Il DT della Red Bull non è sicuro che le soluzioni copiate dalla RB19 funzioneranno e crede che la concorrenza abbia recuperato terreno.
La genesi della RB20
Dopo un’annata da dominatrice assoluta, la Red Bull non sembra intenzionata a fermarsi. La nuova RB20 ne è sicuramente una prova. Infatti, dato l’alto rischio di essere “copiati” (in F1 funziona così da sempre), a Milton Keynes hanno astutamente deciso di smettere di sviluppare la RB19 a metà stagione per dedicarsi totalmente alla sua succeditrice. Questa scelta è dovuta anche al fatto che si ritenesse che la vettura 2023 non avesse più margine di sviluppo, avendo raggiunto la massima espressione della sua filosofia progettuale. Inoltre, in questo modo si poteva realizzare una monoposto inedita e con tante migliorie (alcune modifiche non sono difatti attuabili a stagione in corso), senza svelarla ai rivali troppo presto e non dando loro il tempo di emulare le novità. Perciò, i tecnici del team anglo-austriaco hanno deciso di rischiare e rivoluzionare un concept che, seppur vincente, era, appunto, giunto al capolinea.
Con questo metodo si è ottenuta una vettura completamente rinnovata e così diversa dalla sua predecessora da aver fatto invecchiare presto le monoposto avversarie, che avevano adottato alcune soluzioni della vecchia RB19. La nuova RB20 è stata subito percepita come una creatura mostruosa, l’ennesima plasmata dalla penna di Newey e compagnia. Essa riprende infatti alcuni concetti della Mercedes W14 (dello scorso anno), come i “cannoni” laterali, ossia i prolungamenti degli ancoraggi dell’halo al telaio che si estendono verso il retrotreno fino alla beam wing, e l’ala anteriore col musetto che arriva fino al profilo principale. Insomma, a prima vista l’ultima nata di Milton Keynes ha senz’altro spiazzato la concorrenza, che aveva quindi ripreso delle idee da una macchina ormai superata.

Gli avversari hanno copiato?
Proprio l’approccio adottato dalle altre squadre è finito sotto la lente di ingrandimento di Pierre Waché, Direttore Tecnico della Red Bull e braccio destro di Newey. Il francese ha spiegato i meccanismi che portano all’evoluzione di una vettura e non è sicuro che le soluzioni che le altre scuderie hanno copiato dalla RB19 funzioneranno. In F1, infatti, copiare non è garanzia di successo in quanto non è certo che ciò che funziona su una monoposto funzioni su un’altra (come accaduto all’Aston Martin l’anno scorso con gli aggiornamenti introdotti in Canada) e perché “copiando si può arrivare al massimo secondi”, come proferiva Vasseur.
“Non so se [gli altri team, che hanno copiato] hanno capito quello che abbiamo fatto noi, ma credo di sì da quello che ho visto nello sviluppo delle loro vetture. Anche se non abbiamo seguito esattamente lo stesso percorso, perché sono sicuro che non abbiamo ragione dappertutto. [Gli altri] hanno trovato il loro percorso, nel senso che si elaborano strumenti o piani di sviluppo in base ai problemi e alla comprensione che si hanno. Quindi, forse, hanno trovato altre soluzioni che potrebbero essere molto interessanti. È interessante poter lavorare con tre flap e mezzo sull’elemento dell’ala anteriore [come la Mercedes], avendo un effetto outwash più accentuato. Hanno trovato una strada diversa. Non sono sicuro che sappiano esattamente cosa abbiamo fatto. Copiare senza capire, per me, è inutile, ma tutte le persone competitive in questo settore stanno seguendo un percorso a loro vantaggio.” ha detto il 49enne a Motorsport.com.
Red Bull dominante anche nel 2024?
A Waché è stato poi chiesto se la Red Bull farà cappotto anche nel 2024. Il tecnico di Auchel si è rivelato scettico riguardo a un’altra stagione di totale dominio da parte del suo team. Gli avversari potrebbero infatti aver recuperato terreno sulla scuderia di Milton Keynes. In particolare, la squadra che potrebbe dare più grattacapi ai campioni del mondo in carica potrebbe essere la Ferrari, secondo quanto indicato dallo stesso progettista della RB20 e anche da Gian Carlo Minardi. Un’ulteriore difficoltà del primo GP della stagione è rappresentata dalle particolarità del tracciato, sia per quanto riguarda la sua conformazione che per quanto concerne l’asfalto.

“No, non credo che abbiamo mantenuto il vantaggio che avevamo l’anno scorso. Spero che il divario sia maggiore, ma non lo so. Spero che, prima di tutto, avremo una vettura in grado di offrire buone prestazioni e poi vedremo dove si troveranno gli altri. Ma ad essere onesti, la Ferrari [nei long run] è stata molto veloce. Quindi, onestamente, non lo so. La preoccupazione principale è che questa pista è molto specifica. Come ci si può adattare ad altri tipi di pista con problemi diversi? Qui il posteriore è molto limitato e la superficie è molto specifica. Penso che avremo una sfida diversa e non sono sicuro che sarà facile.” ha dichiarato Waché.
A ogni modo, la Red Bull, che ha confermato Christian Horner come proprio Team Principal, si presenta in Bahrain sicuramente come favorita. Qualche dubbio sorge invece sugli inseguitori, essendo ancora ignoti i distacchi e le gerarchie dei valori in campo. Manca comunque sempre meno all’avvio delle prime FP1 della stagione, che scatteranno alle 12:30 di oggi. Bentornata Formula Uno!
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