe rimescolare le carte in tavola. Le McLaren partono da favorite, grazie al miglior ritmo di cui è capace la vettura, ma dovranno fare i conti con Verstappen, che farà di tutto per cercare di rimanere davanti. La Mercedes, invece, difficilmente sarà nella lotta per la vittoria, dato che in gara sembra perdere un po’ di competitività rispetto alla qualifica. L’aria sporca potrebbe essere anche oggi un fattore cruciale, ma i lunghi rettilinei dovrebbero offrire qualche possibilità di sorpasso.

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