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McLaren: un mondiale atteso 26 anni

Dopo 26 anni di digiuno, alti e bassi e sconfitte, la McLaren torna a conquistare un titolo mondiale costruttori. Ma analizziamo insieme i vari step che lo storico team ha affrontato per tornare ai vertici.

Il team McLaren è stato uno dei protagonisti indiscussi di questo campionato. Tra cambiamenti, aggiornamenti efficaci e tante sfide dentro e fuori la pista, la storica scuderia si è aggiudicata la vittoria del mondiale costruttori. Una vittoria sudata e che fino all’ultimo momento non era scontata; ma soprattutto si tratta di un successo che parte da lontano. Analizziamo insieme i vari passaggi che hanno riportato i Papaya ai vertici.

La difficile decade 2010-2020:

Dopo un 2008 in cui Lewis Hamilton ha conquistato il suo primo titolo in carriera proprio con McLaren, il team si è poi trovato a vivere una situazione di crisi.

Nonostante la partnership con Mercedes, gli anni successivi al titolo mondiale sono altalenanti: il 2013, in modo particolare, è un campionato di profonda crisi in quanto, dopo ben 32 anni, non ottiene alcun piazzamento sul podio. Nella stessa stagione viene annunciato il ritorno della Honda a partire dalla stagione 2015, diventando il fornitore di propulsori per McLaren.

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Il progetto con Honda si rivela però fallimentare ed il 2015 si chiude al penultimo posto nel campionato costruttori, così come il 2017, anno in cui arriva l’ufficialità del cambio di motorizzazione per la stagione successiva; la scuderia di Woking firma un accordo triennale col fornitore francese Renault. I miglioramenti sono subito evidenti e nel 2019 chiude con il miglior risultato degli ultimi sette anni: la quarta posizione nella classifica costruttori.

La nuova organizzazione e l’arrivo di Andrea Stella:

Insieme agli aggiornamenti e cambiamenti sulla monoposto, nel luglio del 2018 il team di Woking si focalizza anche su un miglioramento a livello gestionale ed organizzativo. Tra le varie modifiche, cambia anche il ruolo di Andrea Stella che, dal 2015, aveva seguito Fernando Alonso in McLaren ed aveva continuato il suo lavoro come ingegnere di pista. Purtroppo però le stagioni vissute dallo spagnolo presso i Papaya, e quindi anche di Andrea Stella, sono le più difficili.

Così nel 2018 diventa Performance Director e successivamente, due anni dopo, Racing Director. In parallelo iniziano a vedersi i primi miglioramenti: la vettura è più competitiva ed il bilancio alla fine del 2021 è di una vittoria, una doppietta e la prima pole position dopo nove anni.

Analizziamo la crescita di McLaren, che, dopo anni complicati, è tornata a conquistare un titolo mondiale. Tra giovani, novità e personalità.

Tuttavia al termine della stagione 2022 un altro terremoto scuote l’interno del team, con le dimissioni di Andreas Seidl, che ricopriva il ruolo di team principal. Inizia così l’avventura di Andrea Stella come team principal, al fianco del CEO Zak Brown, ed il ritorno ai vertici della McLaren e dalla seconda metà del 2023 si inizia ad intravede la rinascita della squadra.

L’addio di Ricciardo e la scelta su Piastri:

Alla base del successo della McLaren c’è sicuramente la forte volontà di puntare sui giovani: dopo l’addio di Carlos Sainz, il team aveva deciso di puntare su Daniel Ricciardo per il 2021. L’australiano ha ottenuto la vittoria di Monza in quello stesso anno ma il successo di quel GP è stato l’unico vero lampo di Danny con la tuta papaya.

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Dopo un 2021 complicato e un 2022 al di sotto delle aspettative, Ricciardo lascia la McLaren. Zak Brown, però, ha le idee molto chiare sul sostituto e decide di ingaggiare Oscar Piastri, vincitore della F2 nel 2022. Una scelta che a lungo termine pagherà: Piastri si dimostra veloce ma soprattutto solido e, seppur con qualche difficoltà nella seconda parte del 2024, contribuirà al successo della McLaren nel campionato Costruttori.

Il 2023 e la crescita che ha portato al titolo:

La conquista del titolo Costruttori, tuttavia, non è arrivata solamente grazie all’ingaggio di Piastri. Come abbiamo visto, la McLaren ha fatto un enorme salto in avanti dalla metà della stagione 2023: il team Papaya, con i tanti sviluppi tra il 2023 e il 2024, si è avvicinata sempre di più alla Red Bull arrivando a toglierle il ruolo di vettura migliore sulla griglia.

Nonostante non sia arrivato il successo di Lando Norris nel mondiale Piloti, la McLaren ha ottenuto un titolo che mancava da 26 anni: era il 1998 quando il team inglese ottenne il mondiale Costruttori con la coppia Hakkinen-Coulthard.

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La McLaren nel 2025 sarà la squadra da battere (quantomeno nei Costruttori): con una coppia di piloti ormai consolidata (sarà il terzo anno insieme per Norris e Piastri) e una macchina competitiva, il team sembra avere tutte le carte in regola per trionfare in entrambi i mondiali. Non ci resta che attendere la nuova stagione di F1 che si preannuncia come una delle più belle di sempre vista l’alta competitività non solo della McLaren, ma anche dei suoi diretti avversari.

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